Pensieri,riflessioni e consigli di una mamma tris impegnata nel sociale...e mezzo disfatta!
giovedì 15 luglio 2010
mercoledì 14 luglio 2010
...
Ieri Hele passando davanti alla Saras mi fa :"perchè sopra le nuvole c'è un po' di bruciatore?" cosi le ho spiegato di cosa si trattava..mi è piaciuto molto il BRUCIATORE :) tenera.. oggi mi ha fatto arrabbiare.Provoca continuamente Stitch e a volte le darei davvero una manata !Poi gia' quando la mia voce si fa lupesca incombono i miei sensi di colpa.Che mamma sciagurata e stronza,mi sento davvero una merda,la piccolina con tutta la sfortuna che ha e con quello che ha,ha anche una madre che non la capisce e che non riescead interpretare il suo bisogno di mettersi in prima di linea e di farsi forte sul fratello..ma quanddo è troppo è troppo.Capricci incessanti.Urla.E urlo anche io.E lei piange,E la minaccio di darle uno sculaccione.E si dispera.E mi dispero anche io perchè le si arrossno gli occhi.E la sgrido.Una.Due.Tre.Alla 4 urlo.E piange,che le fanno male le orecchie,che nn sente bene..ragazzi io sto per esaurirmi.Devo andare in tìritiro spirituale,fare training autogeno,leggere un libtìro sulla psicologia infantile,fare autoipnosi.Qualcosa che mi aiuti a gestirla.A non farla sentire diversa (ci provo e credo di riuscirci bene,sgridate e sculacciate rare comprese),a far si che lei non faccia tanti capricci approfittando del fatto che non puo' piangere.Ora vien da piangere a me,per certe difficolta' che incontro.perchè nn riesco a gestirmi tutte le situazioni.A quietarla senza che pianga e senza che io sbotti.E' una sfida continua.Vule vedere fin dove puo' arrivare e qual'è il punto in cui esplodo.A volte logorante.Una guerra aperta.Aiuto.Prego solo di essere forte,di non mancare come mamma,di poter essere sempre migliore,conprensiva e amorevole nei suoi confronti.Nei confronti dei miei figli.Ci vuole pazinza.Per me.E per loro.perchè sopportare una mamma stressata non è da poco..amori miei..vi amo! Cucciola,perdonami se a volte proprio n ce la faccio piu'..
Chicco di mamma,31 mesi

oggi l'amore di mamma ha compiuto 31 mesi..ed io da madre snaturata mi sono dimenticata anche di farli gli auguri..me ne sono ricordata solo a sera,in turno,che ho guardato il calendario dei turni..e mi ha messo tristezza questa dimenticanza :( ..
il mio ometto sta crescendo..parla ed è un gran chiaccherone,sveglio,coccolone..mi dice "mi ami"?Ripetendo quello che chiedo io a lui e alle sorelline.. e poi mi dice "ti addollo" ..che dolce il mio amore.. che è senza panno,e a parte qualche pisciatina qua e la' fa i suoi bisognini "nello vattell"..e gioca con le sue macchinine e con i suoi personaggi,facendoli parlare ed animandoli..e quando mi vede in divisa mi chiede se sto andando a lavollo..si,ha gia' 31 mesi,ci avviciniamo alla scuola materna,un percorso nuovo e misterioso per lui..ai 3 anni..tante tappe,tanti progressi..cuore di mamma..
lunedì 12 luglio 2010
Il mare

Cosa immagina una futura mamma quando si parla di mare? Quella splendida avventura che è portare il figlioletto/a al mare..vi racconto "il mare" a casa mia..
La sera prima: mi preparo tutto "il necessaire",ovvero 2 borsoni con asciugamani ,stuoia,costumini di ricambio,crema solare,canottiera e pantaloncino di ricambo il tutto moltiplicato per tre;preparo il cibo scelto,o insalata di riso o magari patatine fritte,panini inbottiti,polpette o crocchette di pollo..prendo piatti,bicchieri e posate di plastioca e li zeppo nella borsa..metto il tutto in frigo o frezeer;metto abbastanza acqua e succhi di frutta in frigorifero,controllo che i ghiaccioli per la borsa frigo siano in freezer..cerco i costumini da metter ai bimbi l'indomani ,il cambio,le ciabattine per il mare ecc.Preparo la borsa dei giochi.La crema protettiva.I salvagenti.Mi manca ancora qualcosa? Tutto pronto,stremata mi corico.
la mattina del mare: mi alzo,mi lavo e mi preparo,aggiungo le ultime cose nella borsa dei cibi,cracker e grissini e sistemo tutto quello che c'era in frigo e frezeer.Sveglio le pesti.Biberon a tutti.Li lavo e li preparo.Bene,siamo pronti? Si sale in macchina,strazeppa di cosa,ombrellone,sdraietta,giochi che saltano fuori da ogni dove..
tragitto per il mare: i bambini litigano.Cerco di quietare gli animi ma finchè non urlo inferocita nessuno sente! proviamo a calmarli con le canzoncine dello zecchino..missione fallita,ognuno vuole una canzone diversa,tra cocco e drilli,la zanzara in abito da sera e caro gesu',alla fine metto quella che voglio io cosi' nessuno è geloso!
prego che il traffico sparisca e che si arrivi al piu' prestio al mare ,prima che i miei nervi cedano..
Si arriva al mare: parcheggio.Tragedia.Dramma.Bambini sudati.Scendiampo dalla macchina,ognuno tiene qualcosa,Stitch il suo secchiello,le Bimbe i salvagenti e la borsa dei giochi,io e il Topo tra ombrellone,borse ecc ci seppelliamo quasi nella sabbia,pero' nonostante tutto riusciamo a trovare un triangolo di sabbia libero.Terrore dei vicini d'ombrellone appena ci vedono all'orizzonte,gia l'idea di tre bimbi tutti assieme mette paura,qualche anziano poco coraggioso si prende l'asciugamano e si fa piu' in la',qualcun altro sbuffa ancor prima che ci accampiamo.
Ma chi se ne frega,mica è privata la spiaggia!
Bene! Poggiati tutti i bagagli ci accampiamo letteralmente,io inizio a incremare i bambini,li spoglio velocemente e li riempio di crema in ogni che possa essere raggiunto dai raggi solari.Poi mi spoglio anche io.Mi stendo un asciugamano e prego di potermici stendere un po' anch'io.Impongo di giocare nella sabbia e inizia il folle inseguimento di Styitch che cerca di buttarsi in acqua prima del tempo.Addio asciugamano.Mi invento casteli e buche nella sabbia pur di tenerli lontani dall'acqua.le Bimbe fanno farfalle sulla sabbia e giocano con le formine.la Sfortunella ogni tanto si sdraia con fare camaleontesco e si riposa due minuti,la Peperina guarda i vicini e commenta piu' o meno acidamente,guardando ogni dettaglio.
Bene è ora di entrare in acqua,i salvagenti son pronti,la crema l'abbiamo rimessa,possiamo entrare.Tutti in acqua a giocare-.A schizzare mamma.A urlare.poi dopo 2 minuti eccoli nel bagnasciuga.Mi illudo di potermi sedere,mi accontento di buttarmi in riva a raccogliere conchiglie ma niente.Loro di nuovo in acqua.Chiedo pieta' ma invano.E corri qui,e corri la',e vai nell'asciugamano e ri vai in acqua..alla fine sclero.Tutti fuori ,5 minuti seduti sotto l'ombrellone! La sera è ancora lontana.Ci sara' l'ora del pasto,mangeranno pane ,amore,fantasia e sopratutto sabbia.E poi la sabbia andra' negli occhi.E il costume sara' sporco e vorranno entrare in acqua.E il riso sara' troppo freddo,e il succo troppo caldo.
Mi sdraio e loro mi saltano addosso buttandomi sabbia ovunque.Bene.
Ho pensato di fare una fossa nella sabbia e immergirmici ma mi troverebbero li e sarebbe peggio perchè la sabbia me la farebbero mangiare!
Poi si "riposa" 2 ore lontani dall'acqua.Ancora.E si gioca nella sabbia.E si cercano conchiglie.E alghe.E animalini.E tutto quelo che si puo' trovare in spiaggia.E ricevo meravigliosi regali .sassolini,cespuglietti,conchigliette rotte.
Se sono fortunata riesco anche a farli sdraiare 10 minuti vicini a me.A turno.E farli calmare.Magari con un gelato.
E se passa l'ambulante? Quante cose carine! E quanti ne passano! Questo ha le collanine,quello i braccialini,l'altro i capelli..e vogliono tutto! I primi cinque riusciamo a sopprimerli.Ma al sesto i bimbi vanno in fibrillazione e qualcosa gliela devi comprare.Anche se si tratta di un braccialino da un euro.L'ambulante cerceìhera' di sbolognartelo per 3 euro e tu tra i capricci di tuo figlioe le parole dell'ambuòlante stesso combatterai per averlo ad 1 euro perche' di piu' nn vale e perchè quello che è passato 5 minuti prima l'avevfa a quel prezzo!!
Di pomeriggio,ultimo bagno e poi si riordina tutto.Si lavano i giochi,si ritirano tutte le cose.Ci si prepara per rientrare a casina.Fionalmente.In macchina si assoppiscono.Dormiono e c'è silenzio.Magari ti assoppisci anche tu.
A casa riesci a lavarti e magari mentre sonnecchiano ti preparai anche la cena.Poi eccoli belli energici!Un bel bagnetto e via carichi fino all'una del mattino! Buon mare mamma.
Operativa
Mentre eravamo nel bel mezzo del nostro intervento,il primo(e speriamo ultimo!) di oggi,mi è venuto in mente che oggi è il mio anniversario.. di cosa? Del ciclo!!! Si',ben 13 anni fa,esattamente la meta' che ho oggi per esser chiari,diventavo "signorina"..ah che ricordi..le mie Barbie..il primo bacio..aaaaaaaah.
Stamattina relax.Mare.Bambini.Splendida mattinata.A parte l'ora di fila in banca.Ma omettiamo quel dettaglio.Il post è stato bello.
Stamattina relax.Mare.Bambini.Splendida mattinata.A parte l'ora di fila in banca.Ma omettiamo quel dettaglio.Il post è stato bello.
domenica 11 luglio 2010
BLS BASIC LIFE SUPPORT

Il Basic Life Support (BLS) è una tecnica di primo soccorso che può - in alcune circostanze - essere determinante per salvare la vita di un infortunato. Per paziente infortunato si intendono molte condizioni, da una persona priva di sensi (persona svenuta); o una persona con un blocco meccanico delle vie aeree (oggetti nella gola dei bambini, acqua nei soggetti che affogano); alla persona sottoposta a folgorazione elettrica oppure a politrauma della strada con fratture (spesso alle coste); ed infine al paziente in totale arresto cardiaco con temporaneo stato di coma.
La tecnica nota come BLS, che comprende la rianimazione cardiopolmonare è compresa nella sequenza di supporto di base alle funzioni vitali.
La definizione BLS/D si riferisce al protocollo BLS con l'aggiunta della procedura di defibrillazione (e che è lo standard progressivo nei corsi di formazione per soccorritori laici).
Lo scopo di tale manovra è quello di mantenere ossigenato il cervello e il muscolo cardiaco, insufflando artificialmente aria nei polmoni e provocando, per mezzo di spinte compressive sul torace, un minimo di circolazione del sangue.
Il rischio principale collegato alla mancanza di soccorso in questi casi è il danno anossico cerebrale; si tenga a tal proposito presente che l'ossigeno (necessario appunto al cervello) è presente nell'aria-ambiente in percentuali medie del 21%, mentre quello presente nell'aria espirata dai polmoni è circa del 16% (Questo significa che respirando consumiamo soltanto circa un quarto dell'ossigeno presente nell'aria,il che significa che molto teoricamente la stessa aria può essere respirata al massimo 4 volte); questa constatazione ci fa capire come l'intervento con la respirazione artificiale semplice (con la bocca) piuttosto che con la respirazione artificiale evoluta (pallone autoespandibile, bombola di ossigeno, soccorso avanzato) possa realmente fare la differenza, giacché praticando la classica respirazione bocca a bocca, il soccorritore insufflerà nei polmoni della vittima un'aria il cui ossigeno è già stato parzialmente utilizzato (poiché il soccorritore ha inspirato ed espirato quell'aria), e perciò sarà un'aria meno efficace.
Altrettanto importante è la tempestività dell'intervento: dall'inizio dell'arresto cardio-circolatorio, mediamente le probabilità di sopravvivenza diminuiscono del 7-10% ogni minuto; già dopo 9-10 min., in assenza di RCP (acronimo di Rianimazione Cardio-Polmonare), è molto difficile se non impossibile sperare il recupero del danno anossico cerebrale definitivo.
Procedura del BLS (Basic Life Support)
Premessa: Il BLS Laico
La procedura di seguito descritta si basa sulle linee guide dell'European Resuscitation Council, ed è pensata per essere eseguita da chiunque. Per questo non richiede capacità mediche né l'utilizzo di particolari attrezzature. Per questo è definito BLS Laico. La procedura che prevede l'utilizzo di presidi (pallone Ambu, cannula faringea, defibrillatore semi-automatico) è pensata per il personale medico-infermieristico e per i soccorritori certificati ed abilitati.
Nel caso ci si trovasse nella situazione di dover applicare il BLS si consiglia fortemente, se si è a conoscenza di questa procedura, di intervenire. In caso di dubbi sia sulla valutazione del paziente che sulle manovre da eseguire l'unico riferimento è il 118, che ha sempre a disposizione dei medici per valutazioni telefoniche in casi di emergenza. In particolare fare sempre riferimento al 118 prima di intervenire in qualunque modo su pazienti soggetti a trauma: il rischio di aggravare le lesioni è altissimo.
Si consiglia inoltre a tutti di frequentare i corsi gratuiti alla cittadinanza organizzati dalle varie organizzazioni di soccorso presenti sul territorio: la spiegazione è sicuramente più approfondita di quella che può dare la semplice lettura di un testo ed in più c'è la presenza di simulazioni pratiche.
Va detto inoltre che le linee guida dell'ERC cambiano e si aggiornano col tempo: le ultime sono quelle del 2005, che apportano non poche modifiche alle precedenti (ricerca del punto di compressione, entità dell'insufflazione ecc.)
Valutazione della scena
Prima di effettuare qualsiasi azione su un soggetto, il soccorritore deve accertarsi che la zona in cui agisce sia priva di pericoli: ad esempio occorre accertare che il soggetto non sia a contatto con parti sotto tensione, che non vi siano odori di gas o liquidi, o cavi della luce. Nel caso in un cui la zona non sia sicura vanno avvertite le autorità competenti, come ad esempio i Vigili del fuoco. Se la zona è sicura, allora è possibile procedere con l'ABC della rianimazione cardiopolmonare.
La rianimazione viene praticata esclusivamente su un soggetto incosciente, che non risponde al richiamo verbale e agli stimoli tattili (per esempio, se scosso). Valutare se il soggetto è vittima di un malore oppure di un trauma; nel secondo caso non muovere il paziente e contattare immediatamente il 118.
Nel caso in cui, trovandosi di fronte alla vittima incosciente di un trauma, si debba obbligatoriamente intervenire (non c'è possibilità di chiamare soccorsi oppure si è preposti a questa funzione: es. assistente bagnanti, personale medico ecc.), bisogna sapere che il BLS avrà due procedimenti leggermente diversi a seconda che si tratti di malore o specificamente di trauma (come il trauma anche l'annegamento); perciò va detto che quando non si ha la possibilità di valutare con certezza la causa dell'evento (per es. non si era presenti e non ci sono né testimoni né segni evidenti di cosa possa essere avvenuto), bisogna agire considerando l'infortunato vittima di "trauma sospetto", operando quindi appunto come se il trauma fosse realmente avvenuto.
Valutazione dello stato di coscienza
La valutazione dello stato di coscienza del soggetto è la capacità dello stesso di rispondere agli stimoli esterni. La comunicazione con la persona deve avvenire sfruttando tutti i cinque sensi.
La persona deve essere scossa leggermente per le spalle e chiamata ad alta voce; le va presa anche la mano e va fatta richiesta di stringere quella del soccorritore. Se non reagisce a nessuno di questi stimoli allora la persona è definita incosciente. In questo caso va fatta immediata richiesta a chi ci sta vicino di chiamare il Numero telefonico per le emergenze mediche (118 in Italia, 144 in Svizzera, 112 nella maggior parte dei paesi dell'Unione Europea). Nel caso in cui il paziente sia cosciente può essere comunque allertata la centrale per l'invio di personale qualificato al fine di controlli più accurati.
ABC del Basic Life Support
La seconda fase del BLS consiste in una procedura che viene denominata ABC, dalle iniziali delle parole inglesi Airway, Breathing, Circulation.
Airway
Il corpo del paziente deve essere posizionato supino su un piano rigido, ad esempio su un tavolo o sul pavimento. La testa e gli arti devono essere allineati con il corpo. Per fare ciò, spesso è necessario spostare l'infortunato e fargli compiere vari movimenti muscolari (si prenda per esempio il caso di un uomo riverso a pancia in giù); questi spostamenti dovranno avvenire con cautela e, nel caso di trauma o trauma sospetto, bisognerà porre molta attenzione nella rotazione del collo e/o della colonna vertebrale, che avendo magari subito danni è esposta a ulteriori rischi altissimi. In questi casi perciò sarà opportuno spostare l'infortunato in più persone e in maniera uniforme e coordinata, provocando il minor spostamento possibile. Il torace deve essere scoperto ed eventuali cravatte o indumenti che stringono devono essere allentati poiché possono ostruire le vie respiratorie. Spesso gli indumenti vengono recisi con un paio di forbici per non perdere tempo.
Il pericolo che corre una persona incosciente è l'ostruzione delle vie aeree: anche la stessa lingua può cadere all'indietro e impedire la respirazione, a causa della perdita di tonicità della muscolatura. Prima di verificare la pervietà delle vie aeree e quindi l'assenza di oggetti che possano ostruire il passaggio dell'aria si effettua l'iperestensione della testa, proprio per evitare un auto-soffocamento con la lingua. Per effettuare la manovra dell'iperestensione, va posta una mano sulla fronte, portata indietro la testa e porre due dita sotto il mento sollevandolo. La manovra di iperestensione contiene il prefisso "iper-" proprio perché va oltre la normale estensione che il collo naturalmente compie, perciò l'azione, pur non essendo violenta (il collo è molto delicato) dovrà essere efficace. Sempre per questa ragione, nel caso vi sia un trauma cervicale, anche solo sospetto, l'iperestensione non deve essere mai completa: in tal caso sarà solo parziale e, pur sacrificando un po' di efficacia del BLS, preverrà sicuramente danni permanenti al rachide cervicale, causa prima di paralisi parziali o totali del corpo. Il cavo orale deve quindi essere ispezionato tramite la "manovra a borsellino" che si effettua ruotando assieme l'indice e il pollice. Se sono presenti oggetti che ostruiscono le vie respiratorie vanno rimossi con le mani oppure con pinze facendo attenzione a non spingere il corpo estraneo ancora più in profondità. Se è presente acqua o altro liquido (per esempio dopo un annegamento) bisognerà inclinare lateralmente la testa dell'infortunato (tutto il corpo in più persone se c'è un sospetto trauma del rachide cervicale, per non muovere il collo) per permettere al liquido di fuoriuscire.
Breathing
La fase GAS
Dopo la fase di Airway è necessario controllare se l'infortunato respira. La posizione ideale per farlo è accostare la guancia alla sua bocca (a circa 3-5 cm), osservando nel frattempo il torace, e poggiandovi eventualmente una mano. Questa manovra è detta "GAS" che sta per Guardo, Ascolto, Sento:
Guardare il movimento del torace
Ascoltare il respiro
Sentire il flusso d'aria sulla guancia
Questa osservazione deve essere mantenuta per 10 secondi, contando ad alta voce, mantenendo la testa del paziente iperestesa. Contare ad alta voce serve a chi interviene nel frattempo, e conosce i fondamenti della BLS, a capire senza interrompervi che può essere necessario il suo aiuto. È necessario fare attenzione a non confondere ansimi e gorgoglii emessi in caso di arresto respiratorio con la respirazione normale.
Circulation
Mentre si effettua la manovra GAS si deve valutare se sono presenti movimenti della persona, colpi di tosse, respiro, che sono segnali della presenza di attività circolatoria. La manovra è definita MOTORE (MOvimenti, TOsse, REspiro).Oltre a queste due operazioni, è sempre consigliabile la ricerca del polso, preferibilmente carotideo (premere con i polpastrelli di indice e medio sulla carotide, posta lateralmente alla gola), giacché permette la percezione di battito cardiaco anche ad una pressione arteriosa sistolica (massima) di 20-30 mmHg, mentre il polso radiale e femorale non permettono di reperire battito con pressione arteriosa sistolica inferiore rispettivamente a 90 mmHg e 60 mmHg. Comunque, poiché non è facile cercare il polso carotideo soprattutto se non si è esperti, la presenza di MOTORE, anche quando il polso carotideo non ci segnali attività cardiaca, è una prova certa che il cuore sta battendo.
La ricerca di segni di circolo (MOTORE) non deve in nessun modo ritardare le operazioni di soccorso, per cui in caso di dubbio, si assume che l'attività cardiaca sia assente.
In assenza di MOTORE è indispensabile iniziare la rianimazione cardio-polmonare. Se si è da soli a soccorrere si chiama in questo momento il 118. Se i soccorsi sono stati già chiamati, è importante informare che c'è una persona in arresto cardiaco.
Rianimazione cardio-polmonare
La procedura della rianimazione cardio-polmonare consiste in queste fasi:
Massaggio cardiaco
Il paziente deve trovarsi su una superficie rigida (una superficie morbida o cedevole rende completamente inutili le compressioni).
Inginocchiati a fianco del torace.
Rimuovi, aprendo o tagliando se necessario, gli abiti dell'infortunato. La manovra richiede il contatto con il torace, per essere sicuri della corretta posizione delle mani.
Colloca le mani direttamente sopra lo sterno, una sopra all'altra, al centro del petto. Per evitare di rompere le costole, solo il palmo delle mani dovrebbe toccare il torace. Più in particolare, il punto di contatto dovrebbe essere l'eminenza palmare, ovvero la parte più inferiore e vicina al polso del palmo, che si presenta più dura e posta in asse con l'arto. Per facilitare questo contatto può essere utile intrecciare le dita e sollevarle leggermente.
Sposta il peso verso avanti, rimanendo sulle ginocchia, fino a che le tue spalle non sono direttamente sopra le tue mani.
Tenendo le braccia dritte, senza piegare i gomiti, muoviti su e giù con determinazione. La pressione sul torace deve provocare un movimento di circa 4-5cm per ciascuna compressione. È importante rilasciare completamente dopo ogni compressione. è assolutamente importante che durante tutto il periodo di compressione il palmo delle mani non si stacchi dal torace, generando un dannoso effetto di rimbalzo.
Il ritmo di compressione corretto è di circa 100 compressioni al minuto, per aiutarti a raggiungere la velocità corretta, conta a voce alta man mano che fai le compressioni.
Respirazione bocca a bocca
Dopo ogni 30 compressioni, è necessario praticare 2 insufflazioni con la respirazione artificiale. La testa viene ruotata all'indietro, il soccorritore chiude il naso con una mano mentre estende la mandibola con l'altra per mantenere la bocca aperta. È fondamentale che durante le insufflazioni il capo rimanga iperesteso, giacché una scorretta posizione delle vie aeree espone la vittima al rischio che entri aria nello stomaco, provocando così facilmente rigurgito.Quest'ultimo è provocato anche dalla potenza con cui si soffia ovvero se si soffia troppo forte si manda aria nello stomaco. La respirazione bocca a bocca comporta l'insufflazione forzata di aria nel sistema respiratorio dell'infortunato, con l'ausilio di una mascherina o di un boccaio. In caso di mancanza, un fazzoletto di cotone può essere impiegato per proteggere il soccorritore dal contatto diretto con la bocca dell'infortunato.Le nuove linee guida del 2005 mettono in guardia il soccorritore dai rischi dell'iperventilazione:aumento eccessivo della pressione intratoracica, rischio di insufflazione di aria nello stomaco, eccessivo ritorno venoso al cuore;per questa ragione le insufflazioni non devono essere eccessivamente energiche, ma emettere una quantità d'aria non superiore a 500-600 cc(mezzo litro,in un tempo non superiore al secondo).In ultimo va ricordato che l'aria inspirata dal soccorritore prima di insufflare deve essere il più possibile "pura", e cioè contenere la più alta percentuale possibile di ossigeno: per questo tra un'insufflazione e l'altra il soccorritore dovrà alzare la testa per inspirare a una distanza sufficiente perché non inspiri l'aria emessa dalla vittima,che presenta una densità di ossigeno minore.
Ritorna dalla parte del torace e riposizione le mani nella posizione corretta.
Ripeti il ciclo di 30:2 finché il paziente riprende le sue funzioni normali.
Ogni due minuti va valutata la presenza di MOTORE; se ancora assenti va ripresa la rianimazione cardio-polmonare. Se invece presenti (la vittima muove un braccio, tossisce, muove gli occhi, parla ecc.), bisogna procedere alla valutazione del respiro (punto B.=Guardo Ascolto Sento per 10 sec.):se quindi la respirazione è presente, si potrà disporre la vittima in PLS (Posizione Laterale di Sicurezza), altrimenti si dovranno eseguire soltanto ventilazioni (10 al minuto), ricontrollando ogni 2 minuti GAS+MOTORE fino alla ripresa completa della respirazione.
La rianimazione deve sempre cominciare con le compressioni salvo nel caso in cui si tratti di trauma, annegamento o la vittima sia un bambino: in questi casi si comincerà con 5 insufflazioni, per poi proseguire normalmente con l'alternanza compressioni-insufflazioni. Questo avviene perché in caso di annegamento o trauma si presume che l'ossigeno presente nei polmoni dell'infortunato non sia in quantità sufficiente a garantire l'efficienza della circolazione sanguigna; a maggior ragione, a titolo precauzionale, si inizierà con le insufflazioni in caso la vittima sia un bambino, in virtù del fatto che è presumibile che un bambino, godendo di buone condizioni di salute, si trovi in stato di arresto cardiaco per cause dovute con maggiore probabilità a trauma o annegamento.
Un soccorritore può smettere il massaggio cardiaco quando:
un medico (del 118 e quindi con competenze in rianimazione) constata l'avvenuto decesso
arriva soccorso qualificato con ad esempio una più efficace attrezzatura
è sfinito e non ha più forze (anche se in questo caso in genere si chiedono i cambi, che dovranno avvenire a metà delle 30 compressioni, in maniera tale da non interrompere il ciclo compressioni-insufflazioni).
il soggetto riprende le funzioni vitali
accade qualcosa per il quale il luogo non diventa piu' sicuro.In caso di grave pericolo il soccorritore ha il dovere di mettersi in salvo.
La posizione laterale di sicurezza (PLS)
Posizione laterale di sicurezza
Se la respirazione torna ad essere presente, ma il paziente è ancora in stato di incoscienza e non si suppone un trauma, esso va posizionato in posizione laterale di sicurezza. Per far ciò bisogna flettere un ginocchio e portare il piede della medesima gamba sotto il ginocchio della gamba opposta. Bisogna far scivolare il braccio opposto alla gamba flessa sul terreno finché non sia perpendicolare al tronco. L'altro braccio va posto sul torace, in modo che la mano passi sul lato del collo. Successivamente il soccorritore deve porsi sul fianco che non presenta il braccio esteso esternamente, infilare il proprio braccio fra l'arco formato dalle gambe del paziente e con l'altro afferrare la testa. Facendo leva sulle ginocchia, bisogna far rotolare delicatamente il paziente sul fianco del braccio esterno, accompagnando il movimento della testa. La testa va poi iperestesa e mantenuta in tale posizione sistemando sotto la guancia la mano del braccio che non tocca terra. Questa posizione ha lo scopo di mantenere le vie aeree pervie ed evitare che improvvisi getti di vomito occludano la cavità respiratoria ed entrino nei polmoni, danneggiandone l'integrità. Con la posizione laterale di sicurezza ogni liquido emesso viene espulso fuori dal corpo.
SOCCORSO VITALE AL TRAUMATIZZATO
Il Soccorso Vitale di base al Traumatizzato, abbreviato anche con SVT (in inglese BTLS, Basic Trauma Life Support o PTC, Pre-hospital Trauma Care), è una tecnica di soccorso per le persone che hanno subito un trauma, cioè un evento causato da una forza fisica che agisce sull'organismo provocandone danni. Questo tipo di soccorso è quindi rivolto non solo a pazienti che hanno subito ad esempio incidenti stradali, ma anche a persone annegate, folgorate, ustionate, o che hanno subito ferite da arma, poiché subentrano forze esterne come l'acqua, la corrente elettrica e il fuoco.
Si parla di politrauma nel caso in cui una persona abbia subito lesioni in più di un distretto corporeo.
È di grande importanza il tempo che intercorre tra l'evento del trauma e il soccorso, poiché minore è l'intervallo di tempo e maggiore è la possibilità che la persona traumatizzata possa sopravvivere. In questo ambito viene usato il termine inglese golden hour (ora d'oro) che si riferisce al fatto che il corretto intervento su un traumatizzato entro la prima ora dall'evento riduce il rischio di mortalità.
Dinamica del trauma
Quando un cittadino chiama il 118 gli vengono poste alcune domande sulla dinamica dell'evento, che servono agli operatori per valutare la gravità del trauma, stabilire un codice di emergenza e inviare l'adeguata squadra di soccorso che può essere composta da volontari, infermieri e medici a seconda dell'urgenza. Esistono degli elementi che definisco il trauma come a dinamica maggiore a causa della sua gravità e di conseguenza il suo codice di urgenza è rosso. I principali elementi sono:
l'età del paziente: minore di 5 anni e maggiore di 55;
la violenza dell'impatto: uno scontro frontale o l'eiezione di una persona fuori dall'abitacolo;
lo scontro tra mezzi di dimensioni opposte: bicicletta/camion, automobile/pedone;
arrotamento;
persone decedute sullo stesso veicolo.
In altri casi di traumi (folgorazione, ustione, annegamento, ferite d'arma) il codice è quasi sempre rosso, poiché le forze fisiche che hanno agito nell'evento sono molto pericolose.
Danni primari e secondari
Il danno che viene causato direttamente dal trauma è chiamato danno primario. Ad esempio in un incidente stradale i danni primari che può subire una persona possono essere la rottura di ossa e legamenti. I danni secondari sono quelli che il paziente riporta a seguito di un trauma; infatti l'energia del trauma (cinetica, termica, ecc...) agisce anche agli organi interni e può procurare danni più o meno gravi. I danni secondari più frequenti possono essere l'ipossia (mancanza di ossigeno), l'ipotensione (abbassamento della pressione), l'ipercapnia (aumento dell'anidride carbonica nel sangue) e l'ipotermia (abbassamento della temperatura corporea).
Catena della sopravvivenza
In caso di trauma esiste una procedura che serve per coordinare le azioni di soccorso, chiamata catena di sopravvivenza del traumatizzato, che si divide in cinque punti principali[1]:
chiamata di emergenza: allertamento tramite numero d'emergenza (in Italia 118);
triage effettuato per valutare la gravità dell'evento e il numero delle persone coinvolte;
soccorso preospedaliero effettuato dai soccorritori;
trasporto in ospedale;
trattamento ospedaliero effettuato da medici e infermieri.
Squadra di soccorso
Poiché le manovre per gestire un paziente traumatizzato sono tante, una squadra che agisce su un SVT dovrebbe essere composta da almeno quattro persone: capo squadra, autista, primo e secondo soccorritore.
Il capo squadra (detto anche con il termine inglese team leader) è in genere il soccorritore con più esperienza o anzianità e gestisce e coordina le operazioni da fare durante un servizio. Il capo squadra è inoltre colui che effettua tutte le valutazioni. Quando in un servizio interviene un'automedica, il team leader diventa automaticamente il medico.
L'autista, oltre a guidare l'ambulanza, valuta lo scenario insieme al capo squadra ed aiuta gli altri soccorritori ad immobilizzare il paziente ed a fornire i materiali.
Il primo soccorritore si posizione alla testa del paziente traumatizzato e ne immobilizza la testa tenendola in posizione neutra fino al posizionamento sull'asse spinale. Nel caso in cui il paziente indossi un casco, il primo soccorritore si occupa della rimozione, stando sempre e comunque alla testa. Durante questa operazione il secondo soccorritore sorregge la testa.
Il secondo soccorritore si occupa di posizionare il collare al paziente, di immobilizzare la testa durante la rimozione di un casco, di tamponare le emorragie massive e di portare i materiali.
BLS al traumatizzato
Per approfondire, vedi la voce Basic Life Support.
Il supporto vitale di base (Basic Life Support) al traumatizzato si avvale degli stessi principi del normale BLS. Il BLS al traumatizzato prevede due valutazione: rapida e primaria.
Valutazione rapida La valutazione rapida viene eseguita su pazienti che hanno subito un trauma all'interno di un autoveicolo e serve per decidere se fare un'estricazione rapida o un'estricazione convenzionale del paziente a seconda dello stato di gravità. Grazie alla valutazione rapida è possibile avere un quadro immediato della situazione; infatti il capo squadra - dopo aver chiamato il paziente e avergli posto in genere una mano sul petto (o misurandogli il polso radiale o carotideo) - valuta in pochi secondi lo stato di coscienza del paziente, il respiro e il battito cardiaco.
Nel caso in cui una persona abbia subito un trauma dovuto alla caduta da un motoveicolo, o nel caso di persona folgorata, annegata o ferita a causa di un'arma, si esegue la valutazione primaria sia che il paziente sia o non sia cosciente.
Se invece la persona si trova all'interno di un autoveicolo e non è cosciente si esegue un'estricazione rapida; nel caso in cui invece sia cosciente si esegue un'estricazione convenzionale;
Per approfondire, vedi la voce Estricazione.
Valutazione primaria
Dopo aver effettuato la valutazione rapida ed una eventuale estricazione se necessario, si esegue la valutazione primaria che è suddivisa in cinque punti: A, B, C, D ed E.
A - Airway (vie aeree)
Questa fase viene eseguita dal capo squadra, dal primo soccorritore, che nel frattempo si è posizionato alla testa del paziente per immobilizzargli il rachide cervicale e dal secondo soccorritore che mette il collarino cervicale. Il capo squadra valuta lo stato di coscienza chiamando la persona e stabilendo un contatto fisico, per esempio toccandole le spalle; se non è cosciente viene chiamato il 118. Queste prime operazioni in cui si valuta lo stato di coscienza coincidono con la valutazione rapida nel caso di paziente rimasto all'interno di un abitacolo. Sempre in questa fase il team leader scopre il torace del paziente e controlla le vie aeree, posizionando se necessario una cannula oro-faringea. A seconda dei dettami della propria Centrale Operativa, è consigliabile nelle persone traumatizzate la somministrazione di Ossigeno ad alti flussi (10 - 12 l/min).
B - Breathing (respirazione)
Se il paziente risulta incosciente, dopo aver allertato il 118, il capo squadra procede con la manovra del GAS (Guardare, Ascoltare, Sentire) che serve per valutare se la persona respira. In caso di respiro assente viene eseguito il classico BLS effettuando due ventilazioni (possibilmente collegando il pallone autoespandibile alla bombola dell'ossigeno facendola erogare ad alti flussi) e si passa poi alla fase C. Nel caso in cui il respiro sia presente o nel caso in cui il paziente sia cosciente si posiziona la mascherina somministrando ossigeno ad altri flussi e si esegue l'OPACS (Osservo, Palpo, Ascolto, Conto, Saturimetro). Il capo squadra con questa manovra valuta diversi parametri del paziente: infatti osserva e palpa il torace verificando che non vi siano avvallamenti o anomalie, ascolta il respiro controllando che non vi siano gorgoglii o rumori, conta la frequenza respiratoria ed usa il saturimetro per valutare l'ossigenazione nel sangue e la frequenza cardiaca (a seconda del modello di saturimetro usato).
C - Circulation (circolazione)
In questa fase vengono valutati diversi parametri riguardanti la circolazione e il battito cardiaco. Se il paziente nella fase B è incosciente e non respira - dopo avergli effettuato due ventilazioni - si passa alla fase C che consiste nel controllo della presenza del polso carotideo, posizionando due dita sulla carotide e contando fino a 10 secondi. Se non c'è polso si passa alla rianimazione cardiopolmonare praticata nel BLS effettuando massaggi cardiaci. Se c'è polso e non c'è respiro si assiste la respirazione effettuando circa 12 insufflazioni al minuto con il pallone autoespandibile collegato alla bombola dell'ossigeno che eroga ad alti flussi. Se il polso carotideo risulta assenta la valutazione primaria si ferma a questo punto.
Il paziente cosciente viene trattato in maniera differente. Viene valutata la pressione arteriosa tramite lo sfigmomanometro e il polso radiale: se quest'ultimo risulta assenta significa che la massima (sistolica) è minore di 80.
D - Disability (disabilità)
In questa fase viene valutato lo stato neurologico della persona. I medici e gli infermieri usano la Glasgow Coma Scale (Scala di Glasgow, chiamata anche GCS), mentre i soccorritori usano la scala AVPU, che è più semplice e immediata. L'acronimo AVPU significa Alert, Verbal, Pain, Unresponsive. Con alert si intende un paziente cosciente, lucido e orientato; con verbal si intende un paziente semi-cosciente che risponde agli stimoli vocali con bisbigli o a tratti; con pain si intende un paziente che risponde solo agli stimolo dolorosi; con unresponsive si intende un paziente incosciente che non risponde a nessun tipo di stimolo. Procedendo dalla A (alert) verso la U (unresponsive) lo stato di gravità aumenta.
E - Exposure (esposizione)
In questa fase si valuta se il paziente ha riportato lesioni più o meno gravi. Il capo squadra spoglia il paziente (tagliando i vestiti se necessario) e fa una valutazione dalla testa ai piedi controllando eventuali lesioni o emorragie. I protocolli prevedono di controllare anche i genitali, ma spesso non risulta possibile sia per volontà del paziente sia perché risulta più semplice chiede al paziente se sente egli stesso dei dolori. La stessa cosa vale per quanto riguarda la parte in cui andrebbero tagliati i vestiti; può capitare che il paziente sia contrario e alcune volte gli stessi soccorritori decidono di non farlo se il paziente non riporta dolori, muove bene gli arti e assicura di non aver subito colpi in una determinata zona del proprio corpo. A seguito del controllo testa-piedi il paziente viene ricoperto con un telo termico per evitare una possibile ipotermia.
Alla fine di questa fase, se il paziente è sempre stato cosciente, il team leader comunica tutti i parametri dell'ABCDE alla centrale operativa del 118, la quale gli dirà che cosa fare e in quale ospedale trasportare il paziente. Ogni qual volta che avvengono dei cambi sostanziali nei parametri del paziente, il capo squadra deve comunicarli subito al 118.
Scoop and run o stay and play
Dopo aver completato la valutazione primaria ed aver avvertito il 118 delle condizioni, la centrale operativa decide se far trasportare il paziente in ospedale oppure se inviare un altro mezzo di soccorso come ad esempio un'automedica. Se il paziente va portato subito in ospedale si usa la formula inglese scoop and run che significa letteralmente raccogli e fuggi; se la centrale ritiene di dover prima stabilizzare il paziente inviando un mezzo con personale medico o infermieristico si usa la formula inglese stay and play che significa letteralmente stare e agire.
Si parla di politrauma nel caso in cui una persona abbia subito lesioni in più di un distretto corporeo.
È di grande importanza il tempo che intercorre tra l'evento del trauma e il soccorso, poiché minore è l'intervallo di tempo e maggiore è la possibilità che la persona traumatizzata possa sopravvivere. In questo ambito viene usato il termine inglese golden hour (ora d'oro) che si riferisce al fatto che il corretto intervento su un traumatizzato entro la prima ora dall'evento riduce il rischio di mortalità.
Dinamica del trauma
Quando un cittadino chiama il 118 gli vengono poste alcune domande sulla dinamica dell'evento, che servono agli operatori per valutare la gravità del trauma, stabilire un codice di emergenza e inviare l'adeguata squadra di soccorso che può essere composta da volontari, infermieri e medici a seconda dell'urgenza. Esistono degli elementi che definisco il trauma come a dinamica maggiore a causa della sua gravità e di conseguenza il suo codice di urgenza è rosso. I principali elementi sono:
l'età del paziente: minore di 5 anni e maggiore di 55;
la violenza dell'impatto: uno scontro frontale o l'eiezione di una persona fuori dall'abitacolo;
lo scontro tra mezzi di dimensioni opposte: bicicletta/camion, automobile/pedone;
arrotamento;
persone decedute sullo stesso veicolo.
In altri casi di traumi (folgorazione, ustione, annegamento, ferite d'arma) il codice è quasi sempre rosso, poiché le forze fisiche che hanno agito nell'evento sono molto pericolose.
Danni primari e secondari
Il danno che viene causato direttamente dal trauma è chiamato danno primario. Ad esempio in un incidente stradale i danni primari che può subire una persona possono essere la rottura di ossa e legamenti. I danni secondari sono quelli che il paziente riporta a seguito di un trauma; infatti l'energia del trauma (cinetica, termica, ecc...) agisce anche agli organi interni e può procurare danni più o meno gravi. I danni secondari più frequenti possono essere l'ipossia (mancanza di ossigeno), l'ipotensione (abbassamento della pressione), l'ipercapnia (aumento dell'anidride carbonica nel sangue) e l'ipotermia (abbassamento della temperatura corporea).
Catena della sopravvivenza
In caso di trauma esiste una procedura che serve per coordinare le azioni di soccorso, chiamata catena di sopravvivenza del traumatizzato, che si divide in cinque punti principali[1]:
chiamata di emergenza: allertamento tramite numero d'emergenza (in Italia 118);
triage effettuato per valutare la gravità dell'evento e il numero delle persone coinvolte;
soccorso preospedaliero effettuato dai soccorritori;
trasporto in ospedale;
trattamento ospedaliero effettuato da medici e infermieri.
Squadra di soccorso
Poiché le manovre per gestire un paziente traumatizzato sono tante, una squadra che agisce su un SVT dovrebbe essere composta da almeno quattro persone: capo squadra, autista, primo e secondo soccorritore.
Il capo squadra (detto anche con il termine inglese team leader) è in genere il soccorritore con più esperienza o anzianità e gestisce e coordina le operazioni da fare durante un servizio. Il capo squadra è inoltre colui che effettua tutte le valutazioni. Quando in un servizio interviene un'automedica, il team leader diventa automaticamente il medico.
L'autista, oltre a guidare l'ambulanza, valuta lo scenario insieme al capo squadra ed aiuta gli altri soccorritori ad immobilizzare il paziente ed a fornire i materiali.
Il primo soccorritore si posizione alla testa del paziente traumatizzato e ne immobilizza la testa tenendola in posizione neutra fino al posizionamento sull'asse spinale. Nel caso in cui il paziente indossi un casco, il primo soccorritore si occupa della rimozione, stando sempre e comunque alla testa. Durante questa operazione il secondo soccorritore sorregge la testa.
Il secondo soccorritore si occupa di posizionare il collare al paziente, di immobilizzare la testa durante la rimozione di un casco, di tamponare le emorragie massive e di portare i materiali.
BLS al traumatizzato
Per approfondire, vedi la voce Basic Life Support.
Il supporto vitale di base (Basic Life Support) al traumatizzato si avvale degli stessi principi del normale BLS. Il BLS al traumatizzato prevede due valutazione: rapida e primaria.
Valutazione rapida La valutazione rapida viene eseguita su pazienti che hanno subito un trauma all'interno di un autoveicolo e serve per decidere se fare un'estricazione rapida o un'estricazione convenzionale del paziente a seconda dello stato di gravità. Grazie alla valutazione rapida è possibile avere un quadro immediato della situazione; infatti il capo squadra - dopo aver chiamato il paziente e avergli posto in genere una mano sul petto (o misurandogli il polso radiale o carotideo) - valuta in pochi secondi lo stato di coscienza del paziente, il respiro e il battito cardiaco.
Nel caso in cui una persona abbia subito un trauma dovuto alla caduta da un motoveicolo, o nel caso di persona folgorata, annegata o ferita a causa di un'arma, si esegue la valutazione primaria sia che il paziente sia o non sia cosciente.
Se invece la persona si trova all'interno di un autoveicolo e non è cosciente si esegue un'estricazione rapida; nel caso in cui invece sia cosciente si esegue un'estricazione convenzionale;
Per approfondire, vedi la voce Estricazione.
Valutazione primaria
Dopo aver effettuato la valutazione rapida ed una eventuale estricazione se necessario, si esegue la valutazione primaria che è suddivisa in cinque punti: A, B, C, D ed E.
A - Airway (vie aeree)
Questa fase viene eseguita dal capo squadra, dal primo soccorritore, che nel frattempo si è posizionato alla testa del paziente per immobilizzargli il rachide cervicale e dal secondo soccorritore che mette il collarino cervicale. Il capo squadra valuta lo stato di coscienza chiamando la persona e stabilendo un contatto fisico, per esempio toccandole le spalle; se non è cosciente viene chiamato il 118. Queste prime operazioni in cui si valuta lo stato di coscienza coincidono con la valutazione rapida nel caso di paziente rimasto all'interno di un abitacolo. Sempre in questa fase il team leader scopre il torace del paziente e controlla le vie aeree, posizionando se necessario una cannula oro-faringea. A seconda dei dettami della propria Centrale Operativa, è consigliabile nelle persone traumatizzate la somministrazione di Ossigeno ad alti flussi (10 - 12 l/min).
B - Breathing (respirazione)
Se il paziente risulta incosciente, dopo aver allertato il 118, il capo squadra procede con la manovra del GAS (Guardare, Ascoltare, Sentire) che serve per valutare se la persona respira. In caso di respiro assente viene eseguito il classico BLS effettuando due ventilazioni (possibilmente collegando il pallone autoespandibile alla bombola dell'ossigeno facendola erogare ad alti flussi) e si passa poi alla fase C. Nel caso in cui il respiro sia presente o nel caso in cui il paziente sia cosciente si posiziona la mascherina somministrando ossigeno ad altri flussi e si esegue l'OPACS (Osservo, Palpo, Ascolto, Conto, Saturimetro). Il capo squadra con questa manovra valuta diversi parametri del paziente: infatti osserva e palpa il torace verificando che non vi siano avvallamenti o anomalie, ascolta il respiro controllando che non vi siano gorgoglii o rumori, conta la frequenza respiratoria ed usa il saturimetro per valutare l'ossigenazione nel sangue e la frequenza cardiaca (a seconda del modello di saturimetro usato).
C - Circulation (circolazione)
In questa fase vengono valutati diversi parametri riguardanti la circolazione e il battito cardiaco. Se il paziente nella fase B è incosciente e non respira - dopo avergli effettuato due ventilazioni - si passa alla fase C che consiste nel controllo della presenza del polso carotideo, posizionando due dita sulla carotide e contando fino a 10 secondi. Se non c'è polso si passa alla rianimazione cardiopolmonare praticata nel BLS effettuando massaggi cardiaci. Se c'è polso e non c'è respiro si assiste la respirazione effettuando circa 12 insufflazioni al minuto con il pallone autoespandibile collegato alla bombola dell'ossigeno che eroga ad alti flussi. Se il polso carotideo risulta assenta la valutazione primaria si ferma a questo punto.
Il paziente cosciente viene trattato in maniera differente. Viene valutata la pressione arteriosa tramite lo sfigmomanometro e il polso radiale: se quest'ultimo risulta assenta significa che la massima (sistolica) è minore di 80.
D - Disability (disabilità)
In questa fase viene valutato lo stato neurologico della persona. I medici e gli infermieri usano la Glasgow Coma Scale (Scala di Glasgow, chiamata anche GCS), mentre i soccorritori usano la scala AVPU, che è più semplice e immediata. L'acronimo AVPU significa Alert, Verbal, Pain, Unresponsive. Con alert si intende un paziente cosciente, lucido e orientato; con verbal si intende un paziente semi-cosciente che risponde agli stimoli vocali con bisbigli o a tratti; con pain si intende un paziente che risponde solo agli stimolo dolorosi; con unresponsive si intende un paziente incosciente che non risponde a nessun tipo di stimolo. Procedendo dalla A (alert) verso la U (unresponsive) lo stato di gravità aumenta.
E - Exposure (esposizione)
In questa fase si valuta se il paziente ha riportato lesioni più o meno gravi. Il capo squadra spoglia il paziente (tagliando i vestiti se necessario) e fa una valutazione dalla testa ai piedi controllando eventuali lesioni o emorragie. I protocolli prevedono di controllare anche i genitali, ma spesso non risulta possibile sia per volontà del paziente sia perché risulta più semplice chiede al paziente se sente egli stesso dei dolori. La stessa cosa vale per quanto riguarda la parte in cui andrebbero tagliati i vestiti; può capitare che il paziente sia contrario e alcune volte gli stessi soccorritori decidono di non farlo se il paziente non riporta dolori, muove bene gli arti e assicura di non aver subito colpi in una determinata zona del proprio corpo. A seguito del controllo testa-piedi il paziente viene ricoperto con un telo termico per evitare una possibile ipotermia.
Alla fine di questa fase, se il paziente è sempre stato cosciente, il team leader comunica tutti i parametri dell'ABCDE alla centrale operativa del 118, la quale gli dirà che cosa fare e in quale ospedale trasportare il paziente. Ogni qual volta che avvengono dei cambi sostanziali nei parametri del paziente, il capo squadra deve comunicarli subito al 118.
Scoop and run o stay and play
Dopo aver completato la valutazione primaria ed aver avvertito il 118 delle condizioni, la centrale operativa decide se far trasportare il paziente in ospedale oppure se inviare un altro mezzo di soccorso come ad esempio un'automedica. Se il paziente va portato subito in ospedale si usa la formula inglese scoop and run che significa letteralmente raccogli e fuggi; se la centrale ritiene di dover prima stabilizzare il paziente inviando un mezzo con personale medico o infermieristico si usa la formula inglese stay and play che significa letteralmente stare e agire.
AVPU
L'A.V.P.U. è una scala di valutazione dello stato neurologico e di coscienza che viene utilizzata dal personale volontario operante nel sistema di emergenza/urgenza extraospedaliero ed è un'alternativa alla valutazione medica Glasgow Coma Scale (GCS).
L'AVPU viene eseguita al punto D (Disability) della valutazione primaria del soccorso vitale al traumatizzato (SVT) e si valuta dalla risposta del paziente a stimoli esterni indotti dal soccorritore.
AVPU è un acronimo le cui lettere stanno a significare Alert, Verbal, Pain, Unresponsive.
Alert (vigile): in questa fase il paziente è sveglio e cosciente. Questo stato viene valutato positivamente se il paziente riesce a rispondere in maniera chiara a semplici domande quali "Cosa è successo?" o "Come si chiama?".
Verbal (verbale): in questa fase il paziente risponde agli stimoli verbali attraverso gli occhi, la voce (o bisbigli) o atti motori, ma risulta confuso o assopito.
Pain (dolore): in questa fase il paziente non risponde agli stimoli verbali ma soltanto agli stimoli dolorosi che in genere vengono indotti con piccoli colpi delle dita sopra l'arcata sopraccigliare, al centro della fronte.
Unresponsive (senza risposta): in questa fase il paziente non risponde né agli stimoli verbali né a quelli dolorosi e risulta quindi completamente incosciente.
L'AVPU viene eseguita al punto D (Disability) della valutazione primaria del soccorso vitale al traumatizzato (SVT) e si valuta dalla risposta del paziente a stimoli esterni indotti dal soccorritore.
AVPU è un acronimo le cui lettere stanno a significare Alert, Verbal, Pain, Unresponsive.
Alert (vigile): in questa fase il paziente è sveglio e cosciente. Questo stato viene valutato positivamente se il paziente riesce a rispondere in maniera chiara a semplici domande quali "Cosa è successo?" o "Come si chiama?".
Verbal (verbale): in questa fase il paziente risponde agli stimoli verbali attraverso gli occhi, la voce (o bisbigli) o atti motori, ma risulta confuso o assopito.
Pain (dolore): in questa fase il paziente non risponde agli stimoli verbali ma soltanto agli stimoli dolorosi che in genere vengono indotti con piccoli colpi delle dita sopra l'arcata sopraccigliare, al centro della fronte.
Unresponsive (senza risposta): in questa fase il paziente non risponde né agli stimoli verbali né a quelli dolorosi e risulta quindi completamente incosciente.
PARAMETRI VITALI

I Parametri Vitali sono i valori che nell'individuo rappresentano la funzionalità dell'organismo.
Sono:
Coscienza (Scala di Glasgow)
Cute;
Pressione arteriosa (o pressione del sangue) Sistolic PAS;
Pressione Arteriosa Diastolica PAD;
Frequenza cardiaca (Frequenza cardiaca);
Respiro (Frequenza Respiratoria);
Saturimetria;
Temperatura corporea
IL PRONTO SOCCORSO
Il pronto soccorso è un'unità operativa dell'ospedale dedicata ai casi di emergenza e con spazi dedicati alla breve osservazione (medicina d'urgenza). Qui vengono prestate le prime cure in tutti i casi di urgenza ed emergenza (traumi, infarti, ...) e si accede quindi in modalità di "ricovero urgente".
Il pronto soccorso è dotato di una o più sale di emergenza, sale visita, sale per la breve osservazione, sale di attesa, sportelli accettazione.
Oggi il concetto di pronto soccorso è stato ormai superato dal più ampio Dipartimento d'Emergenza e Accettazione (DEA).
L'accesso non avviene sulla base dell'ordine di arrivo dei pazienti ma sulla gravità delle loro condizioni attraverso il "Triage.
Il grado di urgenza di ogni paziente è rappresentato da un "codice colore" assegnato all'arrivo da un infermiere addestrato.
Il pronto soccorso è dotato di una o più sale di emergenza, sale visita, sale per la breve osservazione, sale di attesa, sportelli accettazione.
Oggi il concetto di pronto soccorso è stato ormai superato dal più ampio Dipartimento d'Emergenza e Accettazione (DEA).
L'accesso non avviene sulla base dell'ordine di arrivo dei pazienti ma sulla gravità delle loro condizioni attraverso il "Triage.
Il grado di urgenza di ogni paziente è rappresentato da un "codice colore" assegnato all'arrivo da un infermiere addestrato.
PROCEDURE CHIAMATA 118
La chiamata viene smistata automaticamente alla centrale operativa 118 più vicina al chiamante. In genere si tratta della centrale territorialmente competente, ma può accadere che ve ne sia un'altra più vicina. In questo caso, la centrale che risponde trasmetterà la richiesta di soccorso alla centrale 118 di competenza.
Nelle centrali operano infermieri e tecnici con specifico addestramento, la procedura prevede una valutazione immediata del livello di gravità della chiamata. Il personale al momento della risposta:
localizza l'evento, tramite un software gestionale dedicato dotato di modulo cartografico (sistema informativo geografico).
Per permettere un soccorso efficiente è necessario che vengano forniti tutti i dati necessari a raggiungere il punto dell'emergenza, evitando confusioni tra località omonime o assonanti.
valuta la gravità dell'evento, ponendo alcune domande semplici al chiamante, e attribuisce all'emergenza una priorità di intervento
invia i mezzi di soccorso idonei all'emergenza e al suo livello di priorità. I mezzi più comuni sono le ambulanze, l'automedica o l'intervento di elisoccorso.
All'atto della chiamata il chiamante deve attenersi esclusivamente alle richieste dell'operatore, evitando di scendere in dettagli non richiesti.
Le domande chieste secondo il protocollo riguardano principalmente:
Dove è il luogo dell'emergenza: vanno indicati il comune, la via e il numero civico più vicino. Se necessario, bisogna segnalare eventuali difficoltà sul percorso che potrebbero ostacolare i soccorsi.
Cosa è successo: il chiamante deve dare in modo sintetico tutte le informazioni di cui è a conoscenza, specificando
Tipologia dell'evento
Livello di coscienza della vittima
Descrizione della scena e presenza di persone incastrate, principi di incendio, sostanze chimiche o pericolose, edifici pericolanti, intralcio al traffico...
Identificazione del chiamante: viene verificata l'autenticità della chiamata. Il passaggio può essere omesso laddove vi sia la possibilità di identificare il chiamante tramite il numero di telefono o dove siano presenti i sistemi di riconoscimento automatico del chiamante.
Numero di telefono di reperibilità: se non è disponibile automaticamente, può essere chiesto un recapito telefonico per eventuali contatti da parte della Centrale Operativa in caso di necessità, richiesta di chiarimenti o di comunicazioni.
È molto importante che la comunicazione sia chiusa solo dall'operatore, mai dal chiamante, per accertarsi che siano stati comunicati tutti i dati. Dopo la chiamata, è dovere del chiamante tenere il telefono libero.
I codici di priorità
Ogni richiesta è trattata secondo uno schema di codici di priorità, con la tecnica del Triage. L'evasione delle richieste non segue l'ordine cronologico delle telefonate, ma dà maggiore urgenza alle chiamate dove il rischio per l'interessato è maggiore.
Ad ogni grado di priorità è assegnato un colore:
Codice Verde: è il codice di priorità minore, e viene usato nel caso in cui non siano compromesse le funzioni vitali del paziente. Tipici codici verdi sono piccole lesioni, dolori o patologie in cui il paziente è comunque stabile.
Codice Giallo: in caso la condizione del soggetto sia a rischio, ed il paziente non sia quindi stabile. Una forte dispnea ovvero difficoltà respiratoria, emorragie, ustioni di secondo grado non troppo estese o sospette lesioni ad organi interni sono solitamente codici gialli.
Codice Rosso: indica la massima urgenza. Il paziente ha una o più funzioni vitali compromesse, quindi è incosciente, o in arresto respiratorio o cardiocircolatorio. Da nuove direttive anche il dolore toracico irradiato in una persona cosciente è dato come codice rosso per sospetto infarto del miocardio.
Tutti questi codici sono sia di uscita che di rientro, ovvero possono essere dati dalla centrale all'ambulanza che deve effettuare l'intervento, sia dall'ambulanza alla centrale una volta visitato il paziente.
Vi è anche il cosiddetto Codice Bianco, che indica l'assenza di urgenza, o viene usato nei casi in cui il paziente presenta lievi patologie che dovrebbero essere viste dal medico curante. È detto anche priorità 1 o taxi sanitario, e può essere soggetto a ticket. Nei codici bianchi rientrano anche i trasporti senza emergenza per consentire al malato di effettuare terapie ospedaliere. Solo molto raramente viene effettuato dalle ambulanze del 118, e viene più frequentemente girato alle "croci" volontarie. Alcune organizzazioni usano il codice bianco anche per i trasporti rifiutati dal paziente. L'applicazione del codice bianco non è uniforme all'interno dei vari gruppi di assistenza, ed in alcuni può essere assente.
Esiste infine un ultimo codice, il Codice Nero. Viene dato solo a constatato decesso da parte di un medico (anche se per ovvi motivi chiunque può essere in grado di stabilire che una persona è morta o viva quando è in avanzato stato di decomposizione, gravemente mutilata, carbonizzata o altro il medico è l'unica figura sanitaria abilitata a constatare legalmente un decesso) ed è un codice di solo rientro. Il defunto non può essere trasportato in ambulanza e si deve attendere l'autorizzazione dell'autorità alla rimozione dopo l'arrivo del medico legale. La rimozione di cadavere è infatti punibile a norma di legge. Una salma piò essere trasportata in ambulanza solo quando il decesso avviene a bordo del mezzo stesso.
Intervento
Una volta accolta la chiamata, l'infermiere della Centrale Operativa passa la comunicazione ad un operatore radio, che sceglie l'ambulanza della zona di competenza (o la più vicina al luogo dell'incidente) alla quale passare il servizio.
L'equipaggio dell'ambulanza riceve l'indirizzo, il nominativo del paziente ed un codice (che può riunire il codice di priorità ed altri dati come il tipo di intervento e la zona geografica), l'orario ed un numero identificativo del servizio. Solo nei casi più gravi vengono anche date informazioni personali sullo stato del paziente, poiché le comunicazioni via radio sono soggette a rischi riguardanti la privacy per quanto possibile.
Esistono tre tipologie di ambulanze:
Mezzo di soccorso di base (MSB): prevede la presenza di un autista e due soccorritori volontari (laici), con esperienza di trasporti sanitari ordinari, qualificati ai servizi 118 e con certificazione BLS o BLS/D se abilitati all'uso del defribillatore semiautomatico.
Mezzo di soccorso avanzato di base (MSAB): oltre ai soccorritori prevede nell'equipaggio un infermiere professionale (IP).
Mezzo di soccorso avanzato (MSA): a bordo ci sono uno o due soccorritori, un infermiere e un medico di 118 (spesso specialista in Medicina d'Urgenza o Anestesia e Rianimazione). Questa ambulanza, detta anche "medicalizzata", è quella che viene inviata nelle situazioni più gravi e che necessitano la presenza di sanitari.
In alcuni casi un Mezzo di Soccorso di Base può essere inviato su un codice giallo o rosso, se l'MSA è occupato su un altro servizio o impiegherebbe troppo tempo ad arrivare.
In caso di incidenti stradali, la Centrale Operativa provvede ad allertare la Polizia Stradale o la Polizia Municipale per i rilievi e la gestione del traffico veicolare nel luogo del sinistro, e se necessario i Vigili del Fuoco per il soccorso tecnico. All'occorrenza il 118 può anche richiedere l'intervento delle squadre di soccorso alpino.
Arrivati sul posto, il personale sanitario procede alla valutazione dell'infortunato, e, dopo le manovre di stabilizzazione/primo soccorso ed il caricamento (se ritenuto necessario), decide un codice di rientro e chiede la competenza dell'ospedale. Non sempre si viene inviati all'ospedale più vicino, in quanto la patologia del paziente può richiedere un ospedale con reparti più qualificati, come un centro traumatologico, pediatrico, oftalmologico e così via. All'arrivo in Pronto Soccorso, l'infermiere del triage rivaluta il paziente, e stabilisce il codice colore con cui sarà trattato nel reparto.
Oltre all'ambulanza, è possibile che venga inviata un'automedica (MSA). L'automedica trasporta un medico e un infermiere, che sono autorizzati a intervenire sul paziente con le terapie necessarie. Il mezzo che trasporta medico ed infermiere ("Mike" e "India", nel codice radio) può raggiungere separatamente sul luogo dell'intervento l'equipaggio di un MSB/MSAB.
Nel caso sia necessario un trasporto rapido a grande distanza, o se la località dell'evento è difficilmente accessibile può essere inviato l'elisoccorso, che trasporta un medico e del personale qualificato, e può intervenire caricando alcune barelle o agevolando il recupero dei feriti.
Questioni legali
Obbligo di soccorso [modifica]
Le associazioni che operano nel settore invitano i cittadini non esperti in materia di pronto soccorso ad assolvere l'obbligo di soccorrere gli infortunati tramite la chiamata al 118 anziché intervenendo direttamente. Interventi maldestri effettuati da persone non competenti possono infatti risultare assai pregiudizievoli sia per l'infortunato (aggravando le lesioni da questi subite e provocando danni ulteriori) sia per il soccorritore improvvisato, che resta pienamente responsabile - sotto il profilo civile e penale - di eventuali danni causati all'infortunato stesso. [1]
Abusi del servizio
Le telefonate ricevute dal servizio sono registrate, e nella maggior parte delle Centrali Operative 118 è attivo il servizio di visualizzazione del numero telefonico del chiamante. L'abuso del servizio è sanzionato secondo l'articolo 658 del Codice Penale, per il reato di procurato allarme presso l'Autorità: chi disturba l'operato del servizio può incorrere in una pesante sanzione amministrativa, oppure fino a sei mesi di reclusione.
Gli abusi includono le chiamate per richiesta di informazioni sanitarie o di consigli medici, e le chiamate fasulle.
Status speciale per i mezzi di emergenza
L'uso di segnalatori acustici e luminosi per i mezzi di soccorso è stabilito dall'art. 177 del Codice della strada, che al comma 1 dà la facoltà ai mezzi di soccorso di usare la sirena e i lampeggianti, e ai comma 2 e 3 obbliga l'automobilista a lasciare il passo a questi veicoli.
Impedire o intralciare l'intervento di un mezzo di soccorso, ad esempio con il proprio veicolo parcheggiato in modo illecito, potrebbe comportare gravi conseguenze.
Nelle centrali operano infermieri e tecnici con specifico addestramento, la procedura prevede una valutazione immediata del livello di gravità della chiamata. Il personale al momento della risposta:
localizza l'evento, tramite un software gestionale dedicato dotato di modulo cartografico (sistema informativo geografico).
Per permettere un soccorso efficiente è necessario che vengano forniti tutti i dati necessari a raggiungere il punto dell'emergenza, evitando confusioni tra località omonime o assonanti.
valuta la gravità dell'evento, ponendo alcune domande semplici al chiamante, e attribuisce all'emergenza una priorità di intervento
invia i mezzi di soccorso idonei all'emergenza e al suo livello di priorità. I mezzi più comuni sono le ambulanze, l'automedica o l'intervento di elisoccorso.
All'atto della chiamata il chiamante deve attenersi esclusivamente alle richieste dell'operatore, evitando di scendere in dettagli non richiesti.
Le domande chieste secondo il protocollo riguardano principalmente:
Dove è il luogo dell'emergenza: vanno indicati il comune, la via e il numero civico più vicino. Se necessario, bisogna segnalare eventuali difficoltà sul percorso che potrebbero ostacolare i soccorsi.
Cosa è successo: il chiamante deve dare in modo sintetico tutte le informazioni di cui è a conoscenza, specificando
Tipologia dell'evento
Livello di coscienza della vittima
Descrizione della scena e presenza di persone incastrate, principi di incendio, sostanze chimiche o pericolose, edifici pericolanti, intralcio al traffico...
Identificazione del chiamante: viene verificata l'autenticità della chiamata. Il passaggio può essere omesso laddove vi sia la possibilità di identificare il chiamante tramite il numero di telefono o dove siano presenti i sistemi di riconoscimento automatico del chiamante.
Numero di telefono di reperibilità: se non è disponibile automaticamente, può essere chiesto un recapito telefonico per eventuali contatti da parte della Centrale Operativa in caso di necessità, richiesta di chiarimenti o di comunicazioni.
È molto importante che la comunicazione sia chiusa solo dall'operatore, mai dal chiamante, per accertarsi che siano stati comunicati tutti i dati. Dopo la chiamata, è dovere del chiamante tenere il telefono libero.
I codici di priorità
Ogni richiesta è trattata secondo uno schema di codici di priorità, con la tecnica del Triage. L'evasione delle richieste non segue l'ordine cronologico delle telefonate, ma dà maggiore urgenza alle chiamate dove il rischio per l'interessato è maggiore.
Ad ogni grado di priorità è assegnato un colore:
Codice Verde: è il codice di priorità minore, e viene usato nel caso in cui non siano compromesse le funzioni vitali del paziente. Tipici codici verdi sono piccole lesioni, dolori o patologie in cui il paziente è comunque stabile.
Codice Giallo: in caso la condizione del soggetto sia a rischio, ed il paziente non sia quindi stabile. Una forte dispnea ovvero difficoltà respiratoria, emorragie, ustioni di secondo grado non troppo estese o sospette lesioni ad organi interni sono solitamente codici gialli.
Codice Rosso: indica la massima urgenza. Il paziente ha una o più funzioni vitali compromesse, quindi è incosciente, o in arresto respiratorio o cardiocircolatorio. Da nuove direttive anche il dolore toracico irradiato in una persona cosciente è dato come codice rosso per sospetto infarto del miocardio.
Tutti questi codici sono sia di uscita che di rientro, ovvero possono essere dati dalla centrale all'ambulanza che deve effettuare l'intervento, sia dall'ambulanza alla centrale una volta visitato il paziente.
Vi è anche il cosiddetto Codice Bianco, che indica l'assenza di urgenza, o viene usato nei casi in cui il paziente presenta lievi patologie che dovrebbero essere viste dal medico curante. È detto anche priorità 1 o taxi sanitario, e può essere soggetto a ticket. Nei codici bianchi rientrano anche i trasporti senza emergenza per consentire al malato di effettuare terapie ospedaliere. Solo molto raramente viene effettuato dalle ambulanze del 118, e viene più frequentemente girato alle "croci" volontarie. Alcune organizzazioni usano il codice bianco anche per i trasporti rifiutati dal paziente. L'applicazione del codice bianco non è uniforme all'interno dei vari gruppi di assistenza, ed in alcuni può essere assente.
Esiste infine un ultimo codice, il Codice Nero. Viene dato solo a constatato decesso da parte di un medico (anche se per ovvi motivi chiunque può essere in grado di stabilire che una persona è morta o viva quando è in avanzato stato di decomposizione, gravemente mutilata, carbonizzata o altro il medico è l'unica figura sanitaria abilitata a constatare legalmente un decesso) ed è un codice di solo rientro. Il defunto non può essere trasportato in ambulanza e si deve attendere l'autorizzazione dell'autorità alla rimozione dopo l'arrivo del medico legale. La rimozione di cadavere è infatti punibile a norma di legge. Una salma piò essere trasportata in ambulanza solo quando il decesso avviene a bordo del mezzo stesso.
Intervento
Una volta accolta la chiamata, l'infermiere della Centrale Operativa passa la comunicazione ad un operatore radio, che sceglie l'ambulanza della zona di competenza (o la più vicina al luogo dell'incidente) alla quale passare il servizio.
L'equipaggio dell'ambulanza riceve l'indirizzo, il nominativo del paziente ed un codice (che può riunire il codice di priorità ed altri dati come il tipo di intervento e la zona geografica), l'orario ed un numero identificativo del servizio. Solo nei casi più gravi vengono anche date informazioni personali sullo stato del paziente, poiché le comunicazioni via radio sono soggette a rischi riguardanti la privacy per quanto possibile.
Esistono tre tipologie di ambulanze:
Mezzo di soccorso di base (MSB): prevede la presenza di un autista e due soccorritori volontari (laici), con esperienza di trasporti sanitari ordinari, qualificati ai servizi 118 e con certificazione BLS o BLS/D se abilitati all'uso del defribillatore semiautomatico.
Mezzo di soccorso avanzato di base (MSAB): oltre ai soccorritori prevede nell'equipaggio un infermiere professionale (IP).
Mezzo di soccorso avanzato (MSA): a bordo ci sono uno o due soccorritori, un infermiere e un medico di 118 (spesso specialista in Medicina d'Urgenza o Anestesia e Rianimazione). Questa ambulanza, detta anche "medicalizzata", è quella che viene inviata nelle situazioni più gravi e che necessitano la presenza di sanitari.
In alcuni casi un Mezzo di Soccorso di Base può essere inviato su un codice giallo o rosso, se l'MSA è occupato su un altro servizio o impiegherebbe troppo tempo ad arrivare.
In caso di incidenti stradali, la Centrale Operativa provvede ad allertare la Polizia Stradale o la Polizia Municipale per i rilievi e la gestione del traffico veicolare nel luogo del sinistro, e se necessario i Vigili del Fuoco per il soccorso tecnico. All'occorrenza il 118 può anche richiedere l'intervento delle squadre di soccorso alpino.
Arrivati sul posto, il personale sanitario procede alla valutazione dell'infortunato, e, dopo le manovre di stabilizzazione/primo soccorso ed il caricamento (se ritenuto necessario), decide un codice di rientro e chiede la competenza dell'ospedale. Non sempre si viene inviati all'ospedale più vicino, in quanto la patologia del paziente può richiedere un ospedale con reparti più qualificati, come un centro traumatologico, pediatrico, oftalmologico e così via. All'arrivo in Pronto Soccorso, l'infermiere del triage rivaluta il paziente, e stabilisce il codice colore con cui sarà trattato nel reparto.
Oltre all'ambulanza, è possibile che venga inviata un'automedica (MSA). L'automedica trasporta un medico e un infermiere, che sono autorizzati a intervenire sul paziente con le terapie necessarie. Il mezzo che trasporta medico ed infermiere ("Mike" e "India", nel codice radio) può raggiungere separatamente sul luogo dell'intervento l'equipaggio di un MSB/MSAB.
Nel caso sia necessario un trasporto rapido a grande distanza, o se la località dell'evento è difficilmente accessibile può essere inviato l'elisoccorso, che trasporta un medico e del personale qualificato, e può intervenire caricando alcune barelle o agevolando il recupero dei feriti.
Questioni legali
Obbligo di soccorso [modifica]
Le associazioni che operano nel settore invitano i cittadini non esperti in materia di pronto soccorso ad assolvere l'obbligo di soccorrere gli infortunati tramite la chiamata al 118 anziché intervenendo direttamente. Interventi maldestri effettuati da persone non competenti possono infatti risultare assai pregiudizievoli sia per l'infortunato (aggravando le lesioni da questi subite e provocando danni ulteriori) sia per il soccorritore improvvisato, che resta pienamente responsabile - sotto il profilo civile e penale - di eventuali danni causati all'infortunato stesso. [1]
Abusi del servizio
Le telefonate ricevute dal servizio sono registrate, e nella maggior parte delle Centrali Operative 118 è attivo il servizio di visualizzazione del numero telefonico del chiamante. L'abuso del servizio è sanzionato secondo l'articolo 658 del Codice Penale, per il reato di procurato allarme presso l'Autorità: chi disturba l'operato del servizio può incorrere in una pesante sanzione amministrativa, oppure fino a sei mesi di reclusione.
Gli abusi includono le chiamate per richiesta di informazioni sanitarie o di consigli medici, e le chiamate fasulle.
Status speciale per i mezzi di emergenza
L'uso di segnalatori acustici e luminosi per i mezzi di soccorso è stabilito dall'art. 177 del Codice della strada, che al comma 1 dà la facoltà ai mezzi di soccorso di usare la sirena e i lampeggianti, e ai comma 2 e 3 obbliga l'automobilista a lasciare il passo a questi veicoli.
Impedire o intralciare l'intervento di un mezzo di soccorso, ad esempio con il proprio veicolo parcheggiato in modo illecito, potrebbe comportare gravi conseguenze.
EMERGENZA SANITARIA

Il 118 (Servizio Sanitario di Urgenza ed Emergenza - SSUEm 118 o più semplicemente Servizio di Urgenza ed Emergenza Medica - SUEM 118) è il numero telefonico attivo in Italia per la richiesta di soccorso medico per emergenza sanitaria. È un numero unico nazionale, attivo 24 ore su 24 e sette giorni su sette, gratuito su tutto il territorio, sia da telefoni fissi che mobili.
È stato istituito con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 467600 del 27 marzo 1992 (Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza).
Il numero svolge il compito di unico referente nazionale per le emergenze sanitarie di ogni tipo. La gestione e l'organizzazione del servizio possono essere di competenza regionale (in forma di agenzia regionale autonoma), provinciale oppure deputati alle singole Aziende Sanitarie Locali.
Il faro..
Il faro è un flaschback.Almeno 1 volta alla settimana,nei periodi particolarmente stressanti anche 2,io lo sogno.Non è un sogno,è piuttosto un incubo,sempre piu' o meno uguale,quasi sempre con le stesse persone.Il faro è una struttura prottetta(una casa d'accoglienza per minori)dove sono stata ospite per quasi 3 anni.Per me è stato un incubo e lo è tutt'ora,benchè ormai faccia parte del passato.Quando è nata la mia prima bimba,Alice,avevo solo 17 anni e il suo papa' era un peruviano ancora clandestino in Italia.Mia madre era contraria a questa relazione cosi' ha cercato di far il possibile per allontanarci.Finchè son stata minorenne ho fatto piu' o meno quello che lei ha voluto,mi sono fatta strumentalizzare e ho ceduto ai suoi ricatti.Ha anche parlato con un giudice per prendersi Mia figlia sotto la sua tutela,ma il giuice sentite le parti,mi ha ritenuta capace,benchè minorenne,di prendermi cura di lei.Una volta che ho compiuto 18 anni cosa poteva fare ?Ha parlato con un assistente sociale dicendole che dove stavo io(a casa di lui e della madre)c'erano extracomunitari privi di permesso di soggiorno ,privi di certificazioni riguardanti i vaccini e la salute,c'era un mbiente pericoloso per me e soprattutto per mia figlia,che all'epoca aveva solo8 mesi.Coi' la signora assistente sociale mi ha telefonato e mi ha chiesto di vederci per un colloquio,mi ha riferito le parole di mia mamma e successivamente mi ha messo davanti ad una scelta:
°far andare la bambina(da sola)presso la casa d'accoglienza,dove sarebbe stata accudita da educatori professionali;
°andare anch'io con la bambina finchè nn avremo trovato una sistemazione solo nostra e lui avrebbe avuto i documenti in regola.
Al faro ci siamo restate dall'11 novembre 2002 fino al 17settembre 2005;
in quel periodo io e lui ci siamo lasciati e ripresi,abbiamo avuto un'altra figlia,Alice è cresciuta piu' o meno serenamente,tra il nido e le visite sporadiche del padre,io ho "imparato" a gestirmi mia figlia,mi son trovata un lavoro e soprattutto l'ho mantenuto,mi son presa la patente,e ho concluso il mio percorso.Eh si,perchè stare in una casa protetta significa stilare un percorso con degli obiettivi,tenere degli incontri con degli psicologi e delle assistenti sociali,significa avere delle persone che guardano a che ora fai il bagno a tua figlia,che ti dicono che l'uovo di sera non va bene,che deve dormire dalle 9,30 alle 11,30...insoma,non è affatto facile.Io ho ancora rabbia verso tutto quel che è stato perchè nn son entrata al faro perchè ero una madre incapace,tossicodipendente,alcolizzata o prostituta(con tutto rispetto per quelle donne che hanno problemi con le categorie sopra citate e nonostante tutto son madri modello);ho solo avuto la sfortuna di trovare il ragazzo e la madre sbagliati.Mia madre,ancora oggi,nonostante sia riuscita nel suo obiettivo di farci lasciare,non mi lascia in pace.Lei è una donna morbosa,ha fatto tanti sbagli(e nn parlo di lei per criticarla ,per carita',chi è che non sbaglia?) e forse questo suo essere protettiva e ossessiva nel modo sbagliato soprattutto nei miei confronti che son la piu' piccola di 6 figli,le fa credere di aiutarmi a non sbgliare.Il mio sbaglio piu' grande è proprio darle retta...comunque,buona domenicaa tutti!
°far andare la bambina(da sola)presso la casa d'accoglienza,dove sarebbe stata accudita da educatori professionali;
°andare anch'io con la bambina finchè nn avremo trovato una sistemazione solo nostra e lui avrebbe avuto i documenti in regola.
Al faro ci siamo restate dall'11 novembre 2002 fino al 17settembre 2005;
in quel periodo io e lui ci siamo lasciati e ripresi,abbiamo avuto un'altra figlia,Alice è cresciuta piu' o meno serenamente,tra il nido e le visite sporadiche del padre,io ho "imparato" a gestirmi mia figlia,mi son trovata un lavoro e soprattutto l'ho mantenuto,mi son presa la patente,e ho concluso il mio percorso.Eh si,perchè stare in una casa protetta significa stilare un percorso con degli obiettivi,tenere degli incontri con degli psicologi e delle assistenti sociali,significa avere delle persone che guardano a che ora fai il bagno a tua figlia,che ti dicono che l'uovo di sera non va bene,che deve dormire dalle 9,30 alle 11,30...insoma,non è affatto facile.Io ho ancora rabbia verso tutto quel che è stato perchè nn son entrata al faro perchè ero una madre incapace,tossicodipendente,alcolizzata o prostituta(con tutto rispetto per quelle donne che hanno problemi con le categorie sopra citate e nonostante tutto son madri modello);ho solo avuto la sfortuna di trovare il ragazzo e la madre sbagliati.Mia madre,ancora oggi,nonostante sia riuscita nel suo obiettivo di farci lasciare,non mi lascia in pace.Lei è una donna morbosa,ha fatto tanti sbagli(e nn parlo di lei per criticarla ,per carita',chi è che non sbaglia?) e forse questo suo essere protettiva e ossessiva nel modo sbagliato soprattutto nei miei confronti che son la piu' piccola di 6 figli,le fa credere di aiutarmi a non sbgliare.Il mio sbaglio piu' grande è proprio darle retta...comunque,buona domenicaa tutti!
la nostra storia ..

...oggi voglio raccontare di quando...
...quando io & Corrado ci siamo conosciuti!Noi ci siamo conosciuti il 22 marzo 2006;io quel periodo lavoravo per una ditta H3g e facevo la promoter in giro un po' per tutta la Sardegna,un po' impegnativo come lavoro,ma estremamente divertente,soprattutto per me che sono spigliata e predisposta per i rapporti interpersonali e so' bene come si convince qualcuno a comprare qualcosa..Corrado lavorava a Carloforte(la terra del tonno..)e quel giorno io con la mia squadra eravamo proprio li'.Il lavoro consisteva nello sbolognare a dei lavoratori il telefonino della 3 appena uscito,l'antipatico "mimmo"verde pisello..cosi' con la ragazza che dovevo istruire inizio a girottare per le stradine di fronte al porto e visualizzo la preda..un giovanotto vestito da manovale sta caricando dei pali in un auto..sta' sicuramente lavorando e sara' sicuramente in un cantiere dove ci saranno molti potenziali clienti.Ci avviciniamo e con un sorriso mi presento e gli presento il telefonino.Parlando scopriamo che abita vicino a casa mia e tra una cosa e l'altra lui si tiene il mio numero.Ci sentiamo dopo qualche giorno e decidiamo di vederci,cosi',tanto per fare una chiaccherata..premesso che io stavo gia' uscendo con una persona e non intendevo frequentarne altre ma dovevo rendergli pan per focaccia perchè lui non si decideva a lasciare la tipa con cui usciva da qualche mese..insomma ho fatto lo stesso che ha fatto lui..questo per 2 mesi.Dopo di chè,ho deciso.Non potevo continuare a prender in giro lui(Corrado)e me..cosi' dopo lacrime e silenzi,ho scelto lui :) .La cosa buffa è che,dopo un po' di tempo che stavamo assieme,un giorno parlando dei tempi della scuola,gli ho raccontato un episodio:ero in 3°superiore e quel giorno dopo la scuola ero uscita con una mia carissima amica,Luisa,di 2 anni piu' grande di me.Lei fumava ma si vergognava di chiedere sigarette in giro,cosi' nonostante io non fumassi,le chiedevo in parte sua!Quindi ho iniziato a raccontargli di quel giorno che alla stazione ho fermato 2 tipi,1 alto e 1 un po' piu' basso,e gli ho chiesto una sigaretta.. !Lui ha praticamente capito al volo perchè..uno di quei 2 tipi era lui!Altrimenti non avrebbe mai potuto sapere che l'avevo chiesta in Inglese(inglese perfetto ;))e che il tipo piu' alto(lui!)si era un po' arrabbiato e offeso per la presa in giro e alla fine mi ha chiesto il numero..che nn gli avevo dato!Ragazzi,se questo non è destino...son sicura che ci dovessimo gia' incontrare da tanto tempo........CO' TI AMOOOOOOOOO
...quando è nata Alice!!!Aly è nata il 4 Marzo del 2002 all'Ospedale San Giovanni di Dio a Cagliari.Era un lunedi di quasi primavera e le giornate iniziavano ad esser piu' calde.La mia gravidanza era stata abbastanza travagliata,ero stata ricoverata diverse volte ,prima per minaccia d'aborto e distacco della placenta,poi man mano che la gravidanza andava avanti,altri ricoveri per minaccia di parto prematuro.Tanti ricoveri,tra le Scotte di Siena e il S.Giovanni di Cagliari,prima in ginecologia e poi in ostetricia,tante punture,tante pastiglie,tanti tanti giorni immobile a letto(la cosa che odiavo di piu'...)e sempre la paura che nascesse troppo presto,troppo piccola,troppo fragile...Era il 4 marzo,dicevo,e quella mattina ero andata,con mia mamma(io avevo 17 anni)all'ospedale a far la visita e il tracciato.La bimba era sempre li' al solito posto,ben ancorata e agitata,anche se non come al solito.Comunque tutto a posto.Andiamo via dall'ospedale e passiamo a scuola a salutare la mia mitica classe(la 4°linguistico...)e poi a casa.Sul divano mi guardo Dawson's Creek(nn ricordo piu' come si scrive!!)e non ho fame,anche se è gia' ora di pranzo.Rimango appollaiata nella posizione a me piu' comoda e ...track!Cosa succede??Mi sento completamente bagnata,una sensazione orribile,inizio a urlare...inizio a realizzare che si sono rotte le acque e terrorizzata,inconsciamente,chiudo le gambe come ad impedire che la situazione evolva..erano le 3,10.Mamma chiama l'ambulanza(che arriva con comodo..)e alle 16,00 circa arriviamo in ospedale.Mi ricoverano,mi attaccano il tracciato e intanto le contrazioni,VERE,iniziano...non ho mai urlato,per nessuno dei miei tre figli,ma quante parolacce ho detto quando è nata Alice!!!!Ho passato il travaglio costretta a stare a letto,debole perchè non avevo mangiato niente e poi son stata poco bene perchè ho perso molto sangue..Alice è nata alle 18,08 ,il travaglio è stato davvero doloroso ma non posso dire di ricordarlo.Ricordo invece il dolore dei punti(mi vengono i brividi..) e me ne han messi davvero tanti,lei anche se piccolina(3,170 kg x 49 cm,di 36 settimane)mi ha slacerata e in piu' mi hanno fatto l'episiotomia e mi han fatto un bel ricamino!!!Quando è nata,quando l'ho vista,era come se fossi in un posto estraneo,ovattato,e sentivo le cose e le persone lontani,come di riflesso.La notte non ho dormito,passavo dal sonno alla veglia,ero mezza rincoglionita e non capivo piu' niente.Oggi la mia signorina ha 7 anni,è in seconda elementare,è una bimba bella,sveglia e molto intelligente.Posso solo ringraziare il Signore e la Madonnina e chiedere che continuino a proteggerla,a lei come alla sorellina e al fratellino,come hanno fatto fin'ora.
I guanti..

D'inverno è confortevole indossarli..colorati,a tinta unita,pelosi,con i pon-pon,a cinque dita o a muffola..io adoro i classici neri e li uso quasi sempre freddolosa come sono..
ma d'estate..quelli in nitrile..nooo! Li o-d-i-o- ! Tutti i santi giorni questi maledetti guanti,metti-togli-togli-metti ,si appiccicano alle mani come fossero sanguisughe e te le lasciano umidicce e puzzolenti..e quando li togli? Hanno quell'orribile colore giallastro che sa di sporco,anche se magari sporchi non sono!
Sto odiando i guanti.Tutto qui.E oggi mi hanno anche fatto venire una specie di eritema-irritazione.Help..
Chicco monello

Ieri sera mentre mi godevo le meritate coccole del mio adorabile stitch all'improvviso mi fa..
"Metti lo tuo baccio nella mia bocca"
mi afferra il braccio e neanche il tempo di decifrare quello che mi ha appena detto,mi stampa un orologio sul polso!
"Ahia Stitch!ma che fai??"
mi guarda smielato e sorridendo e abbracciandomi esclama "Sono bavvo?"
"no amore,mi hai fatto male!sei monellino"
"dai moddimi acche tu!"
"no stitch non si morde!"
"ba bbene.."
Ah l'infanzia..
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