dopo una doccia semifredda e lampo,mi butto sul divano con il nintendo di mia figlia e mando foto su fb..son incazzata perché stitch é rientrato con la schiena bruciata.Ignoranti nn sanno neanche spalmare una crema e capire che forse con40 gradia parte herischia il collaso,si ustiona??
stitch mentre mi lavavo è entrato in bagno e mi ha detto ″nn ti voio mai iuu,non pallo piuu cottè″
″perchè stitch?″
″pecchè no″
poi con nonchalanche è andato nel bidet e sièinzuppato,dopo 2 minuti mi fa ″ho fatto una consegna peciale sono pat io″-″e cos hai consegnato??″″una tella pettè!″
ora mi usa a modipista per le sue mcchinine e le moto,le mie curve sono perfette!
adorabilicanaglie..buonanotte
Pensieri,riflessioni e consigli di una mamma tris impegnata nel sociale...e mezzo disfatta!
sabato 10 luglio 2010
Il soccorritore
Io sono un soccorritore o meglio una soccorririce.la parola dice tutto,soccorriamo,prestiamo primo soccorso,a chi chiede aiuto telefonando al 118.
La chiamata di aiuto puo' essere per i piu' svariati motivi,e noi abbiamo un codice specifico per identificare le patologie e quindi il tipo di emergenza.proprio in questi giorni la centrale opertaiva ha comunicato i nuovi codici di identificazione e classificazione delle patologie e udite udite,da 10 sono passati a 20..impazzire? Ma no!Ne abbiamo schiaffato ben 2 copie,una sopra il telefono e l'altra in ambulanza ,tanto per non sbagliarci..
Come funziona? la persona che sta male (o chi per lui) fa una chiamata al 118,che si informa facendo delle domande relative ai sintomi e a cosa è successo,quindi identifica la patologia e la gravita' dell'emergenza e contatta l'ambulanza disponibile piu' vicina.I codici sono tre :rosso per quelle persone che sono in pericolo di vita,giallo per quelle persone che rischiano di compromettere le funzioni vitali e aggravarsi e verde per le emergenze meno importanti.Ci sarebbero anche il bianco e l'azzurro ma ci auguriamo che per i codoci bianchi (non c'è assolutamente urgenza)non disturbino un'ambulanza..e per quelli azzurri (decesso),ormai li non serve piu' l'ambulanza.
Siccome dobbiamo soccorrere persone e non sacchi di patate caduti dalle bancarelle del mercato ,abbiamo una formazione.
Siamo preparati per affrontare piu' o meno tutte le necessita' del paziente e per supportarlo nelle funzioni vitali.Dal massaggio cardiaco al supporto al traumatizzato.L'unica cosa che non si puo' preparare o meglio non a tutto,è la mente.Non sappiamo mai a cosa andiamo incontro,cosa vedremo..
La chiamata di aiuto puo' essere per i piu' svariati motivi,e noi abbiamo un codice specifico per identificare le patologie e quindi il tipo di emergenza.proprio in questi giorni la centrale opertaiva ha comunicato i nuovi codici di identificazione e classificazione delle patologie e udite udite,da 10 sono passati a 20..impazzire? Ma no!Ne abbiamo schiaffato ben 2 copie,una sopra il telefono e l'altra in ambulanza ,tanto per non sbagliarci..
Come funziona? la persona che sta male (o chi per lui) fa una chiamata al 118,che si informa facendo delle domande relative ai sintomi e a cosa è successo,quindi identifica la patologia e la gravita' dell'emergenza e contatta l'ambulanza disponibile piu' vicina.I codici sono tre :rosso per quelle persone che sono in pericolo di vita,giallo per quelle persone che rischiano di compromettere le funzioni vitali e aggravarsi e verde per le emergenze meno importanti.Ci sarebbero anche il bianco e l'azzurro ma ci auguriamo che per i codoci bianchi (non c'è assolutamente urgenza)non disturbino un'ambulanza..e per quelli azzurri (decesso),ormai li non serve piu' l'ambulanza.
Siccome dobbiamo soccorrere persone e non sacchi di patate caduti dalle bancarelle del mercato ,abbiamo una formazione.
Siamo preparati per affrontare piu' o meno tutte le necessita' del paziente e per supportarlo nelle funzioni vitali.Dal massaggio cardiaco al supporto al traumatizzato.L'unica cosa che non si puo' preparare o meglio non a tutto,è la mente.Non sappiamo mai a cosa andiamo incontro,cosa vedremo..
Il parto..
Quando abbiamo il pancione tutte le donne gia' mamme che incontriamo,che si tratti di amiche con cui abbiamo confidenza o magari della mamma o della suocera,o ancora di zie ,cugine e sorelle,o ancora peggio la signora del piano di sotto o la ragazze che pulisce le scale del condominio,alla vista delle rotondita' e con l'imminente avvicinarsi del momento del parto,ci delliziano dei loro racconti e delle loro esperienze..
"Il parto?Tranquilla,le donne sono forti,siamo state create apposta per poter sopportare il dolore del travaglio..e poi te lo dimentichi sai,quando abbracci il tuo piccolo scompare tutto! Certo pero' che tutte quelle ore di travaglio,mamma mia..20 me ne sono fatte..urlavo come una pazza,non voleva uscire..e l'ostetrica che mi saliva con le ginocchia nella pancia per farlo scendere,ma non c'era verso! Allora mi hanno tagliata,sai l'episiotomia,e mi hanno aperta perchè non voleva uscire lo stesso,era troppo grande!poi mi hanno messo 15 punti,e mi hanno fatto le punture e i giorni successivi non riuscivo neanche a sedermi!e mi son uscite anche le emorroidi " Cacchio e cosa se non se l'era dimenticato il dolore del parto! Avrebbe potuto scrivere una scenografia degna di Dario Argento!!ma scriverle nel suo diario ste storie anzichè raccontare la futura puerppera di turno??
Quando io aspettavo Aly (piccola,ingenua e 17 anni appena compiuti) mi hanno detto addirittura con tutto il sadismo che si poteva avere (cara amata zia Bi)che partorire era paragonabile a far uscire un'anguria dal naso.."Dio santo,-mi dicevo-,ma possibile? Ma fa male??" Certo che come èparagone non è allietante ma se consideriamo la larghezza delle spalle di un bambino a termine e la nostra patatina prima che venga deformata e torturata dalle contrazioni del travaglio,beh,il paragone ci puo' stare.
Ma siamo piu' ottimiste..in fin dei conti se una donna vuole divetare mamma DEVE partorire.Non c'è altra chanche e fin qui non ci piove.La gravidanza è un periodo bellissimo e spesso le ostetriche e i ginecologi consigliano di frequentare un corso di preparazione al parto per arivare al meglio al grande giorno.
Il aprto rappresenta la scissione tra la mamma e il bebe',il distacco ,dopo 9 mesi di simbiosi il bimbo nasce e finalmente conosce la mamma che l'ha tenuto in grembo.Il parto è doloroso perchè per permettere al bimbo di uscire il corpo subisce una serie di trasformazioni che bene non fanno.Le contrazioni aiutano l'utero a dilatarsi e raccorciarsi e fanno scendere il bimbo verso il canale del parto.Quando la dilatazione sara' completa (10cm) l'ostetrica incitera' la mamma a spingere per far uscire il bambino.A meno che la futura mamma non abbia molto "culo" (fortuna) o si sottoponga ad anestesia epidurale,patira'.Oh se patira'.Il travaglio durera' dalle 3 alle 20 ore,a volte anche 25 o 30 per le piu' fortunate.Potra' essere piu' o meno violento e doloroso,dare dei semplici fastidi a livello renale e lombare o dei veri e propri morsi che sembrera' che qualcuno ti stia sventrando.Ti potra' laciare senza fiato,stremarti,farti rilasciare pipi' o popo' a causa dello sforzo e del peso della testa che scende verso il cnale steso del parto.Se sarai fortunata troverai un'ostetrica di animo buono che ti permettera' di metterti come meglio ti viene e di assecondare il dolore secondo la posizione che senti piu' adatta,altrimenti ci sara' la stronza che ti costringera' a stare in qel maledetto lettino con il tracciato (cardiotocografo) attaccato e quando urlerai ti dira' di smetterla di lagnarti,che ci vogliono almeno altre 6 ore.Poi magari sta davvero uscendo e quella sara' costretta a trascinarti in sala parto nella pausa tra una contrazione e l'altra se nn vuole che gli nasca nel lettino del travaglio!
Le spinte?Neanche me le ricordo.Ricordo che per la mia seconda figlia non riuscivo piu' a spingere e mi addormentavo tra una contrazione e l'altra-.Ero stremata,sfinita!Gomiti,ginocchia,di tutto pur di farla scendere..
è nata.E' passato tutto.Passa tutto anche dopo 20 ore di travaglio.Anche dopo un cesareo.Anche se non ci fanno l'episiotomia e non ci cuciono.Anzi,tanto meglio!
E del corso pre parto che diciamo? Io l ho fatto per tutti e tre.E' un modo x stare sola con il tuo bambino,per goderti ogni sensazione e imparare a riconoscere i segnali del corpo.A me è servito anche il training autogeno.Sara' che son stata abbastanza lucida da metterlo in atto pero' lo consiglio sempre a tutte.Sopratutto durante il travaglio è utile saper respirare in modo utile anzichè boccheggiare senza far entrare ossigeno.
Detto cio',buon parto a tutte!
"Il parto?Tranquilla,le donne sono forti,siamo state create apposta per poter sopportare il dolore del travaglio..e poi te lo dimentichi sai,quando abbracci il tuo piccolo scompare tutto! Certo pero' che tutte quelle ore di travaglio,mamma mia..20 me ne sono fatte..urlavo come una pazza,non voleva uscire..e l'ostetrica che mi saliva con le ginocchia nella pancia per farlo scendere,ma non c'era verso! Allora mi hanno tagliata,sai l'episiotomia,e mi hanno aperta perchè non voleva uscire lo stesso,era troppo grande!poi mi hanno messo 15 punti,e mi hanno fatto le punture e i giorni successivi non riuscivo neanche a sedermi!e mi son uscite anche le emorroidi " Cacchio e cosa se non se l'era dimenticato il dolore del parto! Avrebbe potuto scrivere una scenografia degna di Dario Argento!!ma scriverle nel suo diario ste storie anzichè raccontare la futura puerppera di turno??
Quando io aspettavo Aly (piccola,ingenua e 17 anni appena compiuti) mi hanno detto addirittura con tutto il sadismo che si poteva avere (cara amata zia Bi)che partorire era paragonabile a far uscire un'anguria dal naso.."Dio santo,-mi dicevo-,ma possibile? Ma fa male??" Certo che come èparagone non è allietante ma se consideriamo la larghezza delle spalle di un bambino a termine e la nostra patatina prima che venga deformata e torturata dalle contrazioni del travaglio,beh,il paragone ci puo' stare.
Ma siamo piu' ottimiste..in fin dei conti se una donna vuole divetare mamma DEVE partorire.Non c'è altra chanche e fin qui non ci piove.La gravidanza è un periodo bellissimo e spesso le ostetriche e i ginecologi consigliano di frequentare un corso di preparazione al parto per arivare al meglio al grande giorno.
Il aprto rappresenta la scissione tra la mamma e il bebe',il distacco ,dopo 9 mesi di simbiosi il bimbo nasce e finalmente conosce la mamma che l'ha tenuto in grembo.Il parto è doloroso perchè per permettere al bimbo di uscire il corpo subisce una serie di trasformazioni che bene non fanno.Le contrazioni aiutano l'utero a dilatarsi e raccorciarsi e fanno scendere il bimbo verso il canale del parto.Quando la dilatazione sara' completa (10cm) l'ostetrica incitera' la mamma a spingere per far uscire il bambino.A meno che la futura mamma non abbia molto "culo" (fortuna) o si sottoponga ad anestesia epidurale,patira'.Oh se patira'.Il travaglio durera' dalle 3 alle 20 ore,a volte anche 25 o 30 per le piu' fortunate.Potra' essere piu' o meno violento e doloroso,dare dei semplici fastidi a livello renale e lombare o dei veri e propri morsi che sembrera' che qualcuno ti stia sventrando.Ti potra' laciare senza fiato,stremarti,farti rilasciare pipi' o popo' a causa dello sforzo e del peso della testa che scende verso il cnale steso del parto.Se sarai fortunata troverai un'ostetrica di animo buono che ti permettera' di metterti come meglio ti viene e di assecondare il dolore secondo la posizione che senti piu' adatta,altrimenti ci sara' la stronza che ti costringera' a stare in qel maledetto lettino con il tracciato (cardiotocografo) attaccato e quando urlerai ti dira' di smetterla di lagnarti,che ci vogliono almeno altre 6 ore.Poi magari sta davvero uscendo e quella sara' costretta a trascinarti in sala parto nella pausa tra una contrazione e l'altra se nn vuole che gli nasca nel lettino del travaglio!
Le spinte?Neanche me le ricordo.Ricordo che per la mia seconda figlia non riuscivo piu' a spingere e mi addormentavo tra una contrazione e l'altra-.Ero stremata,sfinita!Gomiti,ginocchia,di tutto pur di farla scendere..
è nata.E' passato tutto.Passa tutto anche dopo 20 ore di travaglio.Anche dopo un cesareo.Anche se non ci fanno l'episiotomia e non ci cuciono.Anzi,tanto meglio!
E del corso pre parto che diciamo? Io l ho fatto per tutti e tre.E' un modo x stare sola con il tuo bambino,per goderti ogni sensazione e imparare a riconoscere i segnali del corpo.A me è servito anche il training autogeno.Sara' che son stata abbastanza lucida da metterlo in atto pero' lo consiglio sempre a tutte.Sopratutto durante il travaglio è utile saper respirare in modo utile anzichè boccheggiare senza far entrare ossigeno.
Detto cio',buon parto a tutte!
lavoro,lavoro,lavoro..
sono stanca lo ammetto..anche se oggi la giornata sembra calma (solo un intervento fin'ora e neanche preoccupante)e siamo quasi tutto il giorno in sede,sono stanca..anche stare qui mi stanca..potrei starmene a casa con i pargoli,a guardare cosa combinano,ad arrabbiarmi se si pichiano,ad urlare,a litigare con mia mamma e invece sono qui..potrei anche pensare di fare l'amore col mio uomo se fosi a casa..ma sono qui!
che palle..silenzio.gli armadilli che sono in turno con me dormono,l'unico rumore che riesco a percepire è il ticchetio delle mie dita sulla tastiera del pc..e poi il rumore della ventola..e dell'aria condizionata.pero',che bella sinfonia! Quadi quasi miregiostro questi dolci e armoniosi suoni e li utilizzo a mo' di ninna nanna per i pargoli.Magari anche a loro fanno venir sonno..giusto che la sera è un po' un'impresa.ma è normale che si addormenti la mamma prima dei figli? Da che io mi ricordi prima di ora non mi era mai capitato..arrivo a casa semiditrutta,mi sdoccio,butto giu' qualcosa,se non sono abbastanza a pezzi porto i pargoli a spasso,o gelateria o zia Bi e rientriamo a casa solo quando son stremati e son certa che crolleranno n3el giro scarso di 10 minuti.. ma se non son neanche in grado di reggermi?posso appoggiarmi sul letto o divano e assoppirmi? E' tre giorni a fila che mi sdraio e crollo..poi mi buttano giu a cannonnate chiaro..ma la stanchezza si fa davvero sentire..augh,me ne vado in letargo??
che palle..silenzio.gli armadilli che sono in turno con me dormono,l'unico rumore che riesco a percepire è il ticchetio delle mie dita sulla tastiera del pc..e poi il rumore della ventola..e dell'aria condizionata.pero',che bella sinfonia! Quadi quasi miregiostro questi dolci e armoniosi suoni e li utilizzo a mo' di ninna nanna per i pargoli.Magari anche a loro fanno venir sonno..giusto che la sera è un po' un'impresa.ma è normale che si addormenti la mamma prima dei figli? Da che io mi ricordi prima di ora non mi era mai capitato..arrivo a casa semiditrutta,mi sdoccio,butto giu' qualcosa,se non sono abbastanza a pezzi porto i pargoli a spasso,o gelateria o zia Bi e rientriamo a casa solo quando son stremati e son certa che crolleranno n3el giro scarso di 10 minuti.. ma se non son neanche in grado di reggermi?posso appoggiarmi sul letto o divano e assoppirmi? E' tre giorni a fila che mi sdraio e crollo..poi mi buttano giu a cannonnate chiaro..ma la stanchezza si fa davvero sentire..augh,me ne vado in letargo??
le taltallughe

le taltallughe sono la popo' del piccolo Stitch.Si,la cacca!La sua cacca,caprina,dura e a palline,dalla prima volta che l'ha fatta con tanto orgoglio nel water,qualche mese fa,ogni volta che sente lo stimolo,mi porta in bagno (se son fortunata) prendendomi per mano e mi dice :"mamma devo falle le taltallughe".Dopo aver approcciato a casina con le sue taltallughe,talvolta sparse per la casa come i sassolini di Hansel e Gretel,2 settimane fa le taltallughe son arrivate anche in spiaggia.Bellissimo costumino nuovo,Braccio di Ferro della Benetton,acqua tiepiduccia,mare calmo.
"Stitch devi fare pipi'?"
"No"
"Sicuro?"
Stitch continua a giocare con la sabbia e con i suoi giochini lanciando sabbia alle Bimbe ed ecco che spunta qualcosa dal costume.Qualcosa di voluminoso!
Mi viene incontro e urla felice ridendo
"ho fatto le taltallughe! Mi lavi?"
Bene,costumino inaugurato..
Monelli vagabondi

Se la gioventu' di oggi è cosi alla deriva,mi domando,come sara' quella di domani? Come saranno i nostri figli? A 14 dovremo comprargli la macchina e a 17 mandarli a zappare? O possiamo retrocedere e concedere ancora un po' piu' di infantilismo senza metter loro fretta di crescere?
Vedo ragazzine di 13 anni uscire mezze nude e truccate come Cleopatra,a esser sincera le invisio perchè non son mai riuscita a mettermi un eye-liner e loro hanno le linee che sembrano tattuate,forse le truccano le mamme?
tacchi:ragazzine-semi bambine con scarpe esageratamente esagerate per la loro eta',tacchi alti e stretti o modeste zeppine che sempre poco si adeguano ai piedini infantili,per non parlare dello zoccolo ( e qui mi devo star zitta..);
vestiti:gonne strettissime che permettono la visione della cassa toracica,top stretti,semi trasparenti e succinti,pantacollant o come le chiamano oggi "leggins" strettissime che per togliere bisogna usare le pinze..ma queste cose chi le compra? Ma vanno sole a fare shopping o le mamme sono complici??
sesso:questa è la cosa che mi terrorizza di piu'.Ragazzine di 13 anni che chiedono alla mamma di portarle dalla ginecologa per poter prendere la pillola.Avendo 2 figlie femmine (per il maschio penso sia meno complicato..penso!) mi viene l'ansia quando cerco di mettermi nei panni di quelle mamme.Non so' se sia peggio che lo chiedano o che lo facciano di nascosto.TREDICI anni sono davvero pochi.Io giocavo con le barbie e quando mi è arrivato il ciclo è stato uno schock!Non avevo idea di cosa comportasse e cosa fosse davvero un rapporto sessuale! Ne avevo mai parlato di fellatio & company! E queste caghette di oggi? Sfoggiano un linguaggio da prostitute e si vantano delle loro avventure come neanche la piu' grande mangiauomini dei nostri tempi sa fare!Ci sara' anche un po' di fantasia ma per me tutto questo è grave.la voglia di crescere troppo in fretta si sta mangiando la nostra infanzia,il nostro futuro.Signore fa solo che mie figlie siano piu' coscienziose e che me lo chiedano giusto 3/4 anni dopo dei fatidici 13...
le coliche
per chi non ha ancora avuto la gioia di diventare mamma questa parola è solo un "insieme di racconti piu' o meno drammatici"..per chi mamma lo è gia' invece,significa solo una cosa certa: pianti! Che si traduce in : notti in bianco!
le coliche del neonato sono tipiche sopratutto nei primi mesi di vita..queste possono insorgere gia' durante la prima settimana di vita del bebe' e normalmente si manifestano verso pomeriggio o sera e nei casi piu' disperati si protraggono fino ai 6 mesi di vita.Sono inconfondibili perchè a differenza degli altri pianti consolabili e risolvibili cambiando il pannolino,cullando il bimbo o nutrendolo,queste pare che non abbiano sollievo con nessuno di questi interventi.Il piccolo piange disperato e flette le gambette sul pancino,fa spesso delle "puzzette" e il suo pancino appare gonfio e teso.Spesso sono causate dall'aria ingerita durante la poppata al seno o con il biberon per una scorretta inclinazione del biberon stesso o per una tettarella inadatta.Le crisi possono durare anche fino a tre ore.Un aiuto per il piccolo puo' essere di sdraiarlo col pancino sulle proprie ginocchia:questo infatti lo aiuta a espellere le arie o eventualmente ad andare d'intestino se avesse il pancino pieno e non riuscisse.Altra soluzione è farli fare ginnastica flettendo le gambette e muovendole con movimento tipo bicicletta:anche questo aiuta d eliminare l'aria del pancino.Anche le disgustose tisane al finocchio se vostro figlio le gradisce possono essere d'aiuto.E naturalmente per le mamme che allattano sarebbe bene evitare alimenti che tendono a peggiorare le coliche:latticini,bibite gassate,legumi,cetrioli,cavoli,mele e cereali integrali.
le coliche del neonato sono tipiche sopratutto nei primi mesi di vita..queste possono insorgere gia' durante la prima settimana di vita del bebe' e normalmente si manifestano verso pomeriggio o sera e nei casi piu' disperati si protraggono fino ai 6 mesi di vita.Sono inconfondibili perchè a differenza degli altri pianti consolabili e risolvibili cambiando il pannolino,cullando il bimbo o nutrendolo,queste pare che non abbiano sollievo con nessuno di questi interventi.Il piccolo piange disperato e flette le gambette sul pancino,fa spesso delle "puzzette" e il suo pancino appare gonfio e teso.Spesso sono causate dall'aria ingerita durante la poppata al seno o con il biberon per una scorretta inclinazione del biberon stesso o per una tettarella inadatta.Le crisi possono durare anche fino a tre ore.Un aiuto per il piccolo puo' essere di sdraiarlo col pancino sulle proprie ginocchia:questo infatti lo aiuta a espellere le arie o eventualmente ad andare d'intestino se avesse il pancino pieno e non riuscisse.Altra soluzione è farli fare ginnastica flettendo le gambette e muovendole con movimento tipo bicicletta:anche questo aiuta d eliminare l'aria del pancino.Anche le disgustose tisane al finocchio se vostro figlio le gradisce possono essere d'aiuto.E naturalmente per le mamme che allattano sarebbe bene evitare alimenti che tendono a peggiorare le coliche:latticini,bibite gassate,legumi,cetrioli,cavoli,mele e cereali integrali.
La mia cucciola sfortunella
Ho potuto avere la conferma che se una cosa deve succedere succede e basta.
Quando aspettavo Hele alla 17° settimana ho contratto la toxo.Ho lasciato subito il lavoror e ho iniziato il nostro calvario.Visite,consulenze,prelievi,ecografie.Ho iniziato ad essere seguita da un medico del Gaslini,un angelo senza le ali.Questo mi ha fatto cominciare una terapia che ho portato fino al parto.la mia ginecologa mi faceva l'ecografia (pari alla morfologica) una volta alla settimana e i prelievi ogni 2/3 giorni.Una tortura sopportabile se pensavo che tutto quello sarebbe servito a far nascere mia figlia SANA,a non causarle quei tremendi problemi alla testa,agli OCCHIETTI,tipici dell'infezione da toxo..
E' nata il 3 febbraio alle 17,42 ,dopo 3 ore e poco piu' di travaglio,un aprto doloroso ed estenuante,io ero stremata e lei non voleva uscire.Grande,cicciona,bella..e sfortunata.
è nata sana ,un anno di controllo,prelievi,visite..era sana.E me l'hanno rovinata.
Dopo il primo periodo di rabbia incondizionata,di domande e di perchè,mi son buttata nella Fede.Non c'è domanda ne risposta.C'è la preghiera.la preghiera che non peggiori e che un giorno,non so' come,possa guarire.
Uno stupidissimo orzaiolo a poco piu' di due anni è stato l'inizio del calvario.Occhietti arrossati,fotofobia,bruciori,"punte" negli occhi..incubi..oculisti..visite..medicine..colliri..visite..fiammiferini..visite..altre medicine.Ora ha 5 anni,èp bellissima,intelligente,sveglia..ma ha una cornea lesionata.Senza trapianto non c'è rimedio.E nessuno ci garantisce che il trapianto sia efficace e non dia problemi.Sono una mamma semi disperata.Per piangere devo chiudermi in bagno e guai se lei mi vede.E la tratto( ci provo) come se non avesse nessun problema..è vero,è viziata,cerco di compensare con i regali materiali quello che n ha avuto in salute..sara' sbagliato..non lo so'..ma io con tutti i sensi di colpa che questo male ha colpito lei piuttosto che me,potro' fare almeno qualcosa per renderla un po' felice? Per allevviare un po' questo peso che ha sulle spalle? Lei sa'..è consapevole di tutto..mi tranquillizza.Dio come vorrei avere io quello che ha lei e vederla giocare tranquilla ,corere,senza problemi,senza doversi mettere sempre quelli occhiali..senza rischiare da un momento all'altro di non vederci piu'.. ora sono io che ho la vista abnnebbiata,le lacrime mi rigano gli occhi e il viso.Mi fa bene sfogarmi.Vorrei che fosse tutto un solo brutto incubo.Che ci svegliassimo e nn ci fossero piu' questi prolemi.prego e confido..
Certi interventi..

Certi interventi io me li risparmierei volentieri..quelli pediatrici in assoluto perchèp generano ansia ancor piu' di quelli altri,per quanto gravi o meno possano essere..i piu' fastidiosi?Quelli delle 3 del mattino per una diarrea o per nausea per esempio.Mentre sei immerso nella dolcezza dei tuoi sogni,il dannato telefono trilla e ti fa sobbalzare dal letto con il cuore in gola.Fortuna che la divisa ce la teniamo cucita addosso altrimenti sarebbe un problema recuperare i pezzi al buio e con un pocchio chiuso.Cosi' si parte con la faccia da zombie e lo sbadiglio perenne.E se la palèpebra cala non facciatecene una colpa.Io nn ho mai chiamato il 118 per una diarrea o per giramenti di testa! E che cavolo!Anche quelli dell'ora di pranzo sono belli..magari a 20 km dalla postazione,un codice di emergenza che richiede velocita' e segnalatori.Cosi' il panino ce lo vediamo dopo 3/4 ore se ci va bene..e di quelli di dieciminutiprimadellafinedelturno ne vogliamo parlare?Mentre ti auguri che l'equipaggio entrante si sbrighi ad arrivare(mancano solo pochi minuti al cambio turno)trilla il dannatissimo.. e che si fa? ma quelli che fanno?Ma perchè non sono ancora arrivati? Sfiga..si parte.Anche stavolta finiremo il turno 2 ore dopo..e bogliamo parlare dell'epistassi? Si ti sdanguina il naso e chiami l'ambulanza! Ma non ti hanno insegnato che devi comprimmere la narice ,mettere del ghiaccio sulla fronte e sul naso e inclinare la testa in avantiii??? E poi chi l'ha detto che in ambulanza si entra prima in pronto soccorsooo??? Non è vero!!!ma basta col chiamare il 118 per ogni stronzata!!!
venerdì 9 luglio 2010
L'assalto
Quando rientro a casa sono spesso vittima dell'assalto.In genere la prima cosa che faccio è salutare le pesti,poi mi fiondo in bagno a togliermi la divisa e lavarmi.
Cos'è l'assalto? Miei figli uno dopo l'altro si piombano in bagno spesso lasciandomi la porta aperta e mi assaltano letteralmente nel vero senso della parola! Che sia seduta nel water a fare i bisogni o che sia con un piede dentro e uno fuori della doccia che regolo l'acqua ,poco importa..loro stanno li,.Nicola inizia a frugare i saponi,rovescia bagnoschiuma nel bidet o nella doccia e solo quando la mia voce dibìventa ,molto simile a quella di un orco,allora si',la smette e offeso e piagnucoloso mi dice "mi hai ghiddato!" che sarebbe mi hai sgridato.. Alice si mette davanti allos pecchio e si fa code e codette e ci scappa anche un po' di trucco,ogni tanto fa qualche commento che potrebbe risparmiare del tipo "mamma ma quanto dsei grassa","mamma ma come sono le tue tette" ecc,poi si stanca ed esce fuori..Hele che è la piu' tranquilla si limita ad andare dai gattini,che per ora sono nello sgabuzzino del bagno,e incomincia a sfilarmi davanti prma con uno e poi con l'altro finchè non gli abbiamo visti tutti e 5!Io adoro l'assalto,anzi direi che è proprio un rito che mi aspetto lasera quando rientro a casa e non saprei proprio rinunciarvi!!!
Cos'è l'assalto? Miei figli uno dopo l'altro si piombano in bagno spesso lasciandomi la porta aperta e mi assaltano letteralmente nel vero senso della parola! Che sia seduta nel water a fare i bisogni o che sia con un piede dentro e uno fuori della doccia che regolo l'acqua ,poco importa..loro stanno li,.Nicola inizia a frugare i saponi,rovescia bagnoschiuma nel bidet o nella doccia e solo quando la mia voce dibìventa ,molto simile a quella di un orco,allora si',la smette e offeso e piagnucoloso mi dice "mi hai ghiddato!" che sarebbe mi hai sgridato.. Alice si mette davanti allos pecchio e si fa code e codette e ci scappa anche un po' di trucco,ogni tanto fa qualche commento che potrebbe risparmiare del tipo "mamma ma quanto dsei grassa","mamma ma come sono le tue tette" ecc,poi si stanca ed esce fuori..Hele che è la piu' tranquilla si limita ad andare dai gattini,che per ora sono nello sgabuzzino del bagno,e incomincia a sfilarmi davanti prma con uno e poi con l'altro finchè non gli abbiamo visti tutti e 5!Io adoro l'assalto,anzi direi che è proprio un rito che mi aspetto lasera quando rientro a casa e non saprei proprio rinunciarvi!!!
Benvenuto piccolino...

Oggi è nato un "piccolino" ,uno scricciolino monello che doveva stare ancora un po' nella panciona della sua mamma ma purtroppo c'è stato bisogno di farlo nascere prima...non so' quanto pesa e quanto è piccolo..so' che è presto e che non avra' la strada in discesa..ma deve essere forte..
questo post è per lei...la sua mamma..che ha condiviso con noi la sua gravidanza,i momenti belli e le piccole paure..perchè sia forte e coraggiosa e pronta ad affrontare tutto..perchè non si butti giu' ma guardi avanti con speranza e col sorriso..perchè lo scricciolo ha bisogno di una mamma forte..
forza tesoro!L'augurio mio piu' grande è che presto ti possa portare a casa il piccolino e che èpossa goderti finalmente l'inizio della splendida avventura chiamata "maternita'"..tutte le mie preghiere sono per voi..un abbraccio.
I miei articoli su Pm!!
Allattamento: quando è davvero necessaria l'aggiunta?
Molte mamme si scoraggiano perchè l'allattamento non si avvia come dovrebbe o, prese dalla paura che il bebè non cresca abbastanza, danno l'aggiunta. Vediamo quando è indispensabile quest'ultima
Piccola premessa: questo articolo non è una condanna per le mamme che non allattano. Una mamma puo' decidere di non allattare perchè non se la sente, perchè le ragadi la distruggono, puo' smettere di allattare perchè davvero il latte non basta e ancora per tanti motivi.. naturalmente tutte quelle mamme che per le piu' svariate cause non si trovano ad allattare i propri bimbi non si devono sentire "meno" mamme o in colpa o avere altri sentimenti negativi per questa mancanza.
L'allattamento al seno rinforza il legame tra mamma e bebe', nutre il piccolo con un latte sempre pronto e adatto a lui, a giusta temperatura e con le sostanze giuste per quel momento di crescita, ma non per questo, una mamma che allatta è migliore di quella che dà il biberon di latte artificiale a suo figlio.
La mia prima figlia prende il biberon da quando è nata, abbiamo fatto allattamento misto fino ai tre mesi e poi, un po' per mancanza di latte, un po' perchè ero stremata, ho ceduto. E' cresciuta benissimo ugualmente, e la amo come gli altri due che ho allattato piu' a lungo! Questo articolo piuttosto, vuole incoraggiare quelle mamme che allattano a non farsi prendere dalle solite paure legate spesso alla "scarsa" crescita del bebe' che portano a cercare aiuto nell'allattamento artificiale, anche dove non cè reale bisogno..
Dopo il parto la maggior parte delle donne, salvo casi specifici che per motivi di salute si trovano impossibilitate, allatta il proprio bambino al seno. Purtroppo capita che la mamma, presa dall'ansia e non ancora abituata a riconoscere e tradurre i segnali del piccolo, se non riesce ad attaccare correttamente il bimbo e ha difficolta' ad allattarlo, venga tentata dal nutrirlo direttamente con un comodo biberon di latte artificiale, o che ancora al primo pianto si trovi a pensare che il suo bimbo non mangi abbastanza, che il suo latte non sia abbastanza nutriente o che sia troppo poco, o magari che il bimbo non stia crescendo abbastanza, e cosi' pensa di integrare le poppate con le formule di latte in polvere.
E' anche normale che il piccolo dopo la nascita abbia un calo ponderale (calo fisiologico) che spazia dal 5 all'8% rispetto al peso stesso della nascita, quindi la mamma che vede il bimbo "dimagrire" anzichè prendere peso, puo' spaventarsi,ma bisogna tener conto del calo fisiologico che si recuperera' nella pima settimana e ci si dovra' preoccupare solo se la sua crescita, durante i primi tre mesi di vita, sara' inferiore ai 120/150 gr a settimana ovvero ca 500 gr al mese, mentre dopo i primi tre mesi crescera' di circa 300 gr al mese.
Molte mamme equivocano i segnali che al bimbo non vada effettivamente bene il latte materno, per sostanza o quantita', ma un bebè piange anche quando è sporco o bagnato, o magari ha disturbi al pancino legati alle classiche colichette neonatali o ancora ha semplicemente bisogno di esser preso in braccio e coccolato, per sentire il calore e il "profumo" di mamma e sentirsi sicuro e protetto.
Quando un bimbo segue una linea entro i limiti delle curve di crescita e non dà segnali di disturbi (es. il pannolino dovrebbe essere bagnato almeno 6 volte in 24 ore) è nutrito correttamente, anche se cerca continuamente il seno (magari piu' per dissettarsi o accucciarsi alla mamma piuttosto che per fame vera e propria) non c'è di che preoccuparsi. Il latte artificiale va evitato se non veramente indispensabile e prescritto sotto stretto consiglio del pediatra perchè per esempio, anche un brevissimo periodo di aggiunta (24 ore) puo' bastare per alterare l'equilibrio della flora batterica dell'intestino del bebe' ed esporlo, piu' avanti ad intolleranze ed allergie in modo piu' facile rispetto agli altri bambini.
Il pediatra puo' invece ritenere davvero necessario integrare con il latte artificiale nei casi in cui sospetti una crisi ipoglicemica (calo di zuccheri ) perchè il calo ponderale è stato veramente eccessivo e il bimbo dà segni di sofferenza come febbre, sonnolenza e agitazione, o ancora se la montata lattea tarda ad arrivare (dopo 5 giorni dal parto ancora niente latte) dato che il colostro è calibrato per i primissimi giorni di vita, finchè il latte di mamma non arriva puo' essere indispensabile dare il latte artificiale.
Curiosità su latte materno e artificiale
Il latte materno è composto da proteine, acqua, vitamine, grassi, ferro, zuccheri e fermenti lattici; tutte queste sostanze variano man mano che il bimbo cresce, adattandosi perfettamente alle sue esigenze. Perfettamente digeribile aiuta il bambino ad avere una regolare attivita' intestinale
Il latte artificiale benchè nella sua composizione si avvicini molto a quello materno ,e sia formulato in base all'eta' del bambino per farlo crescere senza far mancare nulla, contiene caseina (proteina del latte), grassi ,zuccheri (destrina e maltosio), sali di sodio, calcio, potassio e fosforo, vitamine e sali minerali.
Nell'allattamento materno il bambino è libero di mangiare quanto e quando lo desidera (allattamento a richiesta) mentre nell'allattamento artificiale ci si deve attenere rigorosamente agli orari prestabiliti ed avere una certa regolarita' e sopratutto preparare la quantita' esatta di latte prescritta. Sopratutto nei primi quattro mesi, il pediatra per evitare episodi di stitichezza, piu' frequenti nei neonati allattati artificialmente, potra' consigliare di diluire la formula di latte con un po' piu' acqua rispetto a quella indicata nella confezione.
Detto tutto cio', buon allattamento a tutte!
Ingrid Busonera
Molte mamme si scoraggiano perchè l'allattamento non si avvia come dovrebbe o, prese dalla paura che il bebè non cresca abbastanza, danno l'aggiunta. Vediamo quando è indispensabile quest'ultima
Piccola premessa: questo articolo non è una condanna per le mamme che non allattano. Una mamma puo' decidere di non allattare perchè non se la sente, perchè le ragadi la distruggono, puo' smettere di allattare perchè davvero il latte non basta e ancora per tanti motivi.. naturalmente tutte quelle mamme che per le piu' svariate cause non si trovano ad allattare i propri bimbi non si devono sentire "meno" mamme o in colpa o avere altri sentimenti negativi per questa mancanza.
L'allattamento al seno rinforza il legame tra mamma e bebe', nutre il piccolo con un latte sempre pronto e adatto a lui, a giusta temperatura e con le sostanze giuste per quel momento di crescita, ma non per questo, una mamma che allatta è migliore di quella che dà il biberon di latte artificiale a suo figlio.
La mia prima figlia prende il biberon da quando è nata, abbiamo fatto allattamento misto fino ai tre mesi e poi, un po' per mancanza di latte, un po' perchè ero stremata, ho ceduto. E' cresciuta benissimo ugualmente, e la amo come gli altri due che ho allattato piu' a lungo! Questo articolo piuttosto, vuole incoraggiare quelle mamme che allattano a non farsi prendere dalle solite paure legate spesso alla "scarsa" crescita del bebe' che portano a cercare aiuto nell'allattamento artificiale, anche dove non cè reale bisogno..
Dopo il parto la maggior parte delle donne, salvo casi specifici che per motivi di salute si trovano impossibilitate, allatta il proprio bambino al seno. Purtroppo capita che la mamma, presa dall'ansia e non ancora abituata a riconoscere e tradurre i segnali del piccolo, se non riesce ad attaccare correttamente il bimbo e ha difficolta' ad allattarlo, venga tentata dal nutrirlo direttamente con un comodo biberon di latte artificiale, o che ancora al primo pianto si trovi a pensare che il suo bimbo non mangi abbastanza, che il suo latte non sia abbastanza nutriente o che sia troppo poco, o magari che il bimbo non stia crescendo abbastanza, e cosi' pensa di integrare le poppate con le formule di latte in polvere.
E' anche normale che il piccolo dopo la nascita abbia un calo ponderale (calo fisiologico) che spazia dal 5 all'8% rispetto al peso stesso della nascita, quindi la mamma che vede il bimbo "dimagrire" anzichè prendere peso, puo' spaventarsi,ma bisogna tener conto del calo fisiologico che si recuperera' nella pima settimana e ci si dovra' preoccupare solo se la sua crescita, durante i primi tre mesi di vita, sara' inferiore ai 120/150 gr a settimana ovvero ca 500 gr al mese, mentre dopo i primi tre mesi crescera' di circa 300 gr al mese.
Molte mamme equivocano i segnali che al bimbo non vada effettivamente bene il latte materno, per sostanza o quantita', ma un bebè piange anche quando è sporco o bagnato, o magari ha disturbi al pancino legati alle classiche colichette neonatali o ancora ha semplicemente bisogno di esser preso in braccio e coccolato, per sentire il calore e il "profumo" di mamma e sentirsi sicuro e protetto.
Quando un bimbo segue una linea entro i limiti delle curve di crescita e non dà segnali di disturbi (es. il pannolino dovrebbe essere bagnato almeno 6 volte in 24 ore) è nutrito correttamente, anche se cerca continuamente il seno (magari piu' per dissettarsi o accucciarsi alla mamma piuttosto che per fame vera e propria) non c'è di che preoccuparsi. Il latte artificiale va evitato se non veramente indispensabile e prescritto sotto stretto consiglio del pediatra perchè per esempio, anche un brevissimo periodo di aggiunta (24 ore) puo' bastare per alterare l'equilibrio della flora batterica dell'intestino del bebe' ed esporlo, piu' avanti ad intolleranze ed allergie in modo piu' facile rispetto agli altri bambini.
Il pediatra puo' invece ritenere davvero necessario integrare con il latte artificiale nei casi in cui sospetti una crisi ipoglicemica (calo di zuccheri ) perchè il calo ponderale è stato veramente eccessivo e il bimbo dà segni di sofferenza come febbre, sonnolenza e agitazione, o ancora se la montata lattea tarda ad arrivare (dopo 5 giorni dal parto ancora niente latte) dato che il colostro è calibrato per i primissimi giorni di vita, finchè il latte di mamma non arriva puo' essere indispensabile dare il latte artificiale.
Curiosità su latte materno e artificiale
Il latte materno è composto da proteine, acqua, vitamine, grassi, ferro, zuccheri e fermenti lattici; tutte queste sostanze variano man mano che il bimbo cresce, adattandosi perfettamente alle sue esigenze. Perfettamente digeribile aiuta il bambino ad avere una regolare attivita' intestinale
Il latte artificiale benchè nella sua composizione si avvicini molto a quello materno ,e sia formulato in base all'eta' del bambino per farlo crescere senza far mancare nulla, contiene caseina (proteina del latte), grassi ,zuccheri (destrina e maltosio), sali di sodio, calcio, potassio e fosforo, vitamine e sali minerali.
Nell'allattamento materno il bambino è libero di mangiare quanto e quando lo desidera (allattamento a richiesta) mentre nell'allattamento artificiale ci si deve attenere rigorosamente agli orari prestabiliti ed avere una certa regolarita' e sopratutto preparare la quantita' esatta di latte prescritta. Sopratutto nei primi quattro mesi, il pediatra per evitare episodi di stitichezza, piu' frequenti nei neonati allattati artificialmente, potra' consigliare di diluire la formula di latte con un po' piu' acqua rispetto a quella indicata nella confezione.
Detto tutto cio', buon allattamento a tutte!
Ingrid Busonera
Essere mamma a 17 anni..

Chi non l'ha provato non puo' sapere cosa significa e non si dovrebbe neanche permettere di fare critiche gratuite!
Rimanere incinta a 17 anni,la prima volta che si ha un rapporto,che ci si concede per quello che crediamo "amore" credendo alle sue parole che "stara' attento".. rimanere incinta e lasciare un pezzo di adoloscenza.Crescere.Maturare.Entrare e uscire dagli ospedali,continui ricoveri,terapie infinite.Non avere l'appoggio della mamma che odio il nostro compagno.Dover dire addio a tutte quelle cose che facevamo fino ad ieri,le amiche,le uscite,la scuola.
Dover imparare a fare la mamma,la moglie e la donna.La cuoca.la colf.la donna tuttofare.Conoscere la solitudine.
Che negativa che sono.pero' purtroppo la mia prima geravidanza almeno per il primo periodo mi ha trasmesso solo questi brutti sentimenti.Anche se ho accettato fin da subito la mia situazione e ho accolto quel dono con gioia,non nego di aver avuto difficolta' e di aver dovuto fare tanti sacrifici..
Spero che miei figli siano piu' coscienziosi da adolescenti.Che mi chiedano ogni cosa e parlino con me tranquillamente senza pudore e senza vergogna.preferirei che mi chiedessero di comprar loro i preservativi o di andare dalla ginecologa per fare tutto cio' che si deve fare per poter prendere la pillola piuttosto che vedermeli in lacrime per una situazione piu' grande di loro da affrontare.Un figlio non rovina la vita come molti dicono,l'hanno detto anche a me e gli ho mandati gentilmente a quel paese,ma se si puo' evitare di farlo arrivare quando si è ancora "figli" e affatto pronti per fare i "genitori" e se si puo' aspettare ad aver finito gli studi e ad avere almeno uno straccio di autonomia e indipendenza,tanto meglio.Come oni mamma vorrei il meglio per loro,la salute prima di tuto e poi che siano felici e soddisfatti,che si realizzino in questo mondo,che riescano ad avere cio' che desiderano seppur cpostruito con sudore e sacrificio,che apprezzino tutto della vita e che non prendano strade sbagliate.Certo trovandoci in una situazione come quella che ho vissuto io credo che farei ragionare mie figlie.Un bambino non è un gioco ma non si puo' neanche pensare di rimediare ad una disattenzione con un aborto.Se si è abbastanza grandi per avere dei rapporti sessuali sid ev'essere abbastanza grandi anche per prendersi le proprie responsabilita'.Con questo non dico che mi imporrei perchè ogni donna deve essere libera di prendere le sue scelte,(lei e solo lei se le portera' addosso fino alla fine dei suoi giorni e nessuno deve metterci bocca)ma sicuramente cercherei di far riflettere guardando pro e contro ed essendo molto sincera.Un figlio è da accudire,allevare,educare,amare.Se mancano questi presupposti manca tutto.Ma nn facciamoci prendere dal pessimismo e non fasciamoci la testa prima del tempo.Posso solo augurarmi di essere una brava mamma ,di crescerli al meglio e di dar loro sempre le dovute attenzioni e tutto l'amore che posso,e la consapevolezza che di me si possono fidare e possono contare.Sempre.
giovedì 8 luglio 2010
Buongiorno!
Eccoci,un altro giorno,un altro giorno a lavoro,il sole splende e l'aria condizionata sparata nella schiena rinfresca la stanzetta.
Cerco di buttare giu' un articolo,tema :anziani!Se ne dovrebbe parlare di piu'.. sensibilizzarci un po' sui problemi delle persone che hanno dato tanto e che si sentono spesso sole e inutili.
Non ho tanta voglia di attivarmi,l'occhio mi fa ancora male.Cerco qualche idea carina.
Cerco di buttare giu' un articolo,tema :anziani!Se ne dovrebbe parlare di piu'.. sensibilizzarci un po' sui problemi delle persone che hanno dato tanto e che si sentono spesso sole e inutili.
Non ho tanta voglia di attivarmi,l'occhio mi fa ancora male.Cerco qualche idea carina.
Da un articolo su PM : I miei tre parti..tutti diversi!!!

Racconti: tre parti, tutti diversi!
Una nostra utente, mammuccina, ci ha raccontato i suoi tre parti naturali, il primo dei quali a 17 anni, tutti diversi, tutti emozionanti
IL PRIMO..Alice,la mia prima figlia è nata il 04/03/2002 alle 18,08,24 giorni prima della dpp..sapevo che poteva nascere prima,e infatti mi avevano anche fatto le punture per far maturare i polmoni, ma nn mi immaginavo COSI' presto!!!Era un lunedi' ed io avevo passato tutta la mattina all'ospedale,prima feci la visita ginecologica,tutto ok,collo chiuso, bimba in alto,e poi tracciato, e anche li tutto apposto,niente contrazioni,nessun segnale.
Verso le 12,00 passai alla mia scuola a salutare i miei ex compagni di classe (avevo 17 anni!!) e poi,con mia mamma tornai a casa. Ricordo che quel giorno nn avevo fame e infatti (per fortuna!) nn pranzai ,solo qualche pezzetto di pane.. verso le 14 mi misi appollaiata nel divano a guardarmi Dawson's Creeck e alle 15,10..un rumore strano e subito dopo mi trovai completamente bagnata in mezzo alle gambe. panico!!
Piangevo terrorizzata e chiudevo le gambe come per tenere li' dentro la mia bambina..mia mamma chiamo' un'ambulanza che arrivo' con comodo e verso le 16 e qualcosa arrivammo all'ospedale. Il ginecologo che mi visito' sosteneva che ci sarebbe passato tutto il giorno e magari anche il giorno dopo, di starmene tranquilla e di nn sprecare forze piangendo. Cosi' mi fecero il ricovero e mi lasciarono in una stanzetta del travaglio separata da tendine alle altre stanzette con altre ragazze; chiedevo di far entrare mia mamma ma le infermiere e le ostetriche nn volevano,anche per farla entrare in sala parto ho dovuto litigarci comunque, verso le 17 mi rivisitano ed io ho gia dolorini forti,a lla fine tra il tracciato e la visita fanno entrare mia mamma che mi accompagna in bagno per le mie nausee fortissime..mi obbligano a passare quasi tutto il travaglio in quel dannato lettino con il tracciato attaccato e durante le contrazioni mi contorco, piango,mi lamento, ero logorroica, nn stavo mai zitta..la cosa orribile è che nn mi posso muovere quindi nn posso assecondare il dolore ..ore 17,50 chiamo l'ostetrica che sento la bimba che sta uscendo, lei quasi mi ride in faccia e mi dice che devo andare in bagno, la supplico di visitarmi..beh tempo di far finire la contrazione, mi dice andiamo in sala parto perchè ero a 10cm e si vedeva la testina!!! andiamo in sala parto, lei stupita perchè erano passate solo 3 ore, io incredula..tre spinte,stritolando la mano di mia mamma e ultima spinta, mi sento come svuotata (purtroppo è nata troppo in fretta e mi ha lacerata,quindi mi hanno messo i punti x l'episiotomia e per i suoi danni!!!) é uscita,ce l'ho fatta, lei, è li, nn piange subito, dopo pochi istanti e uno sculaccione inizia a strillare. Che bella !!Che emozione! Era la mia bimba!! 3,170 kg x 49 cm..piccola piccola.. La notte l'ho passata in uno stato di semicoscienza, nn realizzavo che era nata ,che era lei dentro la mia pancia..
SECONDO PARTO Dopo 3 anni è nata Helena. Il 03/02/2005 alle 17,42, praticamente di 40 settimane. Finivo il tempo il 1 e lei si faceva aspettare. Stanca e preoccupata (toxo alla 17°sett) nn vedevo l'ora di vederla..di sapere se era sana..quella mattina mi sveglio alle 4,20 e nn riesco piu' a prendere sonno. verso le 8,00 come al solito esco per portare Aly al nido e poi torno a casa. Inizio a fare le solite cose, pulisco, mi faccio la lavatrice e poi vado a fare una passeggiata con mia mamma. In realta' mi sentivo stanca e sentivo anche la pancia abbastanza bassa, quindo verso le 12,00 rientro a casa. Ore 13,15 prime contrazioni. c'è un'amica a casa con me. Stiamo iniziando a pranzare. Io mangio poco, intanto monitoriamo le contrazioni.
Verso le 14,00 le avevo ogni 10 inuti circa ,erano fastidiose ma nn dolorose. Verso le 15 iniziano a essere piu' vicine e la mia amica mi convince ad andare a fare un controllino..avviso mia mamma x Aly prendo la valigia mia e quella di Hele e andiamo. Mi visitano e ho 5 cm di dilatazione!!! Il tracciato pero' nn rileva le contrazioni mi ricoverano e mi mandano in stanza..mia mamma lascia la bimba con l'altra nonna e verso le 16 mi raggiunge, con il papa' delle bimbe. Io sono gia' uno straccio, sono stanca perchè in piedi da prestissimo e le contrazioni sono sempre piu' forti. Passeggio, posso muovermi, e ho tanta nausea. L'ostetrica dice che ci passeranno ancora un paio di ore e io sento di non farcela piu'. Verso le 17,00 sento gia' le spinte ma ho ancora le acque intatte e quindi nn potrebbe mai uscire! Io mi addormento tra una contrazione e l'altra,i dolori sono piu' forti del primo parto e mi sento morire. l'ostetrica mi mette le ginocchia sulla pancia per far scendere un po' la bimba e alle 17,30 mi rompono le acque. Dopo 12 minuti è nata la mia bellissima bimba!!! 3,950 kg per 50 cm, una meravigliosa creatura che mercoledi' ha compiuto 5 anni..anche per lei purtroppo mi hanno fatto il ricamino taglia e cuci..
TERZO PARTO Nicola è nato il 14/12/2007. Io mi sentivo in formissima,ho guidato fino a qualche ora prima di partorire e anche la gravidanza è stata bella..ore 18 del 13, andiamo a fare la spesa, solo con Aly perchè Hele ha la febbre e rimane a casa con nonna..c'è da dire che ero stata ricoverata il 7/12 per FINTO TRAVAGLIO DI PARTO ..praticamente contrazioni, 3 cm di dilatazione, mi ricoverano..poi succede una cosa in famiglia e mi si blocca il travaglio per lo spavento. Quindi dopo 2 gg mi dimettono. Vabbe..il 13 andiamo a fare la spesa e io passo il tempo inseguendo Alice per le varie corsie. Poi andiamo in un grosso centro commerciale specializzato in articoli x parto, infanzia ecc e compro le ultime cose: assorbenti x il dopo parto, coppette, il ciuccio, cotone..nn mi manca piu' niente!! Rientriamo a casa e a cena mangio un'insalata leggera. Andiamo a letto, ho mal di reni ma è chiaro con quella panciona! Verso le 23,00 inizio a sentire qualche contrazione ma ormai ce le ho praticamente tutti i girni e nn do peso. Mezz'ora dopo iniziano ad essere piu' vicine ma di uguale intensita'. Verso mezzanotte e 15 il mio compagno mi convince ad andare in ps a fare un controllo e con molta calma, verso l'una arriviamo. Mi visitano ma dicono che è ancora alto e il collo è "incappucciato", (i soliti 3 cm di dilatazione,) che mi fanno un tracciato x scrupolo ma mi manderebbero tranquillamente a casa..cosi dall'una e venti fino alle 2 e 20 mi lasciano attaccata al tracciato che registra sporadiche contrazioni quasi nulle, ma io le sento!! ormai sono vicine e anche piu' forti, ma riesco anciora a gestirle.
2 e mezzo mi fanno il foglio di ricovero e intanto sono a 5 cm. vedremo, loro pensano che nascera verso le 7, nn prima.. mi accompagnano in camera e mando lui a prendere la valigia dalla macchina. Nel frattempo le contrazioni aumentano, quando lui arriva mi aggrappo per cercare di sopportarle al meglio e prego, e cosi passano i minuti..3 meno 10 l'ostetrica mi rivisita e mi dice di star tranquilla,respirare,le olite cose insomma,che è presto..vabbè! Continuo a passeggiare e respirare..poi alle 3 e 10 sento l'impulso di spingere e nn riesco piu' a controllarmi. La chiamo urlando, fa uscire il mio compagno, mi visita e mi rompe le acque e mi dice di prepararmi che come passava la contrazione andavamo in sala parto. andiamo in sala parto,chiedo di far entrare lui,iln tempo di chiamarlo io sto gia spingendo..dopo un paio di spinte alle 3,20 è nato il mio vitellino..4,070 x 53 cm..enorme..bello..strillava come un matto e si è attaccato al seno in sala parto!!!e nn mi hanno tragliata ne messo punti!!!!!
EMOZIONI E RICORDI CHE NON PASSERANNO MAI...
La gravidanza tra alti e bassi

In gravidanza la donna è in mezzo ad una tempesta ormonale.. mille emozioni contrastanti,fastidi,disturbi vari,scatti d'ira e di felicita' alternati..potremo quasi pensare di affette da bipolarismo in quel delicato periodo della nostra vita! ma per fortuna (o purtroppo) dopo i fatidici 9 mesi tutto passa..o quasi..
Il nostro bel pancione cresce,il nostro pupo inizia a farsi sentire con colpetti e calcetti,pian piano ci abituiamo ai suoi movimenti e addirittura ai suoi momenti di sonno e veglia..lo ammiriamo dietro ad un monitor che ce lo fa vedere in 3D..ce lo immaginiamo..lo sognamo.Mangiamo per due.Ingrassiamo.Ma chi se ne frega,i chili si perderanno,l'importante è soddisfare tutte le voglie.Alcune,feroci,verranno nel momento meno adatto e naturalmente della cosa meno adatta! A dicembre desidereremo le fragole o l'anguria..o magari ci verra' voglia di ricci..o di cinghiale..o gamberi..o cozze..insomma tutte cose che ,fai perchè non è stagione,fai perchè NON si possono mangiare.. ci faranno restare con le nostre voglie!!
Mangeremo alimenti che abbiamo sempre detestato e che in periodi normali ci davano la nausea e odieremo i nostri cibi preferiti.Non riusciremo a cucinare carne o pesce perchè il solo odore ci dara' il voltastomaco..diventeremo tremendamente nostalgiche e con la lacrimuccia facile.Tutto questo passera'!
Ma non sempre infatti va tutto come deve andare..
alcune donne si trascinano le ansie della gravidanza e del parto e dopo la nascita del bebe' queste ansie anzichè abbandonarci si insinuano ancor piu' dentro di noi..nell'anima e nel cuore.. quel bimbo desiderato diventa quasi un peso..pensieri tremendi ci torturano..pensieri brutti..si piange..si cerca una soluzione ma non si trova sbocco.I parenti ci credono capricciose,ma noi stanche di tante notti in bianco e impotenti di fronte alle urla dei nostri cuccioli non sappiamo piu' che fare.La depressione post partum non è un capriccio.Non si deve aver vergogna di parlarne,di raccontare questo malessere che mangia l'anima e non fa vivere la maternita' serenamente e con gioia.Ci sono cure e terapie.Si guarisce.per non rischiare che altre cronache riempiano i giornali.Se ne sentono troppe di mamme lasciate da sole con i loro bebe' appena nati che stanche e depresse compiono l'atto piu'orribile di questo mondo.Non le condanno.Loro no.Ma chi le lascia sole e non le aiuta...
Quando il test è positivo...

L'ultima volta che ho fatto un test ed è risultato positivo,era qualche giorno prima del mio 23° compleanno..aprile del 2007..io e il mio Topo cercavamo una gravidanza,lui desiderava un figlio "tutto suo",io desideravo un maschietto e volevo anch'io completare il nostro amore..prima non era arrivato..
il primo invece è stato 9 anni fa..avevo appena compiuto 17 anni..panico,terrore,senso di rifiuto totale,pianti..aiuto.la seconda gravidanza è stata piu' consapevole.Piu' ben accetta.Anzi direi accettata dal primo istante e difesa con unghie e denti,nonostante tutto.
Primi sentimenti dopo che escono le due magiche linette?Sentimenti strani,diversi ogni volta.Immaturi,piu' consapevoli,tristi,gioiosi.
Dopo lo schock iniziale si elabora il tutto.Dentro la pancia c'è qualcosina che cresce.Qualcosa di meraviglioso che in quei nove mesi imparerai ad amare e a proteggere e non vedrai l'ora che nasca per conoscerlo,darli un volto,amarlo a 360 ° ...
Avrai delle fastidiosissime nausee che ti ricorderanno in ogni momento che nella tua pancia c'è un ospite..
Sentirai il suo singhiozzo nel pancione..
Proverai l'emozione di sentire i calcetti dentro la pancia e ti scenderanno le lacrime..
Comprerai tante cosettine e molte non riuscirai neanche ad usarle perchè o nascera' enorme e quindi della taglia 0 se ne fa un baffo o crescera' in frettissima e ne dovrai comprare altre piu' grandi..
Comprerai ciucci,biberon,tettarelle,tiralatte,sterilizzatore e quando il cucciolo nascera' scoprirai (per fortuna!) che tutto quello cnon sara' necessario perchè lui vorra' solo e rigorosamente la tetta di mamma!!Magari anche per un anno e mezzo!!
Comprerai pannolini micro,perchè al corso preparto to consiglieranno la taglia piu' piccola e poi sfornerai un vitello di 4,000 kg che avra' bisogno della 2° taglia!!
comprerai la culla,il riduttore per la culla,con tutto il corredino materasso antisoffoco e antiacaro,cuscino antisoffoco,lenzuoline coordinate,paracolpi,baby monmitor per controllarlo la notte dalla tua camera alla sua..e poi non utilizzerai niente almeno per i primi 8 mesi perchè lo terrai con te nel lettone!!
In gravidanza confrontandoti con altre mamme dirai fino alla nausea che non lo vizierai,non lo abituerai in braccio,che non rinuncerai alle tue abitudini.. ma quando anche lui sara' "concreto" e "reale" accanto a te capirai di quanto è sciocco pensare che prendere in braccio il proprio figlio e accontentarlo quando è possibile significa "viziarlo".. se amare è viziare allora miei figli sono i bambini piu' viziati del mondo!
Scoprirai che l'amore per un figlio è l'unico,vero,puro,sincero,incondizionato amore e nessun sentimento al suo confronto puo' essere maggiore.
Conoscerai la gioia e la soddisfazione che si provano per ogni minimo progresso..
Sarai chiamata Mamma e il tuo cuore si sciogliera' sentendo quella parola..
Ti sentirai una tigre nelle situazioni in cui devi proteggerlo e sarai pronta a scagliarti e a tirar fuori unghie e denti,vorrai dare la vita per lui e star male tu quando lui ha il minimo malessere,pur di alleviare ogni sofferenza..
Passerai notti in bianco,passeggerai per la casa canticchiando ninna nanne con lui in braccio,tu con un occhio aperto e uno chiuso,lui piu' vispo e sveglio che mai..
Lo metterai nell'ovetto con i giochini appesi al maniglione e te lo scarrozzerai in bagno,pur di farti una doccia rilassante stando tranquilla..
imparerai a passare l'aspirapolvere con lui appeso dentro il marsupio..
Tutte queste cose e tante altre ancora si scopriranno soltanto dopo che si realizzera' che quelle due linette si trasformeranno nel tuo bambino..
mamma che emozione a ripensare a tutte quelle cose!!!
Dedicato a tutte le amiche pancione..
El ipo del perìco!
Chi sa cosa significa? Da buona simil spagnola,avendo convissuto 5 anni con la realta' latinoamericana ho acquisito e assimilato di tutto e di piu' ,dalle parolacce piu' tremende,alle fiolastrocche per bambini,alle dicenze classiche..
el ipo del perìco è il singhiozzo del topo!
Non chiedetemi che centra..mi andava di scriverlo..e basta con le polemiche..mamma che palle!!
el ipo del perìco è il singhiozzo del topo!
Non chiedetemi che centra..mi andava di scriverlo..e basta con le polemiche..mamma che palle!!
Stanchi?Ma no...
Iniziamo il turno alle 7,30,praticamente 7 e 10 in sede..sveglia alle 6,10 ,ho bisogno di 20 minuti per metabilizzare quel suono ed alzarmi e altrettanti per sdocciarmi e prepararmi..grazie al caldo tremendo-umido di questi giorni abbiamo anche abbandonato la piastra quindi risparmiamoci di phonare i capelli,con l'aria bollente che c'è dall'alba asciugano senzaltro anche da soli..! Quindi niente piastra.. guardo i cuccioli..i miei cuccioli..Nico chiacchera ,dopo un po' si sveglia anche Aly.. -anche oggi al lavoro?-Si amore,mamma deve lavorare lo sai..
Si fanno le 8 e qualcosa e mentre cerco di controllarmi le sezioni che modero e controllo i post sul mio profilo quel dannato telefono inizia a trillare..auguriamoci che sia una scemenza.
Da una scemenza saltiamo ad un'altra scemenza.Insolitamente ci liberano in entrambi i casi in tempi davvero ridotti,sono stupita dai triagisti di stamani!Il tempo di rimettere la barella sull'ambulanza e arriva la 3° chiamata..e vai si corre,stavolta è seria..!! Brutta cosa,deve intervenire la medicalizzata,noi facciamo il meglio e tutto quello che è di nostra conoscenza e competenza..il paziente è tosto..Speriamo che se la cavi..
In sede.panino al volo.Speriamo che la èpace duri qualche ora e nessuno si faccia male.Rischiamo la disidratazione.Il collasso.Aiuto.E se noi ci sentiamo male CHI SOCCORRE NOI??
Si fanno le 8 e qualcosa e mentre cerco di controllarmi le sezioni che modero e controllo i post sul mio profilo quel dannato telefono inizia a trillare..auguriamoci che sia una scemenza.
Da una scemenza saltiamo ad un'altra scemenza.Insolitamente ci liberano in entrambi i casi in tempi davvero ridotti,sono stupita dai triagisti di stamani!Il tempo di rimettere la barella sull'ambulanza e arriva la 3° chiamata..e vai si corre,stavolta è seria..!! Brutta cosa,deve intervenire la medicalizzata,noi facciamo il meglio e tutto quello che è di nostra conoscenza e competenza..il paziente è tosto..Speriamo che se la cavi..
In sede.panino al volo.Speriamo che la èpace duri qualche ora e nessuno si faccia male.Rischiamo la disidratazione.Il collasso.Aiuto.E se noi ci sentiamo male CHI SOCCORRE NOI??
mercoledì 7 luglio 2010
Un altro giorno..
Eccoci qui anche stamani,nella mia postazione lavorativa,questa amata-odiata sede che mi accoglie 12 h al giorno,caldo o freddo che sia..
stamani Nico si è svegliato presto,e a ruota anche Aly.La topolotta invece dormiva ancora ..il mio occhio è sempre gonfio,potesse venire a me quello che ha Hele e dare a lei occhietti sani,altrochè occhio gonfio sarei disposta a prendermi...
fame.L'unica cosa che mi viene in mente di relativamente sensata ora,è di mangiare qualcosa.Non si puo' iniziare la giornata a stomaco vuoto e privi di energie,nmamma mia,finira' che mi deperisco! Colszione? Caffè? Cappuccio?Pasta?Yogurt? Fame,fame,fame,devo mangiare qualcosa!
stamani Nico si è svegliato presto,e a ruota anche Aly.La topolotta invece dormiva ancora ..il mio occhio è sempre gonfio,potesse venire a me quello che ha Hele e dare a lei occhietti sani,altrochè occhio gonfio sarei disposta a prendermi...
fame.L'unica cosa che mi viene in mente di relativamente sensata ora,è di mangiare qualcosa.Non si puo' iniziare la giornata a stomaco vuoto e privi di energie,nmamma mia,finira' che mi deperisco! Colszione? Caffè? Cappuccio?Pasta?Yogurt? Fame,fame,fame,devo mangiare qualcosa!
I miei articoli su Pm!!
I giochi dell'infanzia
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Quest'anno la scuola materna di mia figlia Helena è stata scelta per partecipare ai giochi dell'infanzia,svolto si in un comune vicino al nostro.I giochi si sono svolti nel primo pomeriggio nel campo sportivo del paese che ci ha ospitatii,partenza alle 14,30 da scuola e rientro un po' piu' tardi del previsto,peccato che il tempo non sia stato dei migliori..la partenza e il rientro naturalmente in autobus,con le ,maestre.Un po' di ansia per questa prima gitarella fuori porta,questo primo mini-viaggio dei bimbi soli con i compagni e le maestre.. ad animare i momenti di pausa dei nostri piccoli atleti,un gruppo di equilibristi e trampolieri che hanno fatto uno splendido spettaccolo nello spettaccolo,unica pecca hanno "rubato" troppo spazio ai nostri bambini e ad un certo punto lo spettaccolo stava diventando loro e non di questi bambini stanchi arrivati da 9 scuole diverse alcune anche parecchio lontane..
I giochi dell'infanzia sono dedicati ai bambini cinquenni e seienni e tutti i piccoli atleti rientrano infatti in quella fascia e sono ,cioè ,coloro che stanno salutando la scuola materna per iniziare il percorso della scuola primaria elementare.
Le bravissime maestre hanno preparato tutti i materiali per i giochi delle gare,cartelloni,stri scioni,birilli,e tante altre cose,tutto con motivo " i 4 elementi-aria.terra.acqua-fuoco" ed è proprio su questo argomento che si sono svolte le gare.Un mega gruppo di 9 squadre ha aperto la manifestazione intonando un dolcissimo Inno di Mameli e vedere quei bambini cosi' piccoli impegnarsi cosi' è stato commovente.
Le gare si sono svolte in allegria,ogni bambino ha partecipato ai giochi cercando di far guadagnare piu' punti alla propria squadra di appartenenza.
La scuola che ci ha ospitato ha organizzato e offerto la merenda a tutti i bimbi che hanno spuntinato tranquilli nel prato verde.
Alla fine dei giochi la premiazione,(che purtroppo io non ho neanche visto per motivi di lavoro e mi vedro' in filmino )e tutti i bambini a pari merito hanno ricevuto l'anelata e guadagnata medaglia.
Che emozione !!!Ragazze io mi sono commossa a vedere la mia pulcina li' tra tanti bimbi,giocando e sfidando le altre squadre...
nei vostri paesi organizzano questi giochi??? Qualcuna ha avuto modo di parteciparvi,come mamma o come maestra?
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Quest'anno la scuola materna di mia figlia Helena è stata scelta per partecipare ai giochi dell'infanzia,svolto si in un comune vicino al nostro.I giochi si sono svolti nel primo pomeriggio nel campo sportivo del paese che ci ha ospitatii,partenza alle 14,30 da scuola e rientro un po' piu' tardi del previsto,peccato che il tempo non sia stato dei migliori..la partenza e il rientro naturalmente in autobus,con le ,maestre.Un po' di ansia per questa prima gitarella fuori porta,questo primo mini-viaggio dei bimbi soli con i compagni e le maestre.. ad animare i momenti di pausa dei nostri piccoli atleti,un gruppo di equilibristi e trampolieri che hanno fatto uno splendido spettaccolo nello spettaccolo,unica pecca hanno "rubato" troppo spazio ai nostri bambini e ad un certo punto lo spettaccolo stava diventando loro e non di questi bambini stanchi arrivati da 9 scuole diverse alcune anche parecchio lontane..
I giochi dell'infanzia sono dedicati ai bambini cinquenni e seienni e tutti i piccoli atleti rientrano infatti in quella fascia e sono ,cioè ,coloro che stanno salutando la scuola materna per iniziare il percorso della scuola primaria elementare.
Le bravissime maestre hanno preparato tutti i materiali per i giochi delle gare,cartelloni,stri scioni,birilli,e tante altre cose,tutto con motivo " i 4 elementi-aria.terra.acqua-fuoco" ed è proprio su questo argomento che si sono svolte le gare.Un mega gruppo di 9 squadre ha aperto la manifestazione intonando un dolcissimo Inno di Mameli e vedere quei bambini cosi' piccoli impegnarsi cosi' è stato commovente.
Le gare si sono svolte in allegria,ogni bambino ha partecipato ai giochi cercando di far guadagnare piu' punti alla propria squadra di appartenenza.
La scuola che ci ha ospitato ha organizzato e offerto la merenda a tutti i bimbi che hanno spuntinato tranquilli nel prato verde.
Alla fine dei giochi la premiazione,(che purtroppo io non ho neanche visto per motivi di lavoro e mi vedro' in filmino )e tutti i bambini a pari merito hanno ricevuto l'anelata e guadagnata medaglia.
Che emozione !!!Ragazze io mi sono commossa a vedere la mia pulcina li' tra tanti bimbi,giocando e sfidando le altre squadre...
nei vostri paesi organizzano questi giochi??? Qualcuna ha avuto modo di parteciparvi,come mamma o come maestra?
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Mamme-bambine:problemi,dif ficolta' e consigli pratici
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La ricerca della cicogna e la scoperta di una gravidanza e quindi dell'immediata maternita',rappresen tano uno dei momenti e periodi piu' gioiosi e felici nella vita di una donna,la maternita',con la nascita di un figlio,frutto dell'amore nato dall'unione con il proprio compagno spesso portano la donna alla massima realizzazione della propria femminilita' e felicita',facendola dedicare a 360° al bebe' e alla famiglia.
Ma cosa succede quando a trovarsi in questa situazione è una ragazzina senza basi,senza punti fermi,senza un compagno ne tantomeno una stabilita' economica?Cosa significa aspettare un figlio a 16/17 anni,le difficolta' che si incontrano,le strade che si possono percorrere,gli aiuti che si possono chiedere,per vivere una gravidanza serena consapevoli della nuova vita che cresce in noi.
A 16 anni è possibile che la
consapevolezza del proprio corpo sia ancora precaria e l’ancoraggio alla realtà appare spesso
sostituito dal desiderio di permanere nelle proprie fantasie. La voglia di sentirsi ancora bambini, il
desiderio di diventare grandi, vedere astrattamente il mondo con gli occhi di un bimbo ma riuscire
allo stesso tempo a poterlo vivere da grandi sono tutti elementi che contraddistinguono i vissuti
relativi a questa età. L’adolescenza è così un periodo di forti contraddizioni, di crisi, di amicizie
intense e di primi amori che si alternano a momenti di solitudine in cui gli interrogativi su se stessi e
sul proprio futuro sono predominanti; è quella che si può definire la fase più bella e tra le più
complesse della vita.
Avere un bimbo a 16 anni non è facile, la ragazza si trova ad accudire un bambino mentre è ancora
impegnata ad elaborare la sua stessa dipendenza e i cambiamenti in diverse aree di sviluppo.
La teoria dei compiti di sviluppo di Coleman (1950), afferma che in diversi momenti dell’età
adolescenziale ogni individuo affronta i “compiti”; il completamento del processo di
separazione/individuazione (Blos 1979), in cui gli adolescenti hanno come compito principale
quello di distaccarsi dagli oggetti primari internalizzanti (legami con i genitori) per investire oggetti
esterni ed extrafamiliari, procede contemporaneamente con la riorganizzazione del corpo e con la
costruzione di nuovi legami affettivi e sociali. La risoluzione e la buona riuscita di tali “compiti di sviluppo” danno un senso di soddisfazione e autorealizzazione, al contrario del fallimento che si
associa all’insoddisfazion e, alla disapprovazione sociale e alla difficoltà nell’affrontare i compiti
che si presenteranno in seguito (Erikson 1950). L’adolescenza può essere considerata come una
somma di micro crisi che deve essere risolta positivamente in modo che il soggetto possa sentirsi
soddisfatto della propria vita. Nel momento in cui l’adolescente si trova ad accudire anche un
bambino, si verifica una sovrapposizione dei compiti di sviluppo distinti, dove il soggetto dovrà
prendersi cura di se stesso e del proprio bimbo. Partendo da queste premesse, la tesi discute la
specificità dell’esperienza della gravidanza in adolescenza , la diffusione del fenomeno, i vissuti
psicologici, e, attraverso l’esame di alcuni articoli di ricerca, i fattori di rischio e di protezione
associati.
I fattori di rischio sono diversi e includono la sospensione degli studi, la condizione di genitore
singolo, la mancanza di supporto sociale, problemi di interiorizzazione ed esteriorizzazione. Gli
adolescenti che hanno relazioni sessuali precoci sono quelli che presentano un tasso più elevato di
abbandono degli studi. La genitorialità, come accennato precedentemente, è un compito difficile
soprattutto perché gli accresciuti bisogni del bambino, che progrediscono con la sua crescita,
tendono a mettere in difficoltà le giovani madri. Si rilevano inoltre delle condizioni di rischio anche
per i bambini, esposti a cure discontinue e non sufficientemente adatte a sopperire ai bisogni sia
fisici che psicologici. A questo proposito, in un articolo pubblicato nel 2005 “fertilità e
fecondazione” (Manna 2005) si sono osservate le interazioni precoci tra madre e figlio e identificate
alcune caratteristiche specifiche del comportamento della madre come: ridotta espressività,
attribuzione di interazioni negative col bambino e tendenza ad avere un rapporto “tutto o niente”,
laddove cioè, si osserva una totale distanza o alternativamente, un morboso attaccamento al
bambino da parte della madre, la quale rischia di creare un rapporto intrusivo che rende difficile
l’espressione e l’identificazione dei bisogni del bambino. Per quanto la genitorialità adolescenziale
sia considerata come un cammino lungo e difficile, nel quale si può rischiare di “inciampare”,
esistono anche dei modelli di prevenzione che riguardano l’intervento immediato sugli archetipi di
attaccamento della madre, la presenza e il sostegno sia dei familiari che del proprio partner a
supporto della giovane gravida o puerpera.
Dopo una breve introduzione sull’incidenza del fenomeno in Italia con riferimento alle
similitudini e alle differenze nei diversi Paesi, la tesi esamina le caratteristiche generali dei vissuti
psicologici associati alla gravidanza in adolescenza. In seguito, il lavoro presenta e discute quattro
articoli estratti da riviste internazionali ognuno dei quali esamina scientificamente aspetti collegati
all’esperienza della gravidanza in adolescenza. Secondo lo studio di Erum Nadeem e coll , la
possibilità che la madre adolescente continui a vivere con la propria madre, è associata ad un esito positivo in termini di più elevata autostima; effetto attribuibile ad un aumento di sicurezza, cosa che
non riesce ad avere se affronta da sola le difficoltà.
Non meno importante è il ruolo dei padri, che rappresenta nella vita del bambino un significativo
punto di riferimento se consente di instaurare una relazione connotata da calore e supporto.
( K.S. Howard e coll.)
Il più delle volte considerare l’adolescenza precoce come uno svantaggio risulta abbastanza facile
ma Willbald e coll (cap 3) discutono come la gravidanza precoce in adolescenza possa non risultare
necessariamente negativa soprattutto quando viene offerto alle giovani madri la possibilità di fruire
di un ampio supporto sociale, fattore che si associa alla possibilità di ottenere un livello di
istruzione alto e un miglioramento di vita in termini sociali, familiari e lavorativi. Lo studio
conferma tuttavia che esiste uno scarto tra ciò che le madri adolescenti realizzano e ciò che
avrebbero potuto ottenere sia a livello di emancipazione personale che professionale, se avessero
posticipato il parto durante gli anni della maturità.
Anche lo studio di Karin Singer , scandaglia le relazioni tra identità etnica, problemi
comportamentali, autostima e supporto sociale sostenendo che il supporto sociale può servire come
fattore protettivo per l’autostima. Le madri che non ricevono supporto, possono presentare disturbi
clinici sia a livello esteriorizzato (cioè, comportamentale) che a livello interiorizzato (cioè, a livello
di sintomi psicopatologici come ansia e depressione); corrispondentemente, la mancanza di
supporto sociale sembra associarsi a problemi di livello cognitivo, disadattamento e difficoltà di
apprendimento nei bambini. Ciò che non avviene, invece, ai bambini e alle madri che hanno
usufruito di un migliore supporto.
VISSUTI PSICOLOGICI E FATTORI DI RISCHIO PSICOSOCIALE
ASSOCIATI ALLA GRAVIDANZA IN ADOLESCENZA.
La gravidanza in adolescenza può accompagnarsi a vissuti di confusione e ambivalenza, legati alla
non coincidenza tra maturità fisiologica e maturità psicologica. Per una ragazza è difficile rendersi
effettivamente conto di quello che le sta accadendo, potrebbe inconsciamente rifiutare la
gravidanza, minimizzando i sintomi sperando che non sia come crede, ritardando il momento della
diagnosi, un turbine di emozioni e sensazioni spiacevoli, si appropriano della ragazza. Di colpo la
futura mamma si sente proiettata nel mondo degli adulti, con problemi che fino a quel momento non
l’avevano mai toccata direttamente. Non di rado, le ragazze adolescenti possono attuare
comportamenti che sanno essere dannosi sia per la loro salute sia per quella del bambino, nella
speranza di ottenere un’interruzione di gravidanza spontanea.
L’adolescenza in se per se, porta ad una serie di cambiamenti considerati più o meno gravi, ma una
cosa è certa; la nascita di un bambino porta a trasformazioni drastiche che influiscono in maniera
profonda, non solo sugli adolescenti stessi ma anche sui loro familiari. La giovane madre viene
travolta da un turbine di domande: “Cosa posso fare? Come lo dico ai miei genitori? Il mio ragazzo
accetterà mio figlio? Devo abortire? Devo continuare la gravidanza?”. La ragazza può temere il
giudizio degli altri, la reazione dei genitori, quella del padre del bambino e l’esposizione
all’opinione dei suoi insegnanti e compagni di scuola. Non sempre le ragazze si sentono sostenute
dai genitori e se viene presa la decisione di portare avanti la gravidanza, il più delle volte i genitori
della ragazza tendono a sostituirsi ai propri figli nella funzione materna o paterna. La genitorialità in
adolescenza è un’impresa complessa: i giovani genitori devono responsabilizzarsi nei confronti del
neonato imparando ad accudirlo, a nutrirlo e ad amarlo. Non va dimenticato che la stessa attenzione
va data ai bisogni psicologici dei ragazzi, ma soprattutto alle madri che, dopo il parto possono
andare incontro a periodi di depressione, ansia e insicurezza.
Ai cambiamenti psicologici e fisici conseguenti alla gravidanza, si associa dunque la difficoltà a
volte di assumersi la responsabilità di crescere un bambino. La gravidanza del resto, porta con sé
una quota di ambivalenza e, se questo è vero per molte donne, lo è ancora di più per queste
adolescenti (Bruckner, Martin, Bearman 2004).
Alcuni autori hanno sottolineato che tanto più precoce è stata la prima esperienza sessuale della
madre, tanto più precoce lo sarà anche per la figlia (Thornton e Camburn 1987).
L’incidenza della struttura familiare è determinante sul comportamento dei figli; genitori single,
famiglie monoparentali o genitori divorziati dimostrano essere più permissivi rispetto ai rapporti sessuali fuori del matrimonio ( ibidem), e dunque accettano meglio l’eventualità di una gravidanza
in adolescenza. Anche se le reazioni della famiglia sono positive, si può verificare un periodo di
crisi appena dopo l’annuncio della gravidanza.
Quando ci si trova davanti a queste situazioni, i centri di cura e assistenza (come consultori)
possono aiutare le adolescenti, prepararle al loro nuovo ruolo e sostenerle sia prima che dopo la
nascita del bambino. Come dimostrato dagli studi (Fustenberg et al. 1987) un punto importante per
queste ragazze è di poter continuare gli studi (anche seguendo un corso a distanza o serale), in
quanto questo permetterebbe alla madri di garantirsi maggiori opportunità lavorative e assicurarsi
un’indipendenza economica, nonché permettere loro di investire a livello motivazionale su un
proprio progetto. La gravidanza in sé non è una controindicazione agli studi. Le reticenze da vincere
sono numerose: le scuole possono temere la reazione degli altri allievi e dei loro genitori ma allo
stesso tempo possono considerare che questa gravidanza diventi un esempio da seguire.
La letteratura degli anni 60 e 70 era pessimista per l'avvenire di queste giovani madri e dei loro
bambini, le apparenze non erano favorevoli e le difficoltà erano numerose ma, studi più recenti
risalenti agli anni 90 hanno potuto mostrare che, per molti, l'evoluzione era tuttavia favorevole.
Alcuni fattori sembrano influenzare questo pronostico positivo, come un buon livello scolastico e la
continuità degli studi dopo la nascita, un buon controllo della fecondità in seguito, il fatto di non
essere isolate socialmente e di beneficiare di un buon sostegno. Ecco perché è molto importante
seguire questi adolescenti durante la gravidanza sia nel momento del parto che durante i primi mesi
con il bimbo.
L'aborto e la legge: ammissibilità
L'ammissibilità morale dell'aborto, o interruzione volontaria di gravidanza (IVG) è soggetta in gran parte alle convinzioni etiche, agli orientamenti religiosi, all'idea che una certa cultura abbia di concetti quali l'anima, la vita, eccetera.
A partire dagli ultimi decenni del XX secolo, l'IVG è una pratica autorizzata per legge in buona parte del mondo, soprattutto in quello occidentale, a discrezione della donna nei primi mesi della gestazione.
Le motivazioni oggi ammesse sono diverse. In primo luogo i casi di salute della madre, di gravi malformazioni del feto, di violenza carnale subita. Queste motivazioni sono ammesse anche nei paesi a dominanza maschile e di stampo conservatore, come l'Iran.
In numerose nazioni si tiene tuttavia conto anche di istanze psicologiche e di sociali, garantendo alla madre la possibilità di ottenere l'IVG in sicurezza ricorrendo a strutture mediche competenti.
Le motivazioni ammesse sono, oltre a quelle qui sopra, il solo giudizio della donna sulla propria impossibilità di diventare madre ad esempio per giovane età, per rapporti preesistenti al difuori dei quali è stato concepito il bambino, per timore delle reazioni del proprio nucleo famigliare (o della società in genere) nei confronti di una gravidanza avvenuta fuori da quanto si percepisca come lecito. [U]In diversi paesi, tra cui l'Italia, l'aborto è garantito anche alle minorenni, cui, in assenza dei genitori, viene affiancato un tutore del tribunale minorile.[/U
]
Possibilita' di ricevere aiuti concreti,a chi rivolgersi e come.
Servizio di consulenza psicologica o sostegno psicologico
Ufficio Competente: SERVIZI SOCIALI
Descrizione
Il sostegno psicologico individuale o familiare si rivolge a tutte quelle persone che vivono situazioni di disagio (ansia, depressione, stress, attacchi di panico, fobie, dipendenza da alcol, lutti, separazioni, difficoltà relazionali) e che devono affrontare una sofferenza psicologica la cui fonte viene identificata in contesti e relazioni esterne (il lavoro, la famiglia, gli amici) che incidono, più o meno gravemente, sul benessere fisico e psicologico. Attraverso i colloqui di sostegno psicologico è possibile analizzare il problema che la persona si trova ad affrontare, definire gli obiettivi perseguibili e progettare l’intervento psicologico più appropriato attraverso un lavoro intensivo e mirato. Il sostegno psicologico costituisce un supporto fondamentale nelle situazioni di disagio emotivo ed esistenziale legato a momenti critici della vita ed è inoltre un utile strumento di cura in condizioni di carenza affettiva e relazionale, in quanto consente lo strutturarsi di nuove modalità relazionali.
Gli incontri offrono, quindi, un’occasione per iniziare a prendersi cura di sé, per sciogliere i nodi che imbrigliano le proprie potenzialità ed il proprio benessere per favorire il recupero delle risorse personali. L’intervento mira a promuovere lo sviluppo, l’autonomia e la valorizzazione delle risorse personali, facilitare le capacità decisionali della persona per sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio agire nell’affrontare problematiche di carattere professionale e/o personale.
Chi può fare richiesta
Possono essere diverse le situazioni di vita, le difficoltà, i problemi, i disturbi (o i sintomi) in grado di motivare la richiesta di una consulenza psicologica. Solitamente è nei momenti di crisi che si è sufficientemente disposti a cogliere l’opportunità per un cambiamento. In alcuni casi la richiesta di sostegno psicologico è motivata da un problema che limita la persona nelle sue possibilità di scelta, altre volte, è legata allo sviluppo e alla crescita personale, o ancora è dovuta a situazioni che irrompono all’improvviso e destabilizzano gli equilibri psicologici di chi le subisce.
Chiunque si trovi in una situazione di difficoltà può chiedere l’intervento psicologico
Dove andare
La richiesta deve essere fatta all’Assistente Sociale, la quale dopo un primo colloqui e valutata la necessità di un supporto psicologico, attiva il servizio organizzando il primo contatto con la psicologa. Trattandosi di un intervento gratuito viene data priorità a situazioni familiari con figli minori, persone sole, situazioni già in carico al servizio sociale.
Tempi di risposta
Entro 10 giorni dal primo contatto con l’Assistente Sociale
Quando fare la richiesta
La richiesta può essere fatta in qualsiasi momento dell’ anno.
Consultorio Familiare
Ufficio Competente: SERVIZI SOCIALI
Descrizione
Il Consultorio Familiare è un servizio di base a sostegno di una politica sociale per la famiglia, per la coppia e per la donna.
Il Consultorio svolge attività programmate ed eroga prestazioni con modalità multidisciplinare attraverso una propria èquipe, per riuscire a rispondere alle richieste dirette della popolazione per problematiche relative a:
· maternità
· infertilità e sterilità
· contraccezione e sfera sessuale
· menopausa
· relazioni di coppia
· relazioni genitoriali
· infanzia e adolescenza
· difficoltà dei giovani e di adulti a seguito di eventi critici della vita.
Nei consultori familiari lavorano in modo integrato ginecologi, ostetriche, assistenti sanitarie, infermiere professionali, psicologi e assistenti sociali.
In quanto servizio fortemente orientato alla prevenzione e all'informazione, il Consultorio Familiare garantisce attività di educazione alla salute. Nello specifico le funzioni di promozione, prevenzione ed educazione alla salute riguardano programmi di educazione all'affettività e sessualità , di formazione dei giovani al ruolo di futuri genitori, di formazione e informazione sulla procreazione responsabile e sono svolti all'interno di un programma concordato con l'ASL.
Contributi economici
Ufficio Competente: SERVIZI SOCIALI
Descrizione
E' l'aiuto offerto dal Comune alle famiglie e ai singoli cittadini che dispongono di entrate economiche proprie non sufficienti per garantire in modo autonomo il soddisfacimento di necessità quotidiane della vita, il contributo interviene a supporto del raggiungimento dei livelli minimi di sussistenza.
Sono previste diverse tipologie di contributi, sia rispetto all’importo riconosciuto ed erogato, sia rispetto alla periodicità, in alcuni casi il contributo è una-tantum.
La Giunta Comunale analizza l’istruttoria presentata dall’Assessore ai Servizi Sociali e redatta dall’Assistente Sociale nella quale viene indicata la proposta tecnica come risposta al bisogno.
L’istruttoria viene fatta sulla base della raccolta di una serie di informazioni necessarie per stabilire la condizione socio-economica del richiedente e per poter valutare altri interventi, oltre a quello di natura prettamente economica, che può essere inteso come prioritario ed urgente, ma non esclusivo.
Chi può fare la richiesta
Possono richiedere l'assistenza economica i cittadini, italiani e stranieri, residenti nel Comune, che non dispongono di entrate sufficienti a garantire dignitose condizioni di vita
Dove andare
All’ufficio servizi sociali, fissando telefonicamente un colloquio con l’Assistente Sociale.
Cosa presentare
Durante il primo colloqui con l'assistente sociale, viene richiesta la presentazione di una domanda scritta, su modulistica in dotazione dall’ufficio (la stessa sarà protocollata quando completa), e viene visionata la documentazione necessaria ad accertare la condizione di necessità del richiedente. Già nel primo colloqui si invita l’utente a presentarsi con la necessaria documentazione, che potrà essere integrata se l’Assistente Sociale lo riterrà opportuno per riuscire a rendere più evidente le condizioni di bisogno e le eventuali cause.
Tempi di risposta
Dal momento della presentazione (fa fede la data del protocollo) della richiesta scritta il servizio da risposta entro 30 giorni; in caso di risposta positiva l'erogazione del contributo avviene entro un massimo di 30 giorni
Cosa fare
Per richiedere un contributo economico è necessario fissare telefonicamente un colloquio con l'assistente sociale.
Quando fare la richiesta
Il colloquio con l'assistente sociale può essere fissato in qualsiasi momento dell'anno
Note
In alcuni casi particolari la quietanza del contributo viene fatta a nome dell’Assistente Sociale, ciò per garantire che il contributo venga utilizzato per fronteggiare la spesa dichiarata (pagamento di fatture utenze scadute e per le quali è stata richiesta la rateizzazione da parte dell’Ente, canone di locazione, etc.) oppure può essere fatta a favore del creditore
Case d'accoglienza per madri e minori
Casa di accoglienza per donne in difficoltà e loro figli minori
Obiettivi:
·Potenziare la struttura di accoglienza, con apposita figura di supporto, che ospiti, per brevi periodi, donne e madri in situazioni di parziale e transitoria difficoltà ma in condizioni di potersi autogestire nella quotidianità;
·Offrire alla donna un luogo ed un tempo nei quali riflettere sulla situazione e sui vissuti, proponendole, una rete di supporto per sé e per i figli attraverso i vari servizi del territorio;
·Offrire ospitalità, nei casi di situazioni emergenziali e di disagio meno acuto, a donne e madri, a ragazze ed adolescenti abbisognevoli di una risposta immediata ed eventualmente anche attraverso il temporaneo utilizzo della comunità educativa di tipo familiare ;
·Nei casi di violenza, abuso e grave conflitto familiare si provvederà ad indirizzare le donne e le madri in difficoltà presso idonee strutture anche extra-Ambito.
Tipologia di utenza, numero e stima del bacino di utenza
L'intervento/servizio è riferito a donne e madri, a ragazze ed adolescenti che versano in situazioni di particolare difficoltà.
L'accesso avverrà tramite un servizio filtro a cura dei Servizi di Segretariato Sociale ed Antenne Sociali, che assolveranno anche funzioni di eventuale presa in carico, nonché di orientamento e accompagnamento.
Principali attività previste
- Accoglienza ed ospitalità;
- Orientamento;
- Offerta consulenza mediazione familiare, legale e psicologica;
- Collegamento con il Centro di prevenzione e trattamento per il maltrattamento e abuso;
- Accompagnamento nel percorso di reinserimento lavorativo;
- Attivazione della rete dei servizi per il coinvolgimento dei vari attori interessati;
- Programmazione di un percorso educativo per i piccoli ospiti.
Il servizio sarà disciplinato da apposito regolamento.
(fonte:notizie web)
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La ricerca della cicogna e la scoperta di una gravidanza e quindi dell'immediata maternita',rappresen tano uno dei momenti e periodi piu' gioiosi e felici nella vita di una donna,la maternita',con la nascita di un figlio,frutto dell'amore nato dall'unione con il proprio compagno spesso portano la donna alla massima realizzazione della propria femminilita' e felicita',facendola dedicare a 360° al bebe' e alla famiglia.
Ma cosa succede quando a trovarsi in questa situazione è una ragazzina senza basi,senza punti fermi,senza un compagno ne tantomeno una stabilita' economica?Cosa significa aspettare un figlio a 16/17 anni,le difficolta' che si incontrano,le strade che si possono percorrere,gli aiuti che si possono chiedere,per vivere una gravidanza serena consapevoli della nuova vita che cresce in noi.
A 16 anni è possibile che la
consapevolezza del proprio corpo sia ancora precaria e l’ancoraggio alla realtà appare spesso
sostituito dal desiderio di permanere nelle proprie fantasie. La voglia di sentirsi ancora bambini, il
desiderio di diventare grandi, vedere astrattamente il mondo con gli occhi di un bimbo ma riuscire
allo stesso tempo a poterlo vivere da grandi sono tutti elementi che contraddistinguono i vissuti
relativi a questa età. L’adolescenza è così un periodo di forti contraddizioni, di crisi, di amicizie
intense e di primi amori che si alternano a momenti di solitudine in cui gli interrogativi su se stessi e
sul proprio futuro sono predominanti; è quella che si può definire la fase più bella e tra le più
complesse della vita.
Avere un bimbo a 16 anni non è facile, la ragazza si trova ad accudire un bambino mentre è ancora
impegnata ad elaborare la sua stessa dipendenza e i cambiamenti in diverse aree di sviluppo.
La teoria dei compiti di sviluppo di Coleman (1950), afferma che in diversi momenti dell’età
adolescenziale ogni individuo affronta i “compiti”; il completamento del processo di
separazione/individuazione (Blos 1979), in cui gli adolescenti hanno come compito principale
quello di distaccarsi dagli oggetti primari internalizzanti (legami con i genitori) per investire oggetti
esterni ed extrafamiliari, procede contemporaneamente con la riorganizzazione del corpo e con la
costruzione di nuovi legami affettivi e sociali. La risoluzione e la buona riuscita di tali “compiti di sviluppo” danno un senso di soddisfazione e autorealizzazione, al contrario del fallimento che si
associa all’insoddisfazion e, alla disapprovazione sociale e alla difficoltà nell’affrontare i compiti
che si presenteranno in seguito (Erikson 1950). L’adolescenza può essere considerata come una
somma di micro crisi che deve essere risolta positivamente in modo che il soggetto possa sentirsi
soddisfatto della propria vita. Nel momento in cui l’adolescente si trova ad accudire anche un
bambino, si verifica una sovrapposizione dei compiti di sviluppo distinti, dove il soggetto dovrà
prendersi cura di se stesso e del proprio bimbo. Partendo da queste premesse, la tesi discute la
specificità dell’esperienza della gravidanza in adolescenza , la diffusione del fenomeno, i vissuti
psicologici, e, attraverso l’esame di alcuni articoli di ricerca, i fattori di rischio e di protezione
associati.
I fattori di rischio sono diversi e includono la sospensione degli studi, la condizione di genitore
singolo, la mancanza di supporto sociale, problemi di interiorizzazione ed esteriorizzazione. Gli
adolescenti che hanno relazioni sessuali precoci sono quelli che presentano un tasso più elevato di
abbandono degli studi. La genitorialità, come accennato precedentemente, è un compito difficile
soprattutto perché gli accresciuti bisogni del bambino, che progrediscono con la sua crescita,
tendono a mettere in difficoltà le giovani madri. Si rilevano inoltre delle condizioni di rischio anche
per i bambini, esposti a cure discontinue e non sufficientemente adatte a sopperire ai bisogni sia
fisici che psicologici. A questo proposito, in un articolo pubblicato nel 2005 “fertilità e
fecondazione” (Manna 2005) si sono osservate le interazioni precoci tra madre e figlio e identificate
alcune caratteristiche specifiche del comportamento della madre come: ridotta espressività,
attribuzione di interazioni negative col bambino e tendenza ad avere un rapporto “tutto o niente”,
laddove cioè, si osserva una totale distanza o alternativamente, un morboso attaccamento al
bambino da parte della madre, la quale rischia di creare un rapporto intrusivo che rende difficile
l’espressione e l’identificazione dei bisogni del bambino. Per quanto la genitorialità adolescenziale
sia considerata come un cammino lungo e difficile, nel quale si può rischiare di “inciampare”,
esistono anche dei modelli di prevenzione che riguardano l’intervento immediato sugli archetipi di
attaccamento della madre, la presenza e il sostegno sia dei familiari che del proprio partner a
supporto della giovane gravida o puerpera.
Dopo una breve introduzione sull’incidenza del fenomeno in Italia con riferimento alle
similitudini e alle differenze nei diversi Paesi, la tesi esamina le caratteristiche generali dei vissuti
psicologici associati alla gravidanza in adolescenza. In seguito, il lavoro presenta e discute quattro
articoli estratti da riviste internazionali ognuno dei quali esamina scientificamente aspetti collegati
all’esperienza della gravidanza in adolescenza. Secondo lo studio di Erum Nadeem e coll , la
possibilità che la madre adolescente continui a vivere con la propria madre, è associata ad un esito positivo in termini di più elevata autostima; effetto attribuibile ad un aumento di sicurezza, cosa che
non riesce ad avere se affronta da sola le difficoltà.
Non meno importante è il ruolo dei padri, che rappresenta nella vita del bambino un significativo
punto di riferimento se consente di instaurare una relazione connotata da calore e supporto.
( K.S. Howard e coll.)
Il più delle volte considerare l’adolescenza precoce come uno svantaggio risulta abbastanza facile
ma Willbald e coll (cap 3) discutono come la gravidanza precoce in adolescenza possa non risultare
necessariamente negativa soprattutto quando viene offerto alle giovani madri la possibilità di fruire
di un ampio supporto sociale, fattore che si associa alla possibilità di ottenere un livello di
istruzione alto e un miglioramento di vita in termini sociali, familiari e lavorativi. Lo studio
conferma tuttavia che esiste uno scarto tra ciò che le madri adolescenti realizzano e ciò che
avrebbero potuto ottenere sia a livello di emancipazione personale che professionale, se avessero
posticipato il parto durante gli anni della maturità.
Anche lo studio di Karin Singer , scandaglia le relazioni tra identità etnica, problemi
comportamentali, autostima e supporto sociale sostenendo che il supporto sociale può servire come
fattore protettivo per l’autostima. Le madri che non ricevono supporto, possono presentare disturbi
clinici sia a livello esteriorizzato (cioè, comportamentale) che a livello interiorizzato (cioè, a livello
di sintomi psicopatologici come ansia e depressione); corrispondentemente, la mancanza di
supporto sociale sembra associarsi a problemi di livello cognitivo, disadattamento e difficoltà di
apprendimento nei bambini. Ciò che non avviene, invece, ai bambini e alle madri che hanno
usufruito di un migliore supporto.
VISSUTI PSICOLOGICI E FATTORI DI RISCHIO PSICOSOCIALE
ASSOCIATI ALLA GRAVIDANZA IN ADOLESCENZA.
La gravidanza in adolescenza può accompagnarsi a vissuti di confusione e ambivalenza, legati alla
non coincidenza tra maturità fisiologica e maturità psicologica. Per una ragazza è difficile rendersi
effettivamente conto di quello che le sta accadendo, potrebbe inconsciamente rifiutare la
gravidanza, minimizzando i sintomi sperando che non sia come crede, ritardando il momento della
diagnosi, un turbine di emozioni e sensazioni spiacevoli, si appropriano della ragazza. Di colpo la
futura mamma si sente proiettata nel mondo degli adulti, con problemi che fino a quel momento non
l’avevano mai toccata direttamente. Non di rado, le ragazze adolescenti possono attuare
comportamenti che sanno essere dannosi sia per la loro salute sia per quella del bambino, nella
speranza di ottenere un’interruzione di gravidanza spontanea.
L’adolescenza in se per se, porta ad una serie di cambiamenti considerati più o meno gravi, ma una
cosa è certa; la nascita di un bambino porta a trasformazioni drastiche che influiscono in maniera
profonda, non solo sugli adolescenti stessi ma anche sui loro familiari. La giovane madre viene
travolta da un turbine di domande: “Cosa posso fare? Come lo dico ai miei genitori? Il mio ragazzo
accetterà mio figlio? Devo abortire? Devo continuare la gravidanza?”. La ragazza può temere il
giudizio degli altri, la reazione dei genitori, quella del padre del bambino e l’esposizione
all’opinione dei suoi insegnanti e compagni di scuola. Non sempre le ragazze si sentono sostenute
dai genitori e se viene presa la decisione di portare avanti la gravidanza, il più delle volte i genitori
della ragazza tendono a sostituirsi ai propri figli nella funzione materna o paterna. La genitorialità in
adolescenza è un’impresa complessa: i giovani genitori devono responsabilizzarsi nei confronti del
neonato imparando ad accudirlo, a nutrirlo e ad amarlo. Non va dimenticato che la stessa attenzione
va data ai bisogni psicologici dei ragazzi, ma soprattutto alle madri che, dopo il parto possono
andare incontro a periodi di depressione, ansia e insicurezza.
Ai cambiamenti psicologici e fisici conseguenti alla gravidanza, si associa dunque la difficoltà a
volte di assumersi la responsabilità di crescere un bambino. La gravidanza del resto, porta con sé
una quota di ambivalenza e, se questo è vero per molte donne, lo è ancora di più per queste
adolescenti (Bruckner, Martin, Bearman 2004).
Alcuni autori hanno sottolineato che tanto più precoce è stata la prima esperienza sessuale della
madre, tanto più precoce lo sarà anche per la figlia (Thornton e Camburn 1987).
L’incidenza della struttura familiare è determinante sul comportamento dei figli; genitori single,
famiglie monoparentali o genitori divorziati dimostrano essere più permissivi rispetto ai rapporti sessuali fuori del matrimonio ( ibidem), e dunque accettano meglio l’eventualità di una gravidanza
in adolescenza. Anche se le reazioni della famiglia sono positive, si può verificare un periodo di
crisi appena dopo l’annuncio della gravidanza.
Quando ci si trova davanti a queste situazioni, i centri di cura e assistenza (come consultori)
possono aiutare le adolescenti, prepararle al loro nuovo ruolo e sostenerle sia prima che dopo la
nascita del bambino. Come dimostrato dagli studi (Fustenberg et al. 1987) un punto importante per
queste ragazze è di poter continuare gli studi (anche seguendo un corso a distanza o serale), in
quanto questo permetterebbe alla madri di garantirsi maggiori opportunità lavorative e assicurarsi
un’indipendenza economica, nonché permettere loro di investire a livello motivazionale su un
proprio progetto. La gravidanza in sé non è una controindicazione agli studi. Le reticenze da vincere
sono numerose: le scuole possono temere la reazione degli altri allievi e dei loro genitori ma allo
stesso tempo possono considerare che questa gravidanza diventi un esempio da seguire.
La letteratura degli anni 60 e 70 era pessimista per l'avvenire di queste giovani madri e dei loro
bambini, le apparenze non erano favorevoli e le difficoltà erano numerose ma, studi più recenti
risalenti agli anni 90 hanno potuto mostrare che, per molti, l'evoluzione era tuttavia favorevole.
Alcuni fattori sembrano influenzare questo pronostico positivo, come un buon livello scolastico e la
continuità degli studi dopo la nascita, un buon controllo della fecondità in seguito, il fatto di non
essere isolate socialmente e di beneficiare di un buon sostegno. Ecco perché è molto importante
seguire questi adolescenti durante la gravidanza sia nel momento del parto che durante i primi mesi
con il bimbo.
L'aborto e la legge: ammissibilità
L'ammissibilità morale dell'aborto, o interruzione volontaria di gravidanza (IVG) è soggetta in gran parte alle convinzioni etiche, agli orientamenti religiosi, all'idea che una certa cultura abbia di concetti quali l'anima, la vita, eccetera.
A partire dagli ultimi decenni del XX secolo, l'IVG è una pratica autorizzata per legge in buona parte del mondo, soprattutto in quello occidentale, a discrezione della donna nei primi mesi della gestazione.
Le motivazioni oggi ammesse sono diverse. In primo luogo i casi di salute della madre, di gravi malformazioni del feto, di violenza carnale subita. Queste motivazioni sono ammesse anche nei paesi a dominanza maschile e di stampo conservatore, come l'Iran.
In numerose nazioni si tiene tuttavia conto anche di istanze psicologiche e di sociali, garantendo alla madre la possibilità di ottenere l'IVG in sicurezza ricorrendo a strutture mediche competenti.
Le motivazioni ammesse sono, oltre a quelle qui sopra, il solo giudizio della donna sulla propria impossibilità di diventare madre ad esempio per giovane età, per rapporti preesistenti al difuori dei quali è stato concepito il bambino, per timore delle reazioni del proprio nucleo famigliare (o della società in genere) nei confronti di una gravidanza avvenuta fuori da quanto si percepisca come lecito. [U]In diversi paesi, tra cui l'Italia, l'aborto è garantito anche alle minorenni, cui, in assenza dei genitori, viene affiancato un tutore del tribunale minorile.[/U
]
Possibilita' di ricevere aiuti concreti,a chi rivolgersi e come.
Servizio di consulenza psicologica o sostegno psicologico
Ufficio Competente: SERVIZI SOCIALI
Descrizione
Il sostegno psicologico individuale o familiare si rivolge a tutte quelle persone che vivono situazioni di disagio (ansia, depressione, stress, attacchi di panico, fobie, dipendenza da alcol, lutti, separazioni, difficoltà relazionali) e che devono affrontare una sofferenza psicologica la cui fonte viene identificata in contesti e relazioni esterne (il lavoro, la famiglia, gli amici) che incidono, più o meno gravemente, sul benessere fisico e psicologico. Attraverso i colloqui di sostegno psicologico è possibile analizzare il problema che la persona si trova ad affrontare, definire gli obiettivi perseguibili e progettare l’intervento psicologico più appropriato attraverso un lavoro intensivo e mirato. Il sostegno psicologico costituisce un supporto fondamentale nelle situazioni di disagio emotivo ed esistenziale legato a momenti critici della vita ed è inoltre un utile strumento di cura in condizioni di carenza affettiva e relazionale, in quanto consente lo strutturarsi di nuove modalità relazionali.
Gli incontri offrono, quindi, un’occasione per iniziare a prendersi cura di sé, per sciogliere i nodi che imbrigliano le proprie potenzialità ed il proprio benessere per favorire il recupero delle risorse personali. L’intervento mira a promuovere lo sviluppo, l’autonomia e la valorizzazione delle risorse personali, facilitare le capacità decisionali della persona per sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio agire nell’affrontare problematiche di carattere professionale e/o personale.
Chi può fare richiesta
Possono essere diverse le situazioni di vita, le difficoltà, i problemi, i disturbi (o i sintomi) in grado di motivare la richiesta di una consulenza psicologica. Solitamente è nei momenti di crisi che si è sufficientemente disposti a cogliere l’opportunità per un cambiamento. In alcuni casi la richiesta di sostegno psicologico è motivata da un problema che limita la persona nelle sue possibilità di scelta, altre volte, è legata allo sviluppo e alla crescita personale, o ancora è dovuta a situazioni che irrompono all’improvviso e destabilizzano gli equilibri psicologici di chi le subisce.
Chiunque si trovi in una situazione di difficoltà può chiedere l’intervento psicologico
Dove andare
La richiesta deve essere fatta all’Assistente Sociale, la quale dopo un primo colloqui e valutata la necessità di un supporto psicologico, attiva il servizio organizzando il primo contatto con la psicologa. Trattandosi di un intervento gratuito viene data priorità a situazioni familiari con figli minori, persone sole, situazioni già in carico al servizio sociale.
Tempi di risposta
Entro 10 giorni dal primo contatto con l’Assistente Sociale
Quando fare la richiesta
La richiesta può essere fatta in qualsiasi momento dell’ anno.
Consultorio Familiare
Ufficio Competente: SERVIZI SOCIALI
Descrizione
Il Consultorio Familiare è un servizio di base a sostegno di una politica sociale per la famiglia, per la coppia e per la donna.
Il Consultorio svolge attività programmate ed eroga prestazioni con modalità multidisciplinare attraverso una propria èquipe, per riuscire a rispondere alle richieste dirette della popolazione per problematiche relative a:
· maternità
· infertilità e sterilità
· contraccezione e sfera sessuale
· menopausa
· relazioni di coppia
· relazioni genitoriali
· infanzia e adolescenza
· difficoltà dei giovani e di adulti a seguito di eventi critici della vita.
Nei consultori familiari lavorano in modo integrato ginecologi, ostetriche, assistenti sanitarie, infermiere professionali, psicologi e assistenti sociali.
In quanto servizio fortemente orientato alla prevenzione e all'informazione, il Consultorio Familiare garantisce attività di educazione alla salute. Nello specifico le funzioni di promozione, prevenzione ed educazione alla salute riguardano programmi di educazione all'affettività e sessualità , di formazione dei giovani al ruolo di futuri genitori, di formazione e informazione sulla procreazione responsabile e sono svolti all'interno di un programma concordato con l'ASL.
Contributi economici
Ufficio Competente: SERVIZI SOCIALI
Descrizione
E' l'aiuto offerto dal Comune alle famiglie e ai singoli cittadini che dispongono di entrate economiche proprie non sufficienti per garantire in modo autonomo il soddisfacimento di necessità quotidiane della vita, il contributo interviene a supporto del raggiungimento dei livelli minimi di sussistenza.
Sono previste diverse tipologie di contributi, sia rispetto all’importo riconosciuto ed erogato, sia rispetto alla periodicità, in alcuni casi il contributo è una-tantum.
La Giunta Comunale analizza l’istruttoria presentata dall’Assessore ai Servizi Sociali e redatta dall’Assistente Sociale nella quale viene indicata la proposta tecnica come risposta al bisogno.
L’istruttoria viene fatta sulla base della raccolta di una serie di informazioni necessarie per stabilire la condizione socio-economica del richiedente e per poter valutare altri interventi, oltre a quello di natura prettamente economica, che può essere inteso come prioritario ed urgente, ma non esclusivo.
Chi può fare la richiesta
Possono richiedere l'assistenza economica i cittadini, italiani e stranieri, residenti nel Comune, che non dispongono di entrate sufficienti a garantire dignitose condizioni di vita
Dove andare
All’ufficio servizi sociali, fissando telefonicamente un colloquio con l’Assistente Sociale.
Cosa presentare
Durante il primo colloqui con l'assistente sociale, viene richiesta la presentazione di una domanda scritta, su modulistica in dotazione dall’ufficio (la stessa sarà protocollata quando completa), e viene visionata la documentazione necessaria ad accertare la condizione di necessità del richiedente. Già nel primo colloqui si invita l’utente a presentarsi con la necessaria documentazione, che potrà essere integrata se l’Assistente Sociale lo riterrà opportuno per riuscire a rendere più evidente le condizioni di bisogno e le eventuali cause.
Tempi di risposta
Dal momento della presentazione (fa fede la data del protocollo) della richiesta scritta il servizio da risposta entro 30 giorni; in caso di risposta positiva l'erogazione del contributo avviene entro un massimo di 30 giorni
Cosa fare
Per richiedere un contributo economico è necessario fissare telefonicamente un colloquio con l'assistente sociale.
Quando fare la richiesta
Il colloquio con l'assistente sociale può essere fissato in qualsiasi momento dell'anno
Note
In alcuni casi particolari la quietanza del contributo viene fatta a nome dell’Assistente Sociale, ciò per garantire che il contributo venga utilizzato per fronteggiare la spesa dichiarata (pagamento di fatture utenze scadute e per le quali è stata richiesta la rateizzazione da parte dell’Ente, canone di locazione, etc.) oppure può essere fatta a favore del creditore
Case d'accoglienza per madri e minori
Casa di accoglienza per donne in difficoltà e loro figli minori
Obiettivi:
·Potenziare la struttura di accoglienza, con apposita figura di supporto, che ospiti, per brevi periodi, donne e madri in situazioni di parziale e transitoria difficoltà ma in condizioni di potersi autogestire nella quotidianità;
·Offrire alla donna un luogo ed un tempo nei quali riflettere sulla situazione e sui vissuti, proponendole, una rete di supporto per sé e per i figli attraverso i vari servizi del territorio;
·Offrire ospitalità, nei casi di situazioni emergenziali e di disagio meno acuto, a donne e madri, a ragazze ed adolescenti abbisognevoli di una risposta immediata ed eventualmente anche attraverso il temporaneo utilizzo della comunità educativa di tipo familiare ;
·Nei casi di violenza, abuso e grave conflitto familiare si provvederà ad indirizzare le donne e le madri in difficoltà presso idonee strutture anche extra-Ambito.
Tipologia di utenza, numero e stima del bacino di utenza
L'intervento/servizio è riferito a donne e madri, a ragazze ed adolescenti che versano in situazioni di particolare difficoltà.
L'accesso avverrà tramite un servizio filtro a cura dei Servizi di Segretariato Sociale ed Antenne Sociali, che assolveranno anche funzioni di eventuale presa in carico, nonché di orientamento e accompagnamento.
Principali attività previste
- Accoglienza ed ospitalità;
- Orientamento;
- Offerta consulenza mediazione familiare, legale e psicologica;
- Collegamento con il Centro di prevenzione e trattamento per il maltrattamento e abuso;
- Accompagnamento nel percorso di reinserimento lavorativo;
- Attivazione della rete dei servizi per il coinvolgimento dei vari attori interessati;
- Programmazione di un percorso educativo per i piccoli ospiti.
Il servizio sarà disciplinato da apposito regolamento.
(fonte:notizie web)
I miei articoli su Pm!!
Mamme-bambine:problemi,dif ficolta' e consigli pratici
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La ricerca della cicogna e la scoperta di una gravidanza e quindi dell'immediata maternita',rappresen tano uno dei momenti e periodi piu' gioiosi e felici nella vita di una donna,la maternita',con la nascita di un figlio,frutto dell'amore nato dall'unione con il proprio compagno spesso portano la donna alla massima realizzazione della propria femminilita' e felicita',facendola dedicare a 360° al bebe' e alla famiglia.
Ma cosa succede quando a trovarsi in questa situazione è una ragazzina senza basi,senza punti fermi,senza un compagno ne tantomeno una stabilita' economica?Cosa significa aspettare un figlio a 16/17 anni,le difficolta' che si incontrano,le strade che si possono percorrere,gli aiuti che si possono chiedere,per vivere una gravidanza serena consapevoli della nuova vita che cresce in noi.
A 16 anni è possibile che la
consapevolezza del proprio corpo sia ancora precaria e l’ancoraggio alla realtà appare spesso
sostituito dal desiderio di permanere nelle proprie fantasie. La voglia di sentirsi ancora bambini, il
desiderio di diventare grandi, vedere astrattamente il mondo con gli occhi di un bimbo ma riuscire
allo stesso tempo a poterlo vivere da grandi sono tutti elementi che contraddistinguono i vissuti
relativi a questa età. L’adolescenza è così un periodo di forti contraddizioni, di crisi, di amicizie
intense e di primi amori che si alternano a momenti di solitudine in cui gli interrogativi su se stessi e
sul proprio futuro sono predominanti; è quella che si può definire la fase più bella e tra le più
complesse della vita.
Avere un bimbo a 16 anni non è facile, la ragazza si trova ad accudire un bambino mentre è ancora
impegnata ad elaborare la sua stessa dipendenza e i cambiamenti in diverse aree di sviluppo.
La teoria dei compiti di sviluppo di Coleman (1950), afferma che in diversi momenti dell’età
adolescenziale ogni individuo affronta i “compiti”; il completamento del processo di
separazione/individuazione (Blos 1979), in cui gli adolescenti hanno come compito principale
quello di distaccarsi dagli oggetti primari internalizzanti (legami con i genitori) per investire oggetti
esterni ed extrafamiliari, procede contemporaneamente con la riorganizzazione del corpo e con la
costruzione di nuovi legami affettivi e sociali. La risoluzione e la buona riuscita di tali “compiti di sviluppo” danno un senso di soddisfazione e autorealizzazione, al contrario del fallimento che si
associa all’insoddisfazion e, alla disapprovazione sociale e alla difficoltà nell’affrontare i compiti
che si presenteranno in seguito (Erikson 1950). L’adolescenza può essere considerata come una
somma di micro crisi che deve essere risolta positivamente in modo che il soggetto possa sentirsi
soddisfatto della propria vita. Nel momento in cui l’adolescente si trova ad accudire anche un
bambino, si verifica una sovrapposizione dei compiti di sviluppo distinti, dove il soggetto dovrà
prendersi cura di se stesso e del proprio bimbo. Partendo da queste premesse, la tesi discute la
specificità dell’esperienza della gravidanza in adolescenza , la diffusione del fenomeno, i vissuti
psicologici, e, attraverso l’esame di alcuni articoli di ricerca, i fattori di rischio e di protezione
associati.
I fattori di rischio sono diversi e includono la sospensione degli studi, la condizione di genitore
singolo, la mancanza di supporto sociale, problemi di interiorizzazione ed esteriorizzazione. Gli
adolescenti che hanno relazioni sessuali precoci sono quelli che presentano un tasso più elevato di
abbandono degli studi. La genitorialità, come accennato precedentemente, è un compito difficile
soprattutto perché gli accresciuti bisogni del bambino, che progrediscono con la sua crescita,
tendono a mettere in difficoltà le giovani madri. Si rilevano inoltre delle condizioni di rischio anche
per i bambini, esposti a cure discontinue e non sufficientemente adatte a sopperire ai bisogni sia
fisici che psicologici. A questo proposito, in un articolo pubblicato nel 2005 “fertilità e
fecondazione” (Manna 2005) si sono osservate le interazioni precoci tra madre e figlio e identificate
alcune caratteristiche specifiche del comportamento della madre come: ridotta espressività,
attribuzione di interazioni negative col bambino e tendenza ad avere un rapporto “tutto o niente”,
laddove cioè, si osserva una totale distanza o alternativamente, un morboso attaccamento al
bambino da parte della madre, la quale rischia di creare un rapporto intrusivo che rende difficile
l’espressione e l’identificazione dei bisogni del bambino. Per quanto la genitorialità adolescenziale
sia considerata come un cammino lungo e difficile, nel quale si può rischiare di “inciampare”,
esistono anche dei modelli di prevenzione che riguardano l’intervento immediato sugli archetipi di
attaccamento della madre, la presenza e il sostegno sia dei familiari che del proprio partner a
supporto della giovane gravida o puerpera.
Dopo una breve introduzione sull’incidenza del fenomeno in Italia con riferimento alle
similitudini e alle differenze nei diversi Paesi, la tesi esamina le caratteristiche generali dei vissuti
psicologici associati alla gravidanza in adolescenza. In seguito, il lavoro presenta e discute quattro
articoli estratti da riviste internazionali ognuno dei quali esamina scientificamente aspetti collegati
all’esperienza della gravidanza in adolescenza. Secondo lo studio di Erum Nadeem e coll , la
possibilità che la madre adolescente continui a vivere con la propria madre, è associata ad un esito positivo in termini di più elevata autostima; effetto attribuibile ad un aumento di sicurezza, cosa che
non riesce ad avere se affronta da sola le difficoltà.
Non meno importante è il ruolo dei padri, che rappresenta nella vita del bambino un significativo
punto di riferimento se consente di instaurare una relazione connotata da calore e supporto.
( K.S. Howard e coll.)
Il più delle volte considerare l’adolescenza precoce come uno svantaggio risulta abbastanza facile
ma Willbald e coll (cap 3) discutono come la gravidanza precoce in adolescenza possa non risultare
necessariamente negativa soprattutto quando viene offerto alle giovani madri la possibilità di fruire
di un ampio supporto sociale, fattore che si associa alla possibilità di ottenere un livello di
istruzione alto e un miglioramento di vita in termini sociali, familiari e lavorativi. Lo studio
conferma tuttavia che esiste uno scarto tra ciò che le madri adolescenti realizzano e ciò che
avrebbero potuto ottenere sia a livello di emancipazione personale che professionale, se avessero
posticipato il parto durante gli anni della maturità.
Anche lo studio di Karin Singer , scandaglia le relazioni tra identità etnica, problemi
comportamentali, autostima e supporto sociale sostenendo che il supporto sociale può servire come
fattore protettivo per l’autostima. Le madri che non ricevono supporto, possono presentare disturbi
clinici sia a livello esteriorizzato (cioè, comportamentale) che a livello interiorizzato (cioè, a livello
di sintomi psicopatologici come ansia e depressione); corrispondentemente, la mancanza di
supporto sociale sembra associarsi a problemi di livello cognitivo, disadattamento e difficoltà di
apprendimento nei bambini. Ciò che non avviene, invece, ai bambini e alle madri che hanno
usufruito di un migliore supporto.
VISSUTI PSICOLOGICI E FATTORI DI RISCHIO PSICOSOCIALE
ASSOCIATI ALLA GRAVIDANZA IN ADOLESCENZA.
La gravidanza in adolescenza può accompagnarsi a vissuti di confusione e ambivalenza, legati alla
non coincidenza tra maturità fisiologica e maturità psicologica. Per una ragazza è difficile rendersi
effettivamente conto di quello che le sta accadendo, potrebbe inconsciamente rifiutare la
gravidanza, minimizzando i sintomi sperando che non sia come crede, ritardando il momento della
diagnosi, un turbine di emozioni e sensazioni spiacevoli, si appropriano della ragazza. Di colpo la
futura mamma si sente proiettata nel mondo degli adulti, con problemi che fino a quel momento non
l’avevano mai toccata direttamente. Non di rado, le ragazze adolescenti possono attuare
comportamenti che sanno essere dannosi sia per la loro salute sia per quella del bambino, nella
speranza di ottenere un’interruzione di gravidanza spontanea.
L’adolescenza in se per se, porta ad una serie di cambiamenti considerati più o meno gravi, ma una
cosa è certa; la nascita di un bambino porta a trasformazioni drastiche che influiscono in maniera
profonda, non solo sugli adolescenti stessi ma anche sui loro familiari. La giovane madre viene
travolta da un turbine di domande: “Cosa posso fare? Come lo dico ai miei genitori? Il mio ragazzo
accetterà mio figlio? Devo abortire? Devo continuare la gravidanza?”. La ragazza può temere il
giudizio degli altri, la reazione dei genitori, quella del padre del bambino e l’esposizione
all’opinione dei suoi insegnanti e compagni di scuola. Non sempre le ragazze si sentono sostenute
dai genitori e se viene presa la decisione di portare avanti la gravidanza, il più delle volte i genitori
della ragazza tendono a sostituirsi ai propri figli nella funzione materna o paterna. La genitorialità in
adolescenza è un’impresa complessa: i giovani genitori devono responsabilizzarsi nei confronti del
neonato imparando ad accudirlo, a nutrirlo e ad amarlo. Non va dimenticato che la stessa attenzione
va data ai bisogni psicologici dei ragazzi, ma soprattutto alle madri che, dopo il parto possono
andare incontro a periodi di depressione, ansia e insicurezza.
Ai cambiamenti psicologici e fisici conseguenti alla gravidanza, si associa dunque la difficoltà a
volte di assumersi la responsabilità di crescere un bambino. La gravidanza del resto, porta con sé
una quota di ambivalenza e, se questo è vero per molte donne, lo è ancora di più per queste
adolescenti (Bruckner, Martin, Bearman 2004).
Alcuni autori hanno sottolineato che tanto più precoce è stata la prima esperienza sessuale della
madre, tanto più precoce lo sarà anche per la figlia (Thornton e Camburn 1987).
L’incidenza della struttura familiare è determinante sul comportamento dei figli; genitori single,
famiglie monoparentali o genitori divorziati dimostrano essere più permissivi rispetto ai rapporti sessuali fuori del matrimonio ( ibidem), e dunque accettano meglio l’eventualità di una gravidanza
in adolescenza. Anche se le reazioni della famiglia sono positive, si può verificare un periodo di
crisi appena dopo l’annuncio della gravidanza.
Quando ci si trova davanti a queste situazioni, i centri di cura e assistenza (come consultori)
possono aiutare le adolescenti, prepararle al loro nuovo ruolo e sostenerle sia prima che dopo la
nascita del bambino. Come dimostrato dagli studi (Fustenberg et al. 1987) un punto importante per
queste ragazze è di poter continuare gli studi (anche seguendo un corso a distanza o serale), in
quanto questo permetterebbe alla madri di garantirsi maggiori opportunità lavorative e assicurarsi
un’indipendenza economica, nonché permettere loro di investire a livello motivazionale su un
proprio progetto. La gravidanza in sé non è una controindicazione agli studi. Le reticenze da vincere
sono numerose: le scuole possono temere la reazione degli altri allievi e dei loro genitori ma allo
stesso tempo possono considerare che questa gravidanza diventi un esempio da seguire.
La letteratura degli anni 60 e 70 era pessimista per l'avvenire di queste giovani madri e dei loro
bambini, le apparenze non erano favorevoli e le difficoltà erano numerose ma, studi più recenti
risalenti agli anni 90 hanno potuto mostrare che, per molti, l'evoluzione era tuttavia favorevole.
Alcuni fattori sembrano influenzare questo pronostico positivo, come un buon livello scolastico e la
continuità degli studi dopo la nascita, un buon controllo della fecondità in seguito, il fatto di non
essere isolate socialmente e di beneficiare di un buon sostegno. Ecco perché è molto importante
seguire questi adolescenti durante la gravidanza sia nel momento del parto che durante i primi mesi
con il bimbo.
L'aborto e la legge: ammissibilità
L'ammissibilità morale dell'aborto, o interruzione volontaria di gravidanza (IVG) è soggetta in gran parte alle convinzioni etiche, agli orientamenti religiosi, all'idea che una certa cultura abbia di concetti quali l'anima, la vita, eccetera.
A partire dagli ultimi decenni del XX secolo, l'IVG è una pratica autorizzata per legge in buona parte del mondo, soprattutto in quello occidentale, a discrezione della donna nei primi mesi della gestazione.
Le motivazioni oggi ammesse sono diverse. In primo luogo i casi di salute della madre, di gravi malformazioni del feto, di violenza carnale subita. Queste motivazioni sono ammesse anche nei paesi a dominanza maschile e di stampo conservatore, come l'Iran.
In numerose nazioni si tiene tuttavia conto anche di istanze psicologiche e di sociali, garantendo alla madre la possibilità di ottenere l'IVG in sicurezza ricorrendo a strutture mediche competenti.
Le motivazioni ammesse sono, oltre a quelle qui sopra, il solo giudizio della donna sulla propria impossibilità di diventare madre ad esempio per giovane età, per rapporti preesistenti al difuori dei quali è stato concepito il bambino, per timore delle reazioni del proprio nucleo famigliare (o della società in genere) nei confronti di una gravidanza avvenuta fuori da quanto si percepisca come lecito. [U]In diversi paesi, tra cui l'Italia, l'aborto è garantito anche alle minorenni, cui, in assenza dei genitori, viene affiancato un tutore del tribunale minorile.[/U
]
Possibilita' di ricevere aiuti concreti,a chi rivolgersi e come.
Servizio di consulenza psicologica o sostegno psicologico
Ufficio Competente: SERVIZI SOCIALI
Descrizione
Il sostegno psicologico individuale o familiare si rivolge a tutte quelle persone che vivono situazioni di disagio (ansia, depressione, stress, attacchi di panico, fobie, dipendenza da alcol, lutti, separazioni, difficoltà relazionali) e che devono affrontare una sofferenza psicologica la cui fonte viene identificata in contesti e relazioni esterne (il lavoro, la famiglia, gli amici) che incidono, più o meno gravemente, sul benessere fisico e psicologico. Attraverso i colloqui di sostegno psicologico è possibile analizzare il problema che la persona si trova ad affrontare, definire gli obiettivi perseguibili e progettare l’intervento psicologico più appropriato attraverso un lavoro intensivo e mirato. Il sostegno psicologico costituisce un supporto fondamentale nelle situazioni di disagio emotivo ed esistenziale legato a momenti critici della vita ed è inoltre un utile strumento di cura in condizioni di carenza affettiva e relazionale, in quanto consente lo strutturarsi di nuove modalità relazionali.
Gli incontri offrono, quindi, un’occasione per iniziare a prendersi cura di sé, per sciogliere i nodi che imbrigliano le proprie potenzialità ed il proprio benessere per favorire il recupero delle risorse personali. L’intervento mira a promuovere lo sviluppo, l’autonomia e la valorizzazione delle risorse personali, facilitare le capacità decisionali della persona per sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio agire nell’affrontare problematiche di carattere professionale e/o personale.
Chi può fare richiesta
Possono essere diverse le situazioni di vita, le difficoltà, i problemi, i disturbi (o i sintomi) in grado di motivare la richiesta di una consulenza psicologica. Solitamente è nei momenti di crisi che si è sufficientemente disposti a cogliere l’opportunità per un cambiamento. In alcuni casi la richiesta di sostegno psicologico è motivata da un problema che limita la persona nelle sue possibilità di scelta, altre volte, è legata allo sviluppo e alla crescita personale, o ancora è dovuta a situazioni che irrompono all’improvviso e destabilizzano gli equilibri psicologici di chi le subisce.
Chiunque si trovi in una situazione di difficoltà può chiedere l’intervento psicologico
Dove andare
La richiesta deve essere fatta all’Assistente Sociale, la quale dopo un primo colloqui e valutata la necessità di un supporto psicologico, attiva il servizio organizzando il primo contatto con la psicologa. Trattandosi di un intervento gratuito viene data priorità a situazioni familiari con figli minori, persone sole, situazioni già in carico al servizio sociale.
Tempi di risposta
Entro 10 giorni dal primo contatto con l’Assistente Sociale
Quando fare la richiesta
La richiesta può essere fatta in qualsiasi momento dell’ anno.
Consultorio Familiare
Ufficio Competente: SERVIZI SOCIALI
Descrizione
Il Consultorio Familiare è un servizio di base a sostegno di una politica sociale per la famiglia, per la coppia e per la donna.
Il Consultorio svolge attività programmate ed eroga prestazioni con modalità multidisciplinare attraverso una propria èquipe, per riuscire a rispondere alle richieste dirette della popolazione per problematiche relative a:
· maternità
· infertilità e sterilità
· contraccezione e sfera sessuale
· menopausa
· relazioni di coppia
· relazioni genitoriali
· infanzia e adolescenza
· difficoltà dei giovani e di adulti a seguito di eventi critici della vita.
Nei consultori familiari lavorano in modo integrato ginecologi, ostetriche, assistenti sanitarie, infermiere professionali, psicologi e assistenti sociali.
In quanto servizio fortemente orientato alla prevenzione e all'informazione, il Consultorio Familiare garantisce attività di educazione alla salute. Nello specifico le funzioni di promozione, prevenzione ed educazione alla salute riguardano programmi di educazione all'affettività e sessualità , di formazione dei giovani al ruolo di futuri genitori, di formazione e informazione sulla procreazione responsabile e sono svolti all'interno di un programma concordato con l'ASL.
Contributi economici
Ufficio Competente: SERVIZI SOCIALI
Descrizione
E' l'aiuto offerto dal Comune alle famiglie e ai singoli cittadini che dispongono di entrate economiche proprie non sufficienti per garantire in modo autonomo il soddisfacimento di necessità quotidiane della vita, il contributo interviene a supporto del raggiungimento dei livelli minimi di sussistenza.
Sono previste diverse tipologie di contributi, sia rispetto all’importo riconosciuto ed erogato, sia rispetto alla periodicità, in alcuni casi il contributo è una-tantum.
La Giunta Comunale analizza l’istruttoria presentata dall’Assessore ai Servizi Sociali e redatta dall’Assistente Sociale nella quale viene indicata la proposta tecnica come risposta al bisogno.
L’istruttoria viene fatta sulla base della raccolta di una serie di informazioni necessarie per stabilire la condizione socio-economica del richiedente e per poter valutare altri interventi, oltre a quello di natura prettamente economica, che può essere inteso come prioritario ed urgente, ma non esclusivo.
Chi può fare la richiesta
Possono richiedere l'assistenza economica i cittadini, italiani e stranieri, residenti nel Comune, che non dispongono di entrate sufficienti a garantire dignitose condizioni di vita
Dove andare
All’ufficio servizi sociali, fissando telefonicamente un colloquio con l’Assistente Sociale.
Cosa presentare
Durante il primo colloqui con l'assistente sociale, viene richiesta la presentazione di una domanda scritta, su modulistica in dotazione dall’ufficio (la stessa sarà protocollata quando completa), e viene visionata la documentazione necessaria ad accertare la condizione di necessità del richiedente. Già nel primo colloqui si invita l’utente a presentarsi con la necessaria documentazione, che potrà essere integrata se l’Assistente Sociale lo riterrà opportuno per riuscire a rendere più evidente le condizioni di bisogno e le eventuali cause.
Tempi di risposta
Dal momento della presentazione (fa fede la data del protocollo) della richiesta scritta il servizio da risposta entro 30 giorni; in caso di risposta positiva l'erogazione del contributo avviene entro un massimo di 30 giorni
Cosa fare
Per richiedere un contributo economico è necessario fissare telefonicamente un colloquio con l'assistente sociale.
Quando fare la richiesta
Il colloquio con l'assistente sociale può essere fissato in qualsiasi momento dell'anno
Note
In alcuni casi particolari la quietanza del contributo viene fatta a nome dell’Assistente Sociale, ciò per garantire che il contributo venga utilizzato per fronteggiare la spesa dichiarata (pagamento di fatture utenze scadute e per le quali è stata richiesta la rateizzazione da parte dell’Ente, canone di locazione, etc.) oppure può essere fatta a favore del creditore
Case d'accoglienza per madri e minori
Casa di accoglienza per donne in difficoltà e loro figli minori
Obiettivi:
·Potenziare la struttura di accoglienza, con apposita figura di supporto, che ospiti, per brevi periodi, donne e madri in situazioni di parziale e transitoria difficoltà ma in condizioni di potersi autogestire nella quotidianità;
·Offrire alla donna un luogo ed un tempo nei quali riflettere sulla situazione e sui vissuti, proponendole, una rete di supporto per sé e per i figli attraverso i vari servizi del territorio;
·Offrire ospitalità, nei casi di situazioni emergenziali e di disagio meno acuto, a donne e madri, a ragazze ed adolescenti abbisognevoli di una risposta immediata ed eventualmente anche attraverso il temporaneo utilizzo della comunità educativa di tipo familiare ;
·Nei casi di violenza, abuso e grave conflitto familiare si provvederà ad indirizzare le donne e le madri in difficoltà presso idonee strutture anche extra-Ambito.
Tipologia di utenza, numero e stima del bacino di utenza
L'intervento/servizio è riferito a donne e madri, a ragazze ed adolescenti che versano in situazioni di particolare difficoltà.
L'accesso avverrà tramite un servizio filtro a cura dei Servizi di Segretariato Sociale ed Antenne Sociali, che assolveranno anche funzioni di eventuale presa in carico, nonché di orientamento e accompagnamento.
Principali attività previste
- Accoglienza ed ospitalità;
- Orientamento;
- Offerta consulenza mediazione familiare, legale e psicologica;
- Collegamento con il Centro di prevenzione e trattamento per il maltrattamento e abuso;
- Accompagnamento nel percorso di reinserimento lavorativo;
- Attivazione della rete dei servizi per il coinvolgimento dei vari attori interessati;
- Programmazione di un percorso educativo per i piccoli ospiti.
Il servizio sarà disciplinato da apposito regolamento.
(fonte:notizie web)
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La ricerca della cicogna e la scoperta di una gravidanza e quindi dell'immediata maternita',rappresen tano uno dei momenti e periodi piu' gioiosi e felici nella vita di una donna,la maternita',con la nascita di un figlio,frutto dell'amore nato dall'unione con il proprio compagno spesso portano la donna alla massima realizzazione della propria femminilita' e felicita',facendola dedicare a 360° al bebe' e alla famiglia.
Ma cosa succede quando a trovarsi in questa situazione è una ragazzina senza basi,senza punti fermi,senza un compagno ne tantomeno una stabilita' economica?Cosa significa aspettare un figlio a 16/17 anni,le difficolta' che si incontrano,le strade che si possono percorrere,gli aiuti che si possono chiedere,per vivere una gravidanza serena consapevoli della nuova vita che cresce in noi.
A 16 anni è possibile che la
consapevolezza del proprio corpo sia ancora precaria e l’ancoraggio alla realtà appare spesso
sostituito dal desiderio di permanere nelle proprie fantasie. La voglia di sentirsi ancora bambini, il
desiderio di diventare grandi, vedere astrattamente il mondo con gli occhi di un bimbo ma riuscire
allo stesso tempo a poterlo vivere da grandi sono tutti elementi che contraddistinguono i vissuti
relativi a questa età. L’adolescenza è così un periodo di forti contraddizioni, di crisi, di amicizie
intense e di primi amori che si alternano a momenti di solitudine in cui gli interrogativi su se stessi e
sul proprio futuro sono predominanti; è quella che si può definire la fase più bella e tra le più
complesse della vita.
Avere un bimbo a 16 anni non è facile, la ragazza si trova ad accudire un bambino mentre è ancora
impegnata ad elaborare la sua stessa dipendenza e i cambiamenti in diverse aree di sviluppo.
La teoria dei compiti di sviluppo di Coleman (1950), afferma che in diversi momenti dell’età
adolescenziale ogni individuo affronta i “compiti”; il completamento del processo di
separazione/individuazione (Blos 1979), in cui gli adolescenti hanno come compito principale
quello di distaccarsi dagli oggetti primari internalizzanti (legami con i genitori) per investire oggetti
esterni ed extrafamiliari, procede contemporaneamente con la riorganizzazione del corpo e con la
costruzione di nuovi legami affettivi e sociali. La risoluzione e la buona riuscita di tali “compiti di sviluppo” danno un senso di soddisfazione e autorealizzazione, al contrario del fallimento che si
associa all’insoddisfazion e, alla disapprovazione sociale e alla difficoltà nell’affrontare i compiti
che si presenteranno in seguito (Erikson 1950). L’adolescenza può essere considerata come una
somma di micro crisi che deve essere risolta positivamente in modo che il soggetto possa sentirsi
soddisfatto della propria vita. Nel momento in cui l’adolescente si trova ad accudire anche un
bambino, si verifica una sovrapposizione dei compiti di sviluppo distinti, dove il soggetto dovrà
prendersi cura di se stesso e del proprio bimbo. Partendo da queste premesse, la tesi discute la
specificità dell’esperienza della gravidanza in adolescenza , la diffusione del fenomeno, i vissuti
psicologici, e, attraverso l’esame di alcuni articoli di ricerca, i fattori di rischio e di protezione
associati.
I fattori di rischio sono diversi e includono la sospensione degli studi, la condizione di genitore
singolo, la mancanza di supporto sociale, problemi di interiorizzazione ed esteriorizzazione. Gli
adolescenti che hanno relazioni sessuali precoci sono quelli che presentano un tasso più elevato di
abbandono degli studi. La genitorialità, come accennato precedentemente, è un compito difficile
soprattutto perché gli accresciuti bisogni del bambino, che progrediscono con la sua crescita,
tendono a mettere in difficoltà le giovani madri. Si rilevano inoltre delle condizioni di rischio anche
per i bambini, esposti a cure discontinue e non sufficientemente adatte a sopperire ai bisogni sia
fisici che psicologici. A questo proposito, in un articolo pubblicato nel 2005 “fertilità e
fecondazione” (Manna 2005) si sono osservate le interazioni precoci tra madre e figlio e identificate
alcune caratteristiche specifiche del comportamento della madre come: ridotta espressività,
attribuzione di interazioni negative col bambino e tendenza ad avere un rapporto “tutto o niente”,
laddove cioè, si osserva una totale distanza o alternativamente, un morboso attaccamento al
bambino da parte della madre, la quale rischia di creare un rapporto intrusivo che rende difficile
l’espressione e l’identificazione dei bisogni del bambino. Per quanto la genitorialità adolescenziale
sia considerata come un cammino lungo e difficile, nel quale si può rischiare di “inciampare”,
esistono anche dei modelli di prevenzione che riguardano l’intervento immediato sugli archetipi di
attaccamento della madre, la presenza e il sostegno sia dei familiari che del proprio partner a
supporto della giovane gravida o puerpera.
Dopo una breve introduzione sull’incidenza del fenomeno in Italia con riferimento alle
similitudini e alle differenze nei diversi Paesi, la tesi esamina le caratteristiche generali dei vissuti
psicologici associati alla gravidanza in adolescenza. In seguito, il lavoro presenta e discute quattro
articoli estratti da riviste internazionali ognuno dei quali esamina scientificamente aspetti collegati
all’esperienza della gravidanza in adolescenza. Secondo lo studio di Erum Nadeem e coll , la
possibilità che la madre adolescente continui a vivere con la propria madre, è associata ad un esito positivo in termini di più elevata autostima; effetto attribuibile ad un aumento di sicurezza, cosa che
non riesce ad avere se affronta da sola le difficoltà.
Non meno importante è il ruolo dei padri, che rappresenta nella vita del bambino un significativo
punto di riferimento se consente di instaurare una relazione connotata da calore e supporto.
( K.S. Howard e coll.)
Il più delle volte considerare l’adolescenza precoce come uno svantaggio risulta abbastanza facile
ma Willbald e coll (cap 3) discutono come la gravidanza precoce in adolescenza possa non risultare
necessariamente negativa soprattutto quando viene offerto alle giovani madri la possibilità di fruire
di un ampio supporto sociale, fattore che si associa alla possibilità di ottenere un livello di
istruzione alto e un miglioramento di vita in termini sociali, familiari e lavorativi. Lo studio
conferma tuttavia che esiste uno scarto tra ciò che le madri adolescenti realizzano e ciò che
avrebbero potuto ottenere sia a livello di emancipazione personale che professionale, se avessero
posticipato il parto durante gli anni della maturità.
Anche lo studio di Karin Singer , scandaglia le relazioni tra identità etnica, problemi
comportamentali, autostima e supporto sociale sostenendo che il supporto sociale può servire come
fattore protettivo per l’autostima. Le madri che non ricevono supporto, possono presentare disturbi
clinici sia a livello esteriorizzato (cioè, comportamentale) che a livello interiorizzato (cioè, a livello
di sintomi psicopatologici come ansia e depressione); corrispondentemente, la mancanza di
supporto sociale sembra associarsi a problemi di livello cognitivo, disadattamento e difficoltà di
apprendimento nei bambini. Ciò che non avviene, invece, ai bambini e alle madri che hanno
usufruito di un migliore supporto.
VISSUTI PSICOLOGICI E FATTORI DI RISCHIO PSICOSOCIALE
ASSOCIATI ALLA GRAVIDANZA IN ADOLESCENZA.
La gravidanza in adolescenza può accompagnarsi a vissuti di confusione e ambivalenza, legati alla
non coincidenza tra maturità fisiologica e maturità psicologica. Per una ragazza è difficile rendersi
effettivamente conto di quello che le sta accadendo, potrebbe inconsciamente rifiutare la
gravidanza, minimizzando i sintomi sperando che non sia come crede, ritardando il momento della
diagnosi, un turbine di emozioni e sensazioni spiacevoli, si appropriano della ragazza. Di colpo la
futura mamma si sente proiettata nel mondo degli adulti, con problemi che fino a quel momento non
l’avevano mai toccata direttamente. Non di rado, le ragazze adolescenti possono attuare
comportamenti che sanno essere dannosi sia per la loro salute sia per quella del bambino, nella
speranza di ottenere un’interruzione di gravidanza spontanea.
L’adolescenza in se per se, porta ad una serie di cambiamenti considerati più o meno gravi, ma una
cosa è certa; la nascita di un bambino porta a trasformazioni drastiche che influiscono in maniera
profonda, non solo sugli adolescenti stessi ma anche sui loro familiari. La giovane madre viene
travolta da un turbine di domande: “Cosa posso fare? Come lo dico ai miei genitori? Il mio ragazzo
accetterà mio figlio? Devo abortire? Devo continuare la gravidanza?”. La ragazza può temere il
giudizio degli altri, la reazione dei genitori, quella del padre del bambino e l’esposizione
all’opinione dei suoi insegnanti e compagni di scuola. Non sempre le ragazze si sentono sostenute
dai genitori e se viene presa la decisione di portare avanti la gravidanza, il più delle volte i genitori
della ragazza tendono a sostituirsi ai propri figli nella funzione materna o paterna. La genitorialità in
adolescenza è un’impresa complessa: i giovani genitori devono responsabilizzarsi nei confronti del
neonato imparando ad accudirlo, a nutrirlo e ad amarlo. Non va dimenticato che la stessa attenzione
va data ai bisogni psicologici dei ragazzi, ma soprattutto alle madri che, dopo il parto possono
andare incontro a periodi di depressione, ansia e insicurezza.
Ai cambiamenti psicologici e fisici conseguenti alla gravidanza, si associa dunque la difficoltà a
volte di assumersi la responsabilità di crescere un bambino. La gravidanza del resto, porta con sé
una quota di ambivalenza e, se questo è vero per molte donne, lo è ancora di più per queste
adolescenti (Bruckner, Martin, Bearman 2004).
Alcuni autori hanno sottolineato che tanto più precoce è stata la prima esperienza sessuale della
madre, tanto più precoce lo sarà anche per la figlia (Thornton e Camburn 1987).
L’incidenza della struttura familiare è determinante sul comportamento dei figli; genitori single,
famiglie monoparentali o genitori divorziati dimostrano essere più permissivi rispetto ai rapporti sessuali fuori del matrimonio ( ibidem), e dunque accettano meglio l’eventualità di una gravidanza
in adolescenza. Anche se le reazioni della famiglia sono positive, si può verificare un periodo di
crisi appena dopo l’annuncio della gravidanza.
Quando ci si trova davanti a queste situazioni, i centri di cura e assistenza (come consultori)
possono aiutare le adolescenti, prepararle al loro nuovo ruolo e sostenerle sia prima che dopo la
nascita del bambino. Come dimostrato dagli studi (Fustenberg et al. 1987) un punto importante per
queste ragazze è di poter continuare gli studi (anche seguendo un corso a distanza o serale), in
quanto questo permetterebbe alla madri di garantirsi maggiori opportunità lavorative e assicurarsi
un’indipendenza economica, nonché permettere loro di investire a livello motivazionale su un
proprio progetto. La gravidanza in sé non è una controindicazione agli studi. Le reticenze da vincere
sono numerose: le scuole possono temere la reazione degli altri allievi e dei loro genitori ma allo
stesso tempo possono considerare che questa gravidanza diventi un esempio da seguire.
La letteratura degli anni 60 e 70 era pessimista per l'avvenire di queste giovani madri e dei loro
bambini, le apparenze non erano favorevoli e le difficoltà erano numerose ma, studi più recenti
risalenti agli anni 90 hanno potuto mostrare che, per molti, l'evoluzione era tuttavia favorevole.
Alcuni fattori sembrano influenzare questo pronostico positivo, come un buon livello scolastico e la
continuità degli studi dopo la nascita, un buon controllo della fecondità in seguito, il fatto di non
essere isolate socialmente e di beneficiare di un buon sostegno. Ecco perché è molto importante
seguire questi adolescenti durante la gravidanza sia nel momento del parto che durante i primi mesi
con il bimbo.
L'aborto e la legge: ammissibilità
L'ammissibilità morale dell'aborto, o interruzione volontaria di gravidanza (IVG) è soggetta in gran parte alle convinzioni etiche, agli orientamenti religiosi, all'idea che una certa cultura abbia di concetti quali l'anima, la vita, eccetera.
A partire dagli ultimi decenni del XX secolo, l'IVG è una pratica autorizzata per legge in buona parte del mondo, soprattutto in quello occidentale, a discrezione della donna nei primi mesi della gestazione.
Le motivazioni oggi ammesse sono diverse. In primo luogo i casi di salute della madre, di gravi malformazioni del feto, di violenza carnale subita. Queste motivazioni sono ammesse anche nei paesi a dominanza maschile e di stampo conservatore, come l'Iran.
In numerose nazioni si tiene tuttavia conto anche di istanze psicologiche e di sociali, garantendo alla madre la possibilità di ottenere l'IVG in sicurezza ricorrendo a strutture mediche competenti.
Le motivazioni ammesse sono, oltre a quelle qui sopra, il solo giudizio della donna sulla propria impossibilità di diventare madre ad esempio per giovane età, per rapporti preesistenti al difuori dei quali è stato concepito il bambino, per timore delle reazioni del proprio nucleo famigliare (o della società in genere) nei confronti di una gravidanza avvenuta fuori da quanto si percepisca come lecito. [U]In diversi paesi, tra cui l'Italia, l'aborto è garantito anche alle minorenni, cui, in assenza dei genitori, viene affiancato un tutore del tribunale minorile.[/U
]
Possibilita' di ricevere aiuti concreti,a chi rivolgersi e come.
Servizio di consulenza psicologica o sostegno psicologico
Ufficio Competente: SERVIZI SOCIALI
Descrizione
Il sostegno psicologico individuale o familiare si rivolge a tutte quelle persone che vivono situazioni di disagio (ansia, depressione, stress, attacchi di panico, fobie, dipendenza da alcol, lutti, separazioni, difficoltà relazionali) e che devono affrontare una sofferenza psicologica la cui fonte viene identificata in contesti e relazioni esterne (il lavoro, la famiglia, gli amici) che incidono, più o meno gravemente, sul benessere fisico e psicologico. Attraverso i colloqui di sostegno psicologico è possibile analizzare il problema che la persona si trova ad affrontare, definire gli obiettivi perseguibili e progettare l’intervento psicologico più appropriato attraverso un lavoro intensivo e mirato. Il sostegno psicologico costituisce un supporto fondamentale nelle situazioni di disagio emotivo ed esistenziale legato a momenti critici della vita ed è inoltre un utile strumento di cura in condizioni di carenza affettiva e relazionale, in quanto consente lo strutturarsi di nuove modalità relazionali.
Gli incontri offrono, quindi, un’occasione per iniziare a prendersi cura di sé, per sciogliere i nodi che imbrigliano le proprie potenzialità ed il proprio benessere per favorire il recupero delle risorse personali. L’intervento mira a promuovere lo sviluppo, l’autonomia e la valorizzazione delle risorse personali, facilitare le capacità decisionali della persona per sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio agire nell’affrontare problematiche di carattere professionale e/o personale.
Chi può fare richiesta
Possono essere diverse le situazioni di vita, le difficoltà, i problemi, i disturbi (o i sintomi) in grado di motivare la richiesta di una consulenza psicologica. Solitamente è nei momenti di crisi che si è sufficientemente disposti a cogliere l’opportunità per un cambiamento. In alcuni casi la richiesta di sostegno psicologico è motivata da un problema che limita la persona nelle sue possibilità di scelta, altre volte, è legata allo sviluppo e alla crescita personale, o ancora è dovuta a situazioni che irrompono all’improvviso e destabilizzano gli equilibri psicologici di chi le subisce.
Chiunque si trovi in una situazione di difficoltà può chiedere l’intervento psicologico
Dove andare
La richiesta deve essere fatta all’Assistente Sociale, la quale dopo un primo colloqui e valutata la necessità di un supporto psicologico, attiva il servizio organizzando il primo contatto con la psicologa. Trattandosi di un intervento gratuito viene data priorità a situazioni familiari con figli minori, persone sole, situazioni già in carico al servizio sociale.
Tempi di risposta
Entro 10 giorni dal primo contatto con l’Assistente Sociale
Quando fare la richiesta
La richiesta può essere fatta in qualsiasi momento dell’ anno.
Consultorio Familiare
Ufficio Competente: SERVIZI SOCIALI
Descrizione
Il Consultorio Familiare è un servizio di base a sostegno di una politica sociale per la famiglia, per la coppia e per la donna.
Il Consultorio svolge attività programmate ed eroga prestazioni con modalità multidisciplinare attraverso una propria èquipe, per riuscire a rispondere alle richieste dirette della popolazione per problematiche relative a:
· maternità
· infertilità e sterilità
· contraccezione e sfera sessuale
· menopausa
· relazioni di coppia
· relazioni genitoriali
· infanzia e adolescenza
· difficoltà dei giovani e di adulti a seguito di eventi critici della vita.
Nei consultori familiari lavorano in modo integrato ginecologi, ostetriche, assistenti sanitarie, infermiere professionali, psicologi e assistenti sociali.
In quanto servizio fortemente orientato alla prevenzione e all'informazione, il Consultorio Familiare garantisce attività di educazione alla salute. Nello specifico le funzioni di promozione, prevenzione ed educazione alla salute riguardano programmi di educazione all'affettività e sessualità , di formazione dei giovani al ruolo di futuri genitori, di formazione e informazione sulla procreazione responsabile e sono svolti all'interno di un programma concordato con l'ASL.
Contributi economici
Ufficio Competente: SERVIZI SOCIALI
Descrizione
E' l'aiuto offerto dal Comune alle famiglie e ai singoli cittadini che dispongono di entrate economiche proprie non sufficienti per garantire in modo autonomo il soddisfacimento di necessità quotidiane della vita, il contributo interviene a supporto del raggiungimento dei livelli minimi di sussistenza.
Sono previste diverse tipologie di contributi, sia rispetto all’importo riconosciuto ed erogato, sia rispetto alla periodicità, in alcuni casi il contributo è una-tantum.
La Giunta Comunale analizza l’istruttoria presentata dall’Assessore ai Servizi Sociali e redatta dall’Assistente Sociale nella quale viene indicata la proposta tecnica come risposta al bisogno.
L’istruttoria viene fatta sulla base della raccolta di una serie di informazioni necessarie per stabilire la condizione socio-economica del richiedente e per poter valutare altri interventi, oltre a quello di natura prettamente economica, che può essere inteso come prioritario ed urgente, ma non esclusivo.
Chi può fare la richiesta
Possono richiedere l'assistenza economica i cittadini, italiani e stranieri, residenti nel Comune, che non dispongono di entrate sufficienti a garantire dignitose condizioni di vita
Dove andare
All’ufficio servizi sociali, fissando telefonicamente un colloquio con l’Assistente Sociale.
Cosa presentare
Durante il primo colloqui con l'assistente sociale, viene richiesta la presentazione di una domanda scritta, su modulistica in dotazione dall’ufficio (la stessa sarà protocollata quando completa), e viene visionata la documentazione necessaria ad accertare la condizione di necessità del richiedente. Già nel primo colloqui si invita l’utente a presentarsi con la necessaria documentazione, che potrà essere integrata se l’Assistente Sociale lo riterrà opportuno per riuscire a rendere più evidente le condizioni di bisogno e le eventuali cause.
Tempi di risposta
Dal momento della presentazione (fa fede la data del protocollo) della richiesta scritta il servizio da risposta entro 30 giorni; in caso di risposta positiva l'erogazione del contributo avviene entro un massimo di 30 giorni
Cosa fare
Per richiedere un contributo economico è necessario fissare telefonicamente un colloquio con l'assistente sociale.
Quando fare la richiesta
Il colloquio con l'assistente sociale può essere fissato in qualsiasi momento dell'anno
Note
In alcuni casi particolari la quietanza del contributo viene fatta a nome dell’Assistente Sociale, ciò per garantire che il contributo venga utilizzato per fronteggiare la spesa dichiarata (pagamento di fatture utenze scadute e per le quali è stata richiesta la rateizzazione da parte dell’Ente, canone di locazione, etc.) oppure può essere fatta a favore del creditore
Case d'accoglienza per madri e minori
Casa di accoglienza per donne in difficoltà e loro figli minori
Obiettivi:
·Potenziare la struttura di accoglienza, con apposita figura di supporto, che ospiti, per brevi periodi, donne e madri in situazioni di parziale e transitoria difficoltà ma in condizioni di potersi autogestire nella quotidianità;
·Offrire alla donna un luogo ed un tempo nei quali riflettere sulla situazione e sui vissuti, proponendole, una rete di supporto per sé e per i figli attraverso i vari servizi del territorio;
·Offrire ospitalità, nei casi di situazioni emergenziali e di disagio meno acuto, a donne e madri, a ragazze ed adolescenti abbisognevoli di una risposta immediata ed eventualmente anche attraverso il temporaneo utilizzo della comunità educativa di tipo familiare ;
·Nei casi di violenza, abuso e grave conflitto familiare si provvederà ad indirizzare le donne e le madri in difficoltà presso idonee strutture anche extra-Ambito.
Tipologia di utenza, numero e stima del bacino di utenza
L'intervento/servizio è riferito a donne e madri, a ragazze ed adolescenti che versano in situazioni di particolare difficoltà.
L'accesso avverrà tramite un servizio filtro a cura dei Servizi di Segretariato Sociale ed Antenne Sociali, che assolveranno anche funzioni di eventuale presa in carico, nonché di orientamento e accompagnamento.
Principali attività previste
- Accoglienza ed ospitalità;
- Orientamento;
- Offerta consulenza mediazione familiare, legale e psicologica;
- Collegamento con il Centro di prevenzione e trattamento per il maltrattamento e abuso;
- Accompagnamento nel percorso di reinserimento lavorativo;
- Attivazione della rete dei servizi per il coinvolgimento dei vari attori interessati;
- Programmazione di un percorso educativo per i piccoli ospiti.
Il servizio sarà disciplinato da apposito regolamento.
(fonte:notizie web)
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